Le 1367 ore fra Capaci e via D’Amelio | La Tela strappata, racconto del ’92

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14 Gennaio 2013, 22:55

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PALERMO – Dalla morte di Giovanni Falcone a quella di Paolo Borsellino sono trascorsi 57 giorni, e per l’esattezza 1.367 ore. Il documentario “La tela strappata”, creato da Giancarlo Licata, ha lo scopo di raccontare cosa è successo in quei difficili 57 giorni e si interrompe proprio con la strage di Via d’Amelio. Il materiale con cui il documentario è stato realizzato è stato interamente preso dall’archivio Rai ed è esclusivamente materiale giornalistico. Utilizzando, infatti, i filmati mandati in onda nel 1992 dalle reti Rai e dai conduttori televisivi dell’epoca, Licata ricostruisce non solo gli avvenimenti delle due stragi, ma anche e soprattutto le reazioni sociali a quegli eventi.

Il documentario mostra come, a distanza di 20 anni, quei tg facciano ormai parte della storia. “Questo documentario dimostra come il materiale dell’archivio Rai sia un modo per ricostruire la storia – ha affermato ai microfoni di Livesicilia Barbara Scaramucci, direttore di Rai Teche -. Con tutto quello che si è saputo nel corso di questi 20 anni, noi vediamo le immagini dei telegiornali di quei giorni, delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, e ci rendiamo conto di come in quel momento i giornalisti capissero che c’erano delle zone grigie, delle questioni irrisolte. Quindi tutto questo oggi ci serve per ricostruire la verità”.

Presente all’auditorium questo pomeriggio, il pm Nino Di Matteo: “Opere come queste sono importanti per ricordare a tutta l’opinione pubblica che su quel periodo c’è ancora da approfondire – ha affermato – e che le stesse indagini ci consentono di dire che molto spesso gli indizi e gli elementi di prova, li abbiamo trovati rivisitando il passato alla luce di acquisizioni recenti. Penso che un sano giornalismo d’inchiesta sui fatti di 20 anni fa risponde ad un interesse generale. Senza capire il passato rischiamo di non capire il nostro presente”. E il pm conclude dicendo: “Bisogna restituire a questo paese la verità. Attraverso la ricostruzione processuale viene fuori uno spaccato più ampio: mentre Cosa Nostra metteva le bombe qualcuno a livello istituzionale non pensava di rispondere con l’attività investigativa ma cercava un dialogo con l’organizzazione mafiosa”.

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14 Gennaio 2013, 22:55

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