Gaia, parla la mamma: "Viviamo un incubo, ma non ci arrendiamo"

Gaia, parla la mamma: “Viviamo un incubo ma non ci arrendiamo”

Parla la mamma della ragazza scomparsa sulla nave. Il dolore di una famiglia
IL GIALLO E LA TRAGEDIA
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“Siamo una famiglia unita, vogliamo giustizia. Andremo avanti con coraggio, lo dobbiamo alla nostra Gaia e non ci arrenderemo. Il mio cuore di mamma è distrutto, come quello di mio marito, il suo papà. Non è semplice perdere una figlia dall’oggi al domani”.

Verrebbe voglia di abbracciarla, nonostante la distanza, di stringerla forte, la signora Angela. E suo marito, Rocco. E i due fratelli di Gaia Randazzo, vent’anni, scomparsa sulla nave che, da Genova, la portava a Palermo. Partenza da Cremona, con il fratellino quindicenne, per andare a trovare i parenti. La famiglia Randazzo si era trasferita in Lombardia trent’anni fa, lasciando Cinisi. Ha costruito, lontano dalla Sicilia, un futuro. Persone buone e perbene, che campano di fatica e di impegno. E, adesso, questa immane tragedia. I familiari, nella loro ricerca, sono sostenuti da due legali: l’avvocato Aldo Ruffino e l’avvocato Paolo Grillo.Ci sono molti punti da chiarire – dice l’avvocato Ruffino -. La famiglia di Gaia ha diritto alla verità”.

Signora Angela, come affrontate un simile momento?
“Si resta come sospesi. Una ragazza, una figlia, bellissima e piena di vita scompare all’improvviso e non sappiamo che cosa sia successo. Non riesco a descrivere l’inferno, mentre lo stiamo attraversando. Ogni giorno rimugino, cerco di capire se ho tralasciato qualcosa. E sono sicura di non avere dimenticato niente”.

Si parla di un suicidio.
“Non possiamo crederlo. Gaia è una ragazza con un carattere forte, sicura di sé. Comandava pure in casa, andava a cavallo… Una mamma si accorge di ogni cosa e mi sarei resa conto, per esempio, di una depressione, di una sofferenza. Le parlo da madre, da persona: ci fa troppo soffrire il non sapere. Se ti dicono: tua figlia è morta in un incidente, resta un dolore atroce. Ma almeno sai. Noi non sappiamo”.

Com’è Gaia?
“Sveglia, pronta, tranquilla, spigliata. E lo è sempre stata. Una ragazza indipendente. Ma vi pare che l’avrei lasciata andare con il fratellino più piccolo, se avessi avuto anche un minimo sentore? Ci facciamo, ogni giorno, mille domande”.

Cosa è accaduto, secondo voi?
“Gaia aveva la nausea ed è andata in bagno. Il suo cellulare era nello zainetto, sulla nave non prendeva. Poi, c’è il buio più totale. No, non crediamo al suicidio. Mia figlia era sempre curata, presente a se stessa. Stava iniziando a mandare i curriculum per lavorare e c’era il progetto di creare un rifugio per gatti. Gaia ama tantissimo i gatti e gli animali. Lancio il mio appello”.

Prego, Signora.
“Se qualcuno sa qualcosa, deve parlare. Si dice che hanno controllato i camion. Io ho visto qualche video in rete di quei momenti e mi sono sembrati controlli sommari. Come sono stati fatti? Sulle navi ci possono essere delinquenti. Possibile che non ci siano immagini delle telecamere? Non ci arrendiamo”.

Ci vuole coraggio, Signora Angela. E voi lo avete.
“Mio marito sta male da un po’ di tempo e siamo in apprensione. E adesso questa tragedia. Non dormo la notte. Mi appisolo per qualche minuto e penso che sia un incubo, spero che Gaia sia a casa, con noi. La nostra casa, senza lei, è vuota”.

La telefonata si chiude con un saluto cortese e l’eco di un agghiacciante smarrimento. La Signora Angela invia via whatsapp alcune foto di sua figlia. Gaia che sorride. Gaia con i gatti, mentre li coccola. Gaia con la sua mamma. Gaia che ci sarà per sempre. Nel cuore di tutti. (rp)


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