Ragazzo dello Zen, posa la pistola

Ragazzo dello Zen, lascia la pistola e scegli la forza di una vita normale

Commenti

    Condannando la forza ma quale e dove e la vita normale in questo mondo?????

    Lasciate perdere gli adolescenti, sono persi, occupatevi di quelli che stanno per nascere. Il contributo della stampa è ancora fondamentale. Richiamate il valore del padre come figura che propone i limiti e sostenete l’idea che il vero deterrente è colpire l’adolescente sui social, e non credete che le ragazze siano meno danneggiate, comunque prima dei 18 anni spesso sono già madri

    Gentile Lettore, la nostra idea è proprio quella di ‘non lasciare perdere nessuno’. Sta inscritta nella missione del nostro giornale che raccoglie un’ampia comunità. Nessuno può essere ‘lasciato perdere’. Forse, a Palermo, lo abbiamo un po’ dimenticato, nonostante gli esempi, tra gli altri, di Biagio Conte e Padre Pino Puglisi. Buona domenica.

    la politica ha dimenticato gia da decenni la vera missione che era quella di lavorare per il benessere dei cittadini e della nazione di ogni stato , oggi la stessa politica e i politici che che nei decenni si e rinnovata continua a perseguire SOLO I PROPRI INTERESSI LEGATI ESCLUSIVAMENTE ALLE PROPRIE TASCHE E AI PROPRO tornaconto . La stampa spesso invece di denunciare assiduamente copre e non risalta lnepersegue e mancanze gravi della poitica perche purtroppo spesso ne e connivente per divesi motivi

    il Ministero degli Interni deve instituire un numero verde raggiungibile da qualsiasi telefono pubblico dove i cittadini possono denunciare in anonimato ,solo cosi’ forse riusciamo a debellare il tutto, la gente che conosce determinate situazioni ha paura e non denuncia per paura di ritorsioni. Questa potrebbe essere un idea per iniziare a levare un po di spazzatura dalle strade.

    Grazie per aver risposto, se c’è un interesse per gli adolescenti allora date loro voce, fateli parlare e fateci capire, ma se la risposta è solo penale meglio lasciar perdere

    Faremo del nostro meglio. Grazie per il suo commento. Saluti affettuosi.

    La classe politica attuale ha bisogno di questa situazione.
    Ha bisogno di andare a pescare quei quattro voti da idioti che ancora non capiscono.
    Acquisiscono consenso che è a dir poco colluso e colpevole.
    Tutto il resto è pura chiacchera.

    Ma veramente pensate che certi elementi,possano cambiare in meglio solo con le parole? Questi hanno nei loro dna la violenza in tutte le sue forme,bisogna agire con le maniere forti. Togliere i figli dai genitori,portarli lontano dal loro ambiente,del resto,si tolgono i figli a dei genitori perchè vivono in una casa in un bosco…..basta con le parole belle,gentili…non si ottiene nulla così.

    Egr. sott. Puglisi, anche questo suo articolo, come quasi tutti quelli che ho avuto il piacere e l’onore di leggere, è pura poesia, toccante e commovente. Tralasciando, per il momento, la mia opinione sulla totale assenza delle Istituzioni su cui mi sono sempre espresso, credo che, purtroppo, non sarà facile raggiungere il cuore di ragazzi delle Zen che “camminano” armati: la questione, a mio avviso, è di carattere culturale. Il contesto nel quale il “ragazzo che cammina armato” è nato e cresciuto gli ha impartito i “valori” della ingiustificata prevaricazione, della violenza, della criminalità, dell’odio. Si, certo, senza un apparente perché, senza un “giustificato” motivo ma, più banalmente e più semplicemente, per dare sfogo ad una rabbia repressa o a qualcosa che ci somiglia, ma che ci sfugge, avendo avuto ciascuno di noi la “fortuna” di appartenere alla società civile, nonostante i tutti i suoi limiti e tutti i suoi difetti. Oltre il contesto sociale, ancor peggio, c’è il contesto familiare: un ragazzo che commette un crimine punibile con un ergastolo (si appura già tramite intercettazioni ambientali negli istituti di pena) viene “consolato” dai propri cari e rassicurato che la condanna sarà limitata nel tempo. Non ci sono parole utili alla “rieducazione”, bensì l’incoraggiamento a mantenere vivo l’orgoglio. Del resto, essendo cresciuto in una famiglia dove i valori e l’educazione sono indirizzati al disprezzo di tutto ciò che rappresenta lo Stato, non avendo altri termini di confronto, credo che sia quasi scontata la condotta quotidiana del ragazzo che cammina armato, non capacitandosi perché mai dovrebbe fare diversamente. Non vorrei apparire ripetitivo rispetto a precedenti miei commenti, ma rimango fermamente convinto che la totale assenza delle Istituzioni ed il totale abbandono del territorio, sono i principali responsabili morali del degrado morale che ha colpito al cuore il quartiere dello Zen e, purtroppo per tutti noi, non soltanto lo Zen, non soltanto tutti i quartieri di periferia, ma adesso anche il resto della città.

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Bene Live Sicilia che evidenzia come l'arrestato sia molto noto in città e abbia casa nel salotto buono della città. Certi giornali ieri facevano credere che l'aggressore fosse uno sbandato che bazzicasse per caso in quella zona o che fosse una rapina... Invece l'arrestato come avevano capito molti già ieri sera era una persona della zona molto nota città. Molti nei social scrivono che l'arrestato sia il rampollo di una famiglia aristocratica di Palermo.

Oltre 11.000 dipendenti. Piu' che in 4 regioni nel nord Italia messi assieme. Definiti ( tra l'altro) dal precedente presidente di regione...dei nullafacenti. Quanti miliardi bruciati in buste paghe che dovrebbero invece servire per servizi, strade decenti, cura del territorio e quant'altro. Adesso, a spese sempre di pantalone, anche aumenti di stipendio. Niente altro da dovere scrivere.

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