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Regionali, lotta su riclassificazione e rinnovo contrattuale

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26 Maggio 2022, 15:47

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PALERMO – Si avvia a conclusione la settimana di lotta dei sindacati dei dipendenti della Regione Siciliana: una lotta contro il governo ma anche fra le posizioni degli stessi sindacati. Gli autonomi che ieri sono scesi in piazza a Palermo e Catania chiedono al governo che si realizzi subito la riclassificazione del personale con una riscrittura dell’organizzazione del comparto del personale per il superamento delle categoria A e B. Con questa rivendicazione, le sigle Cobas/Codir, Sadirs e Siad-Csa hanno fatto saltare il banco all’Aran Sicilia bloccando i rinnovi contrattuali. E così dall’altro fronte, i sindacati confederali (Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Ugl), che ieri hanno organizzato un’assemblea sindacale, si oppongono allo stop agli aumenti di stipendio per i 12mila dipendenti regionali.

Il cuore della questione sta in una cosa che tutti i sindacati vogliono: la riclassificazione del personale ovverossia una sorta di avanzamento di carriera per tutti quei dipendenti che pur, avendo laurea o diploma, sono stati assunti nelle categorie inferiori. La questione riguarda però principalmente le categorie A e B. Di chi si tratta è notorio: non di meri collaboratori che fanno fotocopie ma di personale, nato nella sostanza demansionato, che contribuisce a tenere in piedi gli uffici. E per questo già tre anni fa, in sede di primo rinnovo del contratto collettivo regionale, il tema fu centrale. L’autorità di negoziazione presieduta da Accursio Gallo, allora, riuscì a chiudere l’accordo grazie al fatto che il rinnovo si attendeva da decenni. Ma il patto aggiuntivo fu quello di aprire un tavolo per i passaggi di carriera. Tavolo che, però, in questi anni non è riuscito a concepire la soluzione.

Il tema centrale era sempre questo, per venire ai fatti degli ultimi mesi, anche quando i sindacati hanno annunciato ricorsi contro il concorsone per i centri per l’impiego, recentemente avviato. Il governo provava ad assumere con corsie preferenziali il personale da riclassificare. Non è detto che in tanti abbiano partecipato alla procedura concorsuale. E mentre potrebbe accadere che qualcuno che ce l’ha fatta non farà aumentare il numero dei regionali, la procedura interna però rimane al palo.

“Fra qualche giorno accadrà il paradosso – spiega Dario Matranga del Cobas/Codir – : fra tutti negli uffici del lavoro della Regione arriveranno i nuovi assunti e dovranno imparare a lavorare i procedimenti dai loro futuri sottoposti, che in questi anni hanno permesso agli uffici di funzionare. Per questo chiedevamo al governo di fare la riclassificazione prima dei concorsi, verso i quali non ci opponiamo affatto. È una questione di logica che si seguirebbe in ogni azienda sana: prima di assumere nuovo personale valorizzi quello che hai”. Il sindacalista spiega che la proposta è quella di una riscrittura totale dell’assetto sui dipendenti regionali. “Oggi non c’è più bisogno dell’addetto alle fotocopie o del camminatore, perchè ci sono le pec e tanto è dematerializzato, per questo le categorie A e B vanno superate da nuove qualifiche che corrispondono alle mansioni in realtà già svolte. Ciò nell’interesse del buon andamento della stessa amministrazione”.

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Dal fronte autonomi c’è anche speranza dopo gli impegni assunti dal governo in seguito allo sciopero “Ringraziamo tutti coloro che hanno partecipato allo sciopero”, afferma Fulvio Pantano segretario generale Sadirs che continua: “Speriamo che il tavolo di confronto che si aprirà la prossima settimana con l’assessore e i suoi tecnici possa scrivere la parola fine su questo annoso dossier”.

Intanto si è deciso di bloccare la discussione suoi rinnovi contrattuali. Una posizione non condivisa da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Ugl che piuttosto ricostruiscono in modo del tutto diverso la vicenda. Ieri, in un assemblea “abbiamo spiegato ai nostri iscritti come stanno davvero le cose – affermano congiuntamente le segreterie regionali dei dipendenti – e perché non possiamo permettere che si fermino ora le trattative per il rinnovo del contratto del personale del comparto della Regione Siciliana. Tra i motivi più urgenti – illustrano – : la scadenza al 10 agosto dei vertici dell’Aran Sicilia e il rischio di perdere le risorse destinate con l’ultimo bilancio regionale al nuovo contratto se non vengono utilizzate nei tempi previsti e per lo scopo per cui sono state stanziate”. Con la conclusione della legislatura, infatti, l’Agenzia di negoziazione smetterà di funzionare e potrebbe accadere che i 44 milioni di economie destinati ai dipendenti vadano a coprire altre spese.

Ma la differenza di vedute fra gli autonomi e i confederali è anche sull’esistenza o meno delle risorse. Per i primi, i soldi per la riclassificazione ci sarebbero: dei 44 milioni 27 servirebbero per i rinnovi contrattuali e 17 per la riclassificazione. Non è dello stesso avviso, però l’altro fronte. Gaetano Agliozzo (Fp Cgil), Paolo Montera (Cisl Fp), Enzo Tango (Uil Fpl) e Ernesto Lo Verso (Ugl) dicono infatti di volere “spingere sul governo e a dialogare affinché si arrivi nel più breve tempo possibile allo stanziamento massimo previsto sia da vincoli costituzionali sia dall’attuale Accordo Stato-Regione”. La Regione avrebbe insomma un tetto di spesa da non superare e questi limiti risultano “attualmente invalicabili pur se decisamente insufficienti sia a livello nazionale sia regionale. Abbiamo ottenuto che si giungesse allo stanziamento della prima tranche, non ci fermeremo ora”, concludono facendo riferimento a una norma recentemente approvata nella finanziaria.

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26 Maggio 2022, 15:47

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