“Clima disteso, incontro costruttivo” | Come finirà il vertice di coalizione

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20 Settembre 2016, 13:32

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PALERMO – Il clima sarà certamente “disteso” e la discussione “costruttiva”. Si farà il “punto sugli importanti obiettivi centrati da questo governo, a cominciare da una Sanità presa all’ultimo posto e portata al nono”. E soprattutto si metterà giù un vero e proprio programma delle cose da fare da qui alla fine della legislatura. Il solito elenco delle cose che in quattro anni lo stesso governo non è riuscito a fare.

Se volete conoscere l’esito del verticie di maggioranza in corso a Palazzo d’Orleans, non servirà attenderne la conclusione. Il copione, infatti, è quello ripetutamente messo in scena in questa caotica, fallimentare legislatura. Gli anni dei vertici continui, delle convocazioni urgenti, dei faccia a faccia decisivi. Tutte riunioni del tutto inutili, ovviamente. E buone per offrire un palcoscenico alla teatralità degli annunci disattesi, delle illusioni.

E così, la maggioranza anche oggi, dopo le polemiche incrociate e furenti degli ultimi giorni, si ritroverà “compatta” in vista delle “prossime scadenze” anche per il “senso di responsabilità” necessario “per affrontare problemi urgenti” come quelli riguardanti “le migliaia di precari siciliani”, le “nuove opere del Patto per il Sud da far partire”, la “spesa europea” e bla bla bla. Tutti insieme, insomma, si ritroveranno dopo aver minacciato strappi e crisi per la dodicesima, tredicesima volta in pochi anni. Tutti insieme. Persino, pensate un po’, il Nuovo centrodestra che pochi mesi fa giurava di non entrarci niente nella nomina di Carlo Vermiglio, di non far parte, insomma, “della sciagurata maggioranza del Pd e di Crocetta”. Salvo poi, rifiutarsi di sedere – da esponente dei quella maggioranza – al tavolo con chi ha in testa solo spartizioni di poltrone, e ripensarci poi, nel giro di poche ore. Nessuna spartizione, quindi? O una spartizione più “coinvolgente”?

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Perché quello sarà il verbo partorito dall’epocale vertice di maggioranza: “Coinvolgere”. Coinvolgere i partiti, certo, nell’azione di governo. E soprattutto coinvolgere tutti i soggetti in qualche modo minacciati dal Piano della rete ospedaliera di Gucciardi. Un Piano che è ormai simile a un trucco: c’è, ma non si vede.

Alla fine di questo “costruttivo e leale confronto”, i partiti usciranno dal Palazzo d’Orleans sazi e tranquilli: “Nessun ospedale sarà chiuso – assicureranno – ma prima di mettere nero su bianco la rete, coinvolgeremo – eccolo – i sindaci, i territori (?), i manager, i sindacati”. Un’operazione che ovviamente verrà compiuta “in sinergia” col governo nazionale, che ha già “manifestato la propria disponibilità a discutere” anche e soprattutto sul tema dei temi: “Le assunzioni, che dovranno essere sbloccate – assicureranno i partiti – nell’interesse dei cittadini e del buon funzionamento degli ospedali”. Ci mancherebbe, grazie.

Ecco, alla fine saranno tutti contenti. E la maggioranza che non esiste, e che mai è esistita, si ritroverà più “coesa” nella sua evanescenza. Tranne qualcuno, forse, che per orgoglio manifesterà ancora qualche fastidio e arriccerà il naso: “Staremo all’erta – minaccerà con sguardo truce e parole gravi – sul rispetto degli impegni presi questo pomeriggio”. Insomma, una porticina aperta per il prossimo inutile vertice di maggioranza. Che somiglia ormai alle repliche notturne su Rete 4, delle variopinte trasmissioni degli anni ottanta.

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20 Settembre 2016, 13:32

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