Rifiuti, mancano gli impianti |E la differenziata va in discarica - Live Sicilia

Rifiuti, mancano gli impianti |E la differenziata va in discarica

Il problema riguarda l'umido. In Sicilia pochi impianti di compostaggio, diversi non funzionano.

Il paradosso
di
14 Commenti Condividi

PALERMO – Nel disastroso sistema dei rifiuti siciliani il primo dei punti deboli resta la bassissima percentuale di raccolta differenziata, lontana anni luce dagli standard di legge. Ma nel grande paradosso di un sistema che fa acqua da tutte le parti, accade anche che la non molta differenziata che si fa si scontri col problema della mancanza di impianti di compostaggio. E così, l’umido che si raccoglie, in diverse parti dell’Isola finisce comunque in discarica o deve percorrere distanze siderali per raggiungere gli impianti in cui viene trasformato in compost, con costi assolutamente antieconomici.

Un problema che diverse Srr (gli organi di governo locale del settore rifiuti) e Comuni siciliani hanno sollevato negli incontri realizzati sul territorio negli ultimi due mesi dall’Ufficio speciale per la differenziata istituito da Palazzo d’Orleans e guidato da Salvo Cocina. Che ha avviato un monitoraggio per avere un quadro completo della situazione. Anche il dipartimento Rifiuti della Regione sta avviando una verifica per capire perché degli oltre quaranta impianti autorizzati ce ne sono solo una decina in funzione.

L’umido finisce in discarica

Nel corso degli incontri realizzati sul territorio dall’Ufficio speciale per la differenziata, il problema della mancanza di impianti di compostaggio è stato più volte sollevato dai Comuni. Perché in Sicilia capita anche che il Comune che fa la differenziata in alcuni casi non abbia poi dove conferire l’umido destinato a diventare compost, perché non ha impianti vicini ed è magari costretto a portare il rifiuto differenziato a centinaia di chilometri di distanza con aggravi di spesa che paradossalmente lo penalizzano. Qualcosa del genere ad esempio accade a diversi comuni del Palermitano, che hanno raccontato di essere costretti a finire a Marsala per conferire l’umido, con aggravi di costi di oltre il 20 per cento rispetto al conferimento indistinto in discarica. Analoghe difficoltà sono state denunciate dal Comune di Messina, che butta l’umido in discarica perché non ci sono impianti di compostaggio in zona. Stessa musica nel Siracusano. Racconta Paolo Amenta, sindaco di Canicattini Bagni e vicepresidente dell’Anci: “In questo momento l’impianto più vicino alla provincia di Siracusa è a Catania. Oggi l’umido lo portiamo in discarica, lo stesso fanno altri comuni vicini, come Floridia, Palazzolo, Buccheri. E il rifiuto entra in discarica come indifferenziato. Aggiungo che poi molto del compost che si produce negli impianti resta inutilizzato. Infatti sfido chiunque a dimostrare la sostenibilità dell’impianto di compostaggio aerobico. E questo spiega anche perché costa tanto conferire, 90 euro a tonnellata, quando dovremmo pagare molto meno, o nulla. Invece questi sono costi che si scaricano sui cittadini”.

Gare deserte e impianti fermi

Secondo l’ultimo monitoraggio dell’assessorato regionale guidato da Vania Contrafatto, gli impianti di compostaggio attivi in Sicilia sono undici: Castelbuono, Castelvetrano, Sciacca, Joppolo Giancaxio, Palermo (Tmb), Trapani, Grammichele, Ramacca, Dittaino, Gela, Catania. Altri sei impianti hanno avuto gara deserta (concessione di servizi): Casteltermini, Noto, Augusta, Capo d’Orlando, San Cataldo, Ravanusa. Poi ci sono quelli costruiti e mai partiti come Vittoria e Ragusa dove si stanno bandendo gare. L’impianto di Bisacquino è terminato ma da attivare. Poi ci sono altri impianti in giro per la Sicilia da completare. Nel 2011 erano stati stanziati quasi 100 milioni per costruirne 15. Poi nel 2013, allora assessore Nicolò Marino, si spostarono ingenti somme sulle discariche pubbliche (Messina, Gela, Enna, Palermo), che ebbero a loro volta un percorso tormentato, con tanto di rilievi della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. Gli impianti di compostaggio furono rifinanziati ma le gare furono assai sfortunate: l’appeal per gli operatori del settore evidentemente è basso viste le mille falle del sistema rifiuti siciliano. E così a fronte di tanti soldi spesi, restano i disservizi.

Gli impianti di compostaggio funzionanti “sebbene presentino nominalmente una potenzialità complessiva autorizzata pari a 416.967 tonnellate annue, hanno trattato nel 2014 una quantità di rifiuti pari a circa 160.000 tonnellate”, riassumeva un paio di mesi fa il ministro per l’Ambiente Galletti. Ma in realtà, l’effettiva capacità degli impianti funzionanti in Sicilia sarebbe ancora più bassa, dicono diversi addetti ai lavori. E sicuramente insufficiente a smaltire le 7-800 mila tonnellate di organico che si dovrebbero conferire se la Sicilia rispettasse la percentuale di 65 per cento di raccolta differenziata. “Stiamo facendo delle verifiche, trovando situazioni paradossali – racconta il direttore generale del dipartimento Rifiuti Maurizio Pirillo -, dall’impianto fermo perché manca un intervento da 70mila euro, a quello finito nel fallimento dell’Ato che sta per essere messo in vendita. Interverremo, ma certo questo problema non può diventare un alibi per gli enti locali per non spingere sulla differenziata”.

Nel futuro i mini-impianti

“La realizzazione dell’impiantistica – ricorda l’assessore regionale Contrafatto – spetta alle Srr che debbono prevederla nel piano d’ambito. Una grande opportunità però è data dai finanziamenti europei per realizzare dei mini-impianti, le compostiere di comunità, destinate ai piccoli comuni con meno di tremila abitanti. Ho già scritto per avviare i bandi per realizzarli”. Sempre nella speranza che Srr e Comuni implementino i livelli di differenziata che restano bassissimi, con alcune virtuose eccezioni.Per farlo occorre superare la logica delle proroghe e chiudere con gli affidamenti a chi non rispetta il limite del 65 per cento, ha già ammonito la Regione. Ma questa è un’altra, complicatissima, storia.

 


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

14 Commenti Condividi

Commenti

    Quindi,la seconda fase “Differenziata,Ecco le zone interessate”dove sono immortalati l’Assessore Marino,ex Presidente Rap amico di Orlando Cascio,e l’attuale Presidente della stessa Rap, è PAGLIACCIATA!!!

    BRAVISSIMI incompetenti (o ladri?), noi ogni giorno paghiamo una dItta per mettere fuori i cassoni e gli incompetenti (o ladri?) portano tutto in discarica!! un bravo giudice per metterli in galera no?

    CI FATE SAPERE PER CORTESIA,
    UN BUON MOTIVO PER PAGARE L’AUMENTO DELLA TASSA DELLA SPAZZATURA?. FACCIAMO COSI’: POSTIAMO LE FOTO DEI POSTI DOVE NON AVVIENE LA RACCOLTA E CHIEDIAMO A ORLANDO IL MOTIVO DEL PAGAMENTO RICHIESTO PER UN SERVIZIO NON AVVENUTO.
    VA BENE COSì?

    Finalmente si scopre l’acqua calda. Dopo anni di emergenza, aumento delle tariffe e arricchimento dei privati, si porta alla luce che per fare una seria differenziata necessitano gli impianti di compostaggio.

    PER INCENTIVARE L’USO DELLE PICCOLE COMPOSTIERE AI CITTADINI ED AI PRIVATI, OCCORRE LO SGRAVIO SULLA TARI O TARSU. IL SISTEMA,SOVRACCARICATO DEI COSTI DEI LAVORATORI ,CHE SONO IN ESUBERO ,COME QUELLI DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE, E PERDIPPIU’ PAGATI CON UN CONTRATTO PARTICOLARE, SAPRA’ LIBERARSI DA QUESTO CAPPIO ,MESSO ATTORNO AL COLLO DEI CITTADINI?
    QUESTO TRA L’ALTRO, E’ IL MOTIVO DELL’ALTO TASSO DI EVASIONE DELLA TASSA DEI RIFIUTI, DA PARTE DELLA COLLETTIVITA’. TRA QUESTI “LAVORATORI”,OVVIAMENTE SONO RICOMPRESI, PARENTI DI POLITICI, SINDACALISTI,MAFIOSI, E CHI PIU’ NE HA PIU’ NE METTA !!!! IL SISTEMA, IN SICILIA, E’ TUTTO DA RIFONDARE !!!

    Si tratta di resistere ancora un paio di mesi, poi come hanno detto e promesso più volte quelli del PD la Sicilia avrà almeno una decina di Termovalorizzatori e si brucerà tutto…

    Vergogna dovrebbero risarcire danni e tasse . la frazione umida la più semplice ed economica da smaltire finisce in discarica quando le terre esauste di sicilia abbisognerebbero di compost per rivitalizzarle. basta chiacchere Renzi se ci sei batti un colpo smetti di firmare patti che le controparti non rispettano!!

    Potrebbero smaltirle coi lombrichi un kg di terriccio di lombrico costa cinque euro!

    Sig.a Contrafatto se ne torni in magistratura ci fa più figura. Le SRR esistono sulla carta le conti e vede quante sono e quante ne funzionano. Avete distrutto il lavoro di 10.000 persone senza risolvere il vero problema .

    La lombricoltura può smaltire la frazione organica

    Continuo a chiedermi perchè continuiamo ad essere amministrati da incapaci con le mani lunghe

    Manco l’umido ,,la cosa più semplice sanno trattare

    SE LEGGETE BENE L’ARTICOLO IL PROBLEMA A PALERMO NON ESISTE. ABBIAMO SIA L’IMPIANTO TMB A BELLOLAMPO ED IN OGNI CASO C’E’ L’IMPIANTO DI MARSALA. L’UMIDO CHE SI RACCOGLIE A PALERMO VIENE INTERAMENTE DIFFERENZIATO IN MANIERA REGOLARE.

    LEGGETE BENE L’ARTICOLO. A PALERMO ABBIAMO L’IMPIANTO QUINDI L’UMIDO VIENE REGOLARMENTE SMALTITO E TRATTATO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.