Rimpasto, i tempi si allungano |Raciti rinsalda l'asse con D'Alia - Live Sicilia

Rimpasto, i tempi si allungano |Raciti rinsalda l’asse con D’Alia

Nel weekend i renziani faranno il punto della situazione. Poi ci sarà il confronto col segretario. Villari e Salerno in pole per entrare in giunta per i cuperliani. Ma in pochi scommettono in tempi brevi

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PALERMO – Il rimpasto può attendere. Almeno qualche giorno. L’ipotesi che già questa settimana il segretario del Pd Fausto Raciti proponesse i nomi dei nuovi assessori del Partito democratico al presidente della Regione non è più in campo. Toccherà aspettare almeno la settimana prossima. Nel weekend, infatti, i renziani si incontreranno per fare un punto della situazione tra loro. E potrebbero esserci anche altri colloqui, con altre anime del partito più vicine al governatore. Solo dopo, forse la settimana prossima, ferie ferragostane permettendo, si dovrebbe cercare di arrivare a un’intesa unitaria sulla proposta da avanzare a Rosario Crocetta, per risolvere la spaccatura generata dalla nascita del suo secondo governo, dal quale sono rimasti fuori i cuperliani.

Raciti lavora affinché la partita si chiuda in tempi stretti. Anche se da più parti si ha la sensazione che non sarà agosto il mese del rimpasto e che la pratica possa essere rimandata ala fine dell’estate. Da ambienti dell’area più “governativa” del partito, infatti, trapela l’intenzione di avviare un ragionamento più ampio sulla rappresentatività delle varie anime del Pd, che tenga conto non solo delle presenze (o assenze) in giunta ma anche degli equilibri interni nell’Assemblea e negli organi del partito. Il che tradotto dal politichese vuol dire che ci sarebbe qualcuno pronto a far notare ai cuperliani, che reclamano due posti in giunta, che la loro corrente esprime già tre presidenti di commissione all’Ars (Cracolici, Marziano e Digiacomo) oltre a una serie di posizioni chiave nella stanza dei bottoni del partito (segretario, responsabile organizzativo e altre cariche).

Insomma, il percorso che porta a una soluzione condivisa appare ancora disseminato da qualche ostacolo. Intanto, non si è sciolto il nodo relativo al profilo della delegazione del Pd in giunta: politici o “tecnici”? Se prevarrà la seconda opzione, i nomi più quotati per i cuperliani restano quelli di Angelo Villari, vicino alla Cgil, e Cataldo Salerno, presidente della Kore di Enna.

Ancora avvolto nelle nebbie il capitolo relativo a chi dovrebbe far posto ai nuovi innesti. Tanto più che il Pd non rivendicherà, a quanto pare, tra i suoi quattro nomi quello di Nelli Scilabra. A quel punto, per mantenere in squadra l’assessore alla Formazione, Crocetta potrebbe essere costretto a rinunciare a uno tra Salvatore Calleri e Michela Stancheris. Ma il tema ancora sembra prematuro.

Ieri Raciti ha rinsaldato l’asse con Gianpiero D’Alia, incontrando il leader dell’Udc siciliana all’indomani delle polemiche che hanno visto il politico messinese contrapposto a Rosario Crocetta, con tanto di accuse di golpe. La tensione tra il governatore e D’Alia resta alta, tanto da alimentare voci incontrollate sulla possibilità di una cacciata dell’Udc dalla giunta da parte del governatore. Solo voci, appunto, in questa fase rubricabili probabilmente a schermaglie tattiche. Di certo, la spaccatura all’interno dell’Udc resta profondissima, e i quattro “dissidenti” sono pronti, se rimpasto sarà, a reclamare una revisione della delegazione centrista, che Dina, Firetto, La Rocca e Turano non hanno mai gradito.

 


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Commenti

    Basta che non riciclino, come assessore, Pistorio.
    Sarebbe davvero troppo…..

    MEGLIO ALLONTANARE D’ALIA ALTRO CHE RINSALDARE, IL PD PERDERA’ MOLTI VOTI SE CONTINUA A DARE RETTA AL PRESTIGIATORE DELLA POLITICA TIPO D’ALIA, ARDIZZONE E PISTORIO. RAPPRESENTANO SOLO SE STESSI E MENO MALE CHE SONO SCOMPARSI.

    Vorrei dare un consiglio alla redazione. Dì questi giochetti di Palazzo non importa niente a nessuno, se non ai parassiti che vivono di politica. Parlate del question time di oggi alla Camera, dove sun’interrogazione del m5stelle sull’attuazione dell’articolo 36 e 37 dello statuto, lo stato ha candidamente confessato di rubare 3 MILIARDI! All’anno alla Siciliano di tributi maturati in Sicilia e riscossi fuori sol perché oggi le dichiarazioni sono in gran parte telematiche. E di fronte a questo furto megagalattico Crocetta e Agnello, collaborazionisti venduti non battono ciglio. A proposito, voi da che parte state?

    Raciti e d’Alia due geni per il Pallagone…e poi il grande leader Faraone.
    La Sicilia merita il meglio non essere considerata la pattumiera del Mediterraneo.
    Questi politici sono soltanto millantatori del nulla.

    Ogni volta che vedo la faccia di Faraone mi rovino la giornata.

    La Sicilia affonda e parliamo solo di questo da 2 anni vi dovreste vergognare bravi

    Al peggio non c’è mai fine .Vero Faraone???

    E chi parla per i renziani? Faraone che è stato delegittimato anche da renzi?

    i faraoni stanno meglio in egitto, però mi sono ricordato che neanche lì se ne trovano più, estinti?

    In Sicilia la disoccupazione al di sopra dei 35 anni è al 43%,la commissione europea ha bocciato il piano di utilizzo dei fondi europei (ben 41 miliardi in 7anni e mezzo) per la mancanza di una visione d’insieme che possa garantire all’Italia di riemergere dall’abisso in cui l’hanno gettata,e questi ancora se la scialano in vacanza pensando al rimpasto (e quindi al solo bene proprio)?Dovrebbero essere accusati di alto tradimento contro gli italiani tutti e condannati ai lavori forzati vita natural durante,dopo aver subito ogni tipo di umiliazione,tanto bontá loro,in Italia non esistono leggi contro la tortura.Che facciano vomitare tutti è dire ancora troppo poco.

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