Politica

Savarino: “Diventerà Bellissima baricentro del centrodestra unito”

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09 Novembre 2021, 16:50

6 min di lettura

PALERMO – Diventerà Bellissima si organizza. Le dimissioni del coordinatore regionale Gino Ioppolo segnano l’inizio di una nuova fase guidata da una cabina di regia a tre (Giusi Savarino, Alessandro Aricò e Giorgio Assenza) che guiderà il movimento al congresso. Savarino, fresca di nomina di portavoce, traccia il sentiero da imboccare: dal rafforzamento del partito alla ricerca dell’unità della coalizione passando per le interlocuzioni con ile formazioni nazionali. Una strada che ha uno scopo ben preciso: sostenere la ricandidatura di Musumeci a Palazzo d’Orleans. 

Partiamo dal nuovo organigramma regionale di Diventerà Bellissima, questo triumvirato che la vede anche portavoce del movimento, che nasce dalle dimissioni di Ioppolo. 

Serviva un maggiore dinamismo e un collegamento più forte con Palermo. Questo ruolo l’ho già rivestito nella fase iniziale della nascita del movimento ed ha avuto un grande successo portandoci al primo congresso. Anche in questo caso arriveremo al terzo congresso, ma lo faremo in un momento in cui siamo cambiati, siamo cambiati, siamo radicati nel territorio e stiamo dimostrando di essere una forza di governo con capacità amministrativa dalla Regione a tutti comuni dove vantiamo una cinquantina di sindaci e una centinaia di consiglieri.

Tracciamo la road-map dei prossimi eventi in cantiere.

Il prossimo appuntamento è  il 20 novembre a Catania alle Ciminiere dove faremo il report di questi quattro anni di governo. Entro dicembre organizzeremo il corso di formazione che facciamo ogni anno, che è saltato soltanto lo scorso anno a causa del Covid, per i nostri ragazzi: ci teniamo molto a creare una classe dirigente da formare e fare eleggere. Puntiamo molto su giovani e donne. Stiamo inoltre lavorando al movimento femminile che non c’era. 

Db si organizza. Nel frattempo a Palermo si è tenuto il vertice del centrodestra, nel sostegno di alcune spaccature importanti…

Nessuna spaccatura. Perché spaccature? Erano tutti presenti.

Romano e Cuffaro si sono tenuti fuori, no?

No, era un vertice organizzato su input del collega Figuccia, coordinatore provinciale della Lega, che voleva coinvolgere i riferimenti provinciali per intavolare un ragionamento su Palermo e tutte le forze che sostengono il governo Musumeci erano presenti al tavolo. Si parte dalle forze che fanno parte di una maggioranza poi ci si allarga anche alle altre ma al momento si parte con le forze presenti in Ars che sostengono la maggioranza. 

Cantiere popolare è nella maggioranza. 

Poi non c’è preclusione ad aprirsi ad altre forze o a chi si è avvicinato al centrodestra, ma intanto si parte quello. Da quelli che sono in maggioranza nel governo Musumeci.

L’idea lanciata da Salvini di si ricorrere al mezzo delle primarie, come la valuta?

Noi quattro anni fa le avevamo proposte all’area di centrodestra quindi non possiamo essere contrari. Il tema è come si organizza e chi fa da garante, e noi come centrodestra non abbiamo nessun konw how ed è un ragionamento sul quale bisogna concentrarsi bene se gli altri dovessero accettarlo. 

Quattro anni di governo Musumeci, tutto rose e fiori?

Assolutamente no. Sono stati quattro anni complicatissimi. Siamo partiti da zero a causa dell’eredità pesante che abbiamo trovato su tutti i fronti, un fatto che non contestano neanche gli uomini di sinistra tanto è eclatante e poi abbiamo vissuto questi due anni pandemia che hanno

rallentato molte cose ma non tutte. Tant’è che come è stato riconosciuto dall’Ance le gare d’appalto sono continuate come mai negli ultimi 20 anni e

Il risultato finale è che sui fondi europei siamo al 95% di spesa certificata a novembre: siamo oltre un miliardo e 900 milioni. Un altro risultato importantissimo riguarda la sanità: siamo infatti passati da 300 posti letto in terapia intensiva a circa 800. 

Quali risultati intendete portare a casa in questo ultimo anno di governo?

Abbiamo portato avanti diverse azioni che sanavano incongruenze di tanti anni. Penso all’autorità di bacino, attesa da 20 anni, che ci sta aiutando nella pianificazione delle pulizie dei fiumi che non si facevano da vent’anni. Sono state spese somme importanti in tutta la Sicilia. Menomale visti i problemi di allagamento che si sono verificati. Parliamo di interventi che fanno della Sicilia la prima regione d’Italia a spendere a tutela del territorio. Siamo a arrivati a quasi 500 milioni spesi negli anni del governo Musumeci per il dissesto idrogeologico: un dato positivo. Abbiamo fatto una riforma importante dell’urbanistica, abbiamo messo piano a tutte le pianificazioni che non erano mai state fatte prima. 

Quali? 

Penso alla pianificazione dell’inquinamento dell’acqua, dell’aria al piano regionale dei rifiuti: tutti strumenti che ci mettono oggi nelle condizioni di potere utilizzare fondi europei per passare alle bonifiche ad esempio dell’amianto o al finanziamento degli impianti sui rifiuti. Una pianificazione che non si era mai fatta in questi anni, certo c’è ancora tanto da fare. Abbiamo ancora un anno davanti a noi e certo le strumentalizzazioni politiche non mancheranno. Ma nonostante una maggioranza assolutamente risicata in assemblea siamo riusciti a ottenere risultati importanti, certo sarebbe stato meglio fare di più. Tante riforme sono al palo nelle commissioni di merito.

Quali? 

Penso a quella dei consorzi di bonifica che è molto attesa. Penso alla riforma dei rifiuti che non è mancata per noi: l’abbiamo portata due volte in aula e due volte è stata travolta da una serie di emendamenti che ovviamente vedono negativamente il segno della legalità che la riforma porta avanti: sono scelte dure che ci sono state dettate dall’Anac. Su questo ho chiesto al presidente dell’Ars un confronto con la Corte dei Conti in commissione. Attendo che venga organizzata a breve.

Con quale schema di gioco e con quale centravanti vi presenterete alle prossime regionali?

Con la nostra guida, la mia e quella di Giorgio Assenza e Alessandro Aricò, stiamo gettando anche le basi per le prossime regionali: stiamo lavorando in tutte le province per creare liste regionali di Diventerà Bellissima. Db è un partito che sta dimostrando di viaggiare tra l’otto e il dieci per cento, noi abbiamo l’ambizione di superare il 10%. Diventiamo una forza che dà grande sostegno al presidente Musumeci anche per il nostro lavoro parlamentare all’Ars. Questa forza insieme alla capacità amministrativa di Musumeci diventa allettante anche per le forze politiche nazionali.

Come procedono le interlocuzioni con i vertici nazionali dei partiti? 

Continuiamo ad avere ottime interlocuzioni con i partiti nazionali (Forza Italia, Lega e FdI), non escludiamo di consolidare questi rapporti anche in vista delle elezioni nazionali perché questa forza regionale abbia voce anche a Roma, ma quello su cui ci stiamo concentrando adesso è l’organizzazione e il rilancio del movimento in Sicilia e dell’azione del governo Musumeci su cui puntiamo tutto. 

Insomma un centrodestra unito attorno a Musumeci e con il sostegno dei partiti nazionali del centrodestra, no?

E di un forte movimento come Diventerà Bellissima che sta crescendo. Come si suol dire la nostra base per altezza. La nostra base è questa, l’altezza è il presidente Musumeci

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09 Novembre 2021, 16:50

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