Sbarchi, 104 migranti a Catania |L’emergenza non si placa

di

10 Giugno 2014, 20:01

2 min di lettura

CATANIA – Il traffico di essere umani dal Nord Africa alla Sicilia non si placa. L’annuncio del sindaco Enzo Bianco da Roma sul fatto che “finalmente qualcosa si muove” diventa un sussurro davanti alla notizia di un nuovo sbarco al porto di Catania. Alle 18.30 è approdato al molo centrale un mercantile con a bordo i profughi soccorsi nel Canale di Sicilia. E’ una cronaca già scritta, ripetuta e rimpastata. Eppure ogni sbarco ha la sua storia, anzi oggi sono 104 le storie che andrebbero raccontate, una ad una.

Occhi colmi di speranza, ma anche guance percorse da lacrime. La scena del gommone rovesciato durante i soccorsi è la prova che qualcosa si deve muovere, ma non come annuncio politico, ma come fatto concreto. Perchè quelle bare in fila al Palazzo Platamone non possono diventare una foto ricordo, ma dovevano essere l’inizio di un cambiamento. E invece? Ancora morti nel mediterraneo, ancora vite spezzate: dall’Egitto sono pronti a imbarcarsi per un viaggio che potrebbe non avere una destinazone migliaia di persone. E le organizzazioni criminali, perchè parliamo di crimine, continuano a lucrare sulla disperazione di chi è in cerca di una nuova patria.

E mentre la macchina dell’accoglienza si è nuovamente messa in moto oggi per le operazioni di sbarco, a Roma il vertice Anci Viminale cerca, prova, pianifica azioni mirate a fronteggiare l’emergenza immigrazione. L’ufficio stampa del Comune di Catania ha inviato un comunicato dove si riassume l’esito dell’incontro.

Articoli Correlati

“Abbiamo rappresentato al Ministro – ha detto Bianco – tutta la drammaticità della situazione, sottolineando il fatto che una manciata di Comuni siciliani, lasciati completamente soli, è costretta ad affrontare il 95% degli sbarchi, un’emergenza umanitaria il cui costo, non solo in termini economici, dovrebbe essere sostenuto dall’intera Unione europea .Ho chiesto dunque – ha aggiunto il Sindaco di Catania – un vertice che si svolga in Sicilia orientale per toccare con mano la gravità della situazione e un immediato potenziamento delle strutture dello Stato nelle nostre zone.”

Bianco cerca fatti. “Occorrono uomini e mezzi in quella Sicilia che rappresenta il confine dell’Europa. E l’assenza dell’Unione europea risulta inaccettabile”. Appelli, appelli, appelli. Ora è arrivato il tempo di scrivere di fatti concreti. E che non sia solo la cronaca degli sbarchi.

Sul fronte dell’operazione Mare Nostrum arriva una notizia che lancia l’allarma sulla possibilità di contagio di malattie infettive.“Abbiamo otto nostri militari che non hanno sintomi della malattia, ma sono positivi al test della Tbc” ha confermato il Capo di Stato Maggiore della Marina, Giuseppe De Giorgi, commentando le voci su un contagio di tubercolosi tra i militari impegnati proprio nella maxi operazione voluta dal Viminale per contrastare l’immigrazione irregolare nel Mediterraneo.

Pubblicato il

10 Giugno 2014, 20:01

Condividi sui social