Scogliera d’Armisi: “La darsena non avrebbe evitato i danni”

Scogliera d’Armisi, gli ambientalisti: “La darsena non avrebbe evitato i danni”

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    Il Presidente dell’AdSP ha sostenuto che un evento come il ciclone Harry sarebbe imprevedibile ricorrendo “ogni cento, centocinquanta anni” ma si sbaglia dimostrando di non conoscere la storia del porto di Catania che pretende di gestire; dal 1884, con una trentina di morti, la ricorrenza è molto più ravvicinata: 1884 1933 1972 2026, ovvero mediamente ogni 47 anni. Ma soprattutto non ha imparato neanche in questa occasione che il mare travolge le barriere di cemento armato ma non le scogliere di lava e che da ciò deve discendere il trasferimento, a monte degli abitati costieri, delle reti ferroviarie e stradali intercomunali acora oggi incredibilmente lungo mare, sorrette da muri di sottoscarpa in c.a. contromare che bene che vada resistono ai moti ondosi ordinari e non certo a quelli straordinari determinati da eventi tipo Harry. Men che mai resisterebbe il muro perimetrale lato monte della autoapprovata darsena per 12 megayacht che dovrebbe contenere il dislivello di circa m. 10 tra la nuova banchina e la via 6 aprile. Solo fantasie finalizzate a portare a compimento la spesa milioni di euro del contribuente in opere che stravolgono la costa a discapito, nel caso, della pubblica fruizione culturale e turistica della scogliera dell’Armisi del demanio marittimo regionale e del libero accesso alle sette grotte pubbliche che la scandiscono!

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Come sempre il Comune e in particolar modo la Polizia Municipale sono assenti, perché altrimenti dovrebbero prendere seri impegni di lavoro anziché girare a vuoto per la città o stare comodamente seduti in un ufficio a chiacchierare. Speriamo, ma credo che sarà un sogno, che l'arrivo dei nuovi 100 vigili che dovrebbero entrare in servizio attivo questo mese posano portare a maggiori controlli e no succeda che anche questi, come i precedenti 30 neo assunti, svaniscano nel nulla politico. Tanto con gli auto velox si incassa quanto previsto, ma se poi manchi completamente la sicurezza in città peggio per i palermitani.

Dobbiamo essere solidali con i politici, prime vittime di alcuni burocrati regionali. Fatto salvo il diritto di ogni singolo indagato d'essere ritenuto innocente sino a eventuale definitiva sentenza contraria, possiamo affermare che una parte della burocrazia tradisce la fiducia del politico, il quale sempre più spesso risulta gabbato da certi dirigenti, funzionali a vari interessi non certo a quello pubblico. È allora da immaginare lo stupore senz'altro indignato di quell'assessore che sfogliando un giornale ha scoperto gli scambi ravvicinati di un certo tipo nell'assessorato di sua pertinenza; o per non farla lunga figurarsi la dolorosa constatazione del Presidente della Regione che dopo due anni dall'incarico si è reso conto che nei pronto soccorso si poteva morire o che mentre dichiarava l'azzeramento delle liste d'attesa negli ospedali trapanesi, nello stesso territorio si consumava il criminale ritardo nell'esame dei reperti istologici. Qualche volta può capitare che un politico possa essere indagato, ma la magistratura dovrebbe tenere in conto la posizione delicata dell'eletto del popolo. Infatti c'è già chi fra i più accorti politici pensa che proprio da lì bisogna cominciare: da una messa a posto della magistratura.

Intanto dall'elenco mancano i politici i casi auteri e.mancuso ci dicono anche di più. Che le tangenti si allignano all'interno delle leggi stesse e che il principio del tot a testa per deputato finisce con il dare la stura a tangenti e malaffare, senza dover passare per forza dal burocrate connivente

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