Scuola, stop anticipato al servizio mensa: bufera sul Comune - Live Sicilia

Scuola, stop anticipato al servizio mensa: bufera sul Comune

La refezione avrebbe dovuto essere garantita fino al 25 maggio. Polemiche sulla decisione
IL CASO
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PALERMO – L’area dell’educazione, formazione e politiche giovanili del Comune di Palermo ha inviato una nota alle scuole informando della conclusione del servizio di refezione, garantito fino al 25 maggio. “Siamo rimasti davvero senza parole. Non riusciamo a capire le motivazioni. Un servizio pubblico deve essere garantito fino alla fine. Non può essere eliminato così, ex abrupto, e la comunicazione non può essere inviata ai dirigenti scolastici e alle famiglie dall’oggi al domani. Le scuole primarie e secondarie terminano il 10 giugno e la scuola dell’infanzia il 30 giugno. Se la mensa è stata garantita fino al 25 maggio non capiamo perché non si copriva tutto il periodo scolastico, dal momento che le famiglie hanno già pagato per tutto il mese di maggio. Non ci sono più soldi per garantire il servizio?” dice il segretario generale della Flc Cgil Palermo Fabio Cirino.

“Non vogliamo entrare nel merito della polemica e dei problemi di natura amministrativa legati all’affidamento dell’appalto. Ma l’amministrazione deve dare una risposta e spiegare se si tratta di un problema di natura economica – prosegue Cirino -. Un servizio deve essere garantito fino alla fine, così come gli affidamenti delle gare andrebbero fatti a inizio d’anno non durante. Non è accettabile che i dirigenti scolastici, che provengono da un anno complicato e pieno di criticità, si trovino adesso di fronte a un disservizio del genere, inqualificabile per le modalità con cui è stato comunicato, per il quale in tutte le scuole stanno arrivando in queste ore le proteste delle famiglie. Tutto questo adesso è sulle spalle dei presidi, chiamati a dover rimodulare le attività per evitare disagi ai bambini e alle famiglie, che all’ultimo minuto non sanno come organizzarsi”.

Ferrandelli: “Una mazzata per le famiglie”

Il consigliere comunale Fabrizio Ferrandelli dice: “Il Comune di Palermo, con una nota, annuncia la sospensione per mancanza di fondi, dal 25 maggio, delle mense scolastiche per più di 2000 mila bambini tra i 4 e gli 11 anni. Una vera mazzata per le famiglie che si troveranno in difficoltà perché all’improvviso si vedono private di un servizio ormai essenziale. La mensa, nelle scuole pubbliche, non significa dare da mangiare agli studenti, ma ha anche un ruolo nel contrasto alla dispersione scolastica. Il momento del pasto, inoltre, favorisce l’integrazione sociale e si fa strumento di contrasto alla povertà non solo economica di bambini e adolescenti, come anche dimostrato di recente da Save The Children nel rapporto ‘Nuotare contro corrente’, in cui la mancanza della mensa viene considerato uno degli indicatori per misurare la povertà educativa. A Palermo – continua Ferrandelli – è in atto un’intollerabile discriminazione nei confronti dei bambini che frequentano le scuole. A conferma di tutto ciò, ecco che adesso viene interrotto il servizio. La sospensione di questo servizio denota la mancanza di interesse per i più giovani da parte dell’amministrazione uscente”.

Barbera: “Inaudito tagliare mensa a bimbi”

“Apprendo che, attraverso una laconica missiva ufficiale, la dirigente del ‘Servizio attività rivolte alla scuola dell’obbligo’ del Comune di Palermo ha annunciato che il servizio di refezione, ossia il servizio mensa, sarà sospeso dal prossimo 26 maggio nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie cittadine, quasi duemila bambini tra i 4 e gli 11 anni. Si tratta di un servizio – continua Rita Barbera – essenziale e lo dimostra il quasi raddoppio dell’utenza che si è registrato nel 2022, segno che il livello di povertà di Palermo, anche a causa della pandemia, continua a crescere e che questo servizio è uno dei primi ‘ristori’ diretti alle palermitane e ai palermitani che hanno figli in età scolare”. Lo dice la candidata a sindaco di Palermo, Rita Barbera. “Risulta inoltre incomprensibile – aggiunge – che non sia stato possibile evitare la decisione visto che scuole chiuderanno il prossimo 10 giugno, segno che, oltre a una mancanza di pianificazione, non c’è stata una visione organica del problema, tantomeno buon senso. Palermo è una delle città che offre meno posti di mensa d’italia, nonostante sia una delle città con le più alte percentuali di povertà infantile, assoluta e relativa. Nel Pnrr sono stanziati fondi, soprattutto per il Sud, per costruire nuove mense. Mi piacerebbe sapere se il Comune di Palermo ha partecipato a questi bandi, e in che misura. Siamo la città dei figli di nessuno”. “Questo ennesimo campanello di allarme che proviene da Palazzo delle Aquile dimostra che l’attuale amministrazione lascerà in eredità a quella nuova una situazione amministrativa complessiva al limite della gestibilità”, conclude.


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