Se Lombardo spariglia le carte e si rilancia al tavolo nazionale - Live Sicilia

Se Lombardo spariglia le carte e si rilancia al tavolo nazionale

L'ex presidente lancia la corsa di Massimo Russo.
LO SCENARIO
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CATANIA – La colomba autonomista sorvola sul centrodestra siculo. L’ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo, torna a fare il mattatore nei giorni più complicati per la coalizione chiamata a fare sintesi sul nome del candidato a Palazzo d’Orleans. I sui continui viaggi a Roma, i colloqui diretti con Silvio Berlusconi e Matteo Salvini sottolineano la centralità dell’eminenza grigia del centrodestra isolano e che adesso “offre” una soluzione unitaria.

Sibilline le parole pronunciate ieri nel momento in cui le trattative si imbrigliano nel pantano dell’ennesimo muro contro muro. “Con l’election day la Sicilia è diventata una pedina sulla scacchiera di collegi e ministeri. Non è stato così nel 2012 e nel 2017 allorché si votava in giorni diversi. Inoltre, il 10% in più di elettori delle politiche renderanno imprevedibile il voto delle Regionali. Musumeci si è ritirato. Stancanelli si è stancato. Minardo è stato bloccato”, dice l’ex presidente della Regione che lancia sul tavolo il nome del magistrato Massimo Russo.

“Il Centro Sinistra punta su una donna moderata, mite e capace: Caterina Chinnici.  Azione e Italia Viva si organizzano per scendere in campo. Il Centro Destra sta giocando col fuoco. Basta diktat e veti, si riavvolga la pellicola e tra i possibili candidati si guardi anche a Massimo Russo di cui tutti ricordano l’ottimo lavoro fatto in Sanità per ripianare il debito e rimodernare il sistema. È la figura più rassicurante per affrontare un autunno che si preannuncia più che critico ed è in grado di alzare la voce in tutte le sedi per tutelare la Sicilia e perché si apprestino gli strumenti idonei a ridurre il divario tra Nord e Sud”, spiega Lombardo.

Russo sarebbe un nome spendibile nella corsa contro Caterina Chinnici per più di una ragione (in primis di tipo professionale) e di certo un nome non divisivo come quelli che circolano con più insistenza da giorni (da notare l’assenza di Prestigiacomo nelle parole del leader autonomista) e perché no una risposta all’appello di La Russa che ieri sera chiamava in causa proprio i centristi (da coinvolgere nella scelta di un candidato veramente unitario).

Ma l’uscita del leader autonomista potrebbe rientrare all’interno di un meccanismo più complesso. Così facendo però Lombardo piazza la sua pedina all’interno dello scacchiere di una partita che si gioca sui tavoli nazionali. Che stia giocando su più tavoli? Chi lo conosce bene non si sente di escluderlo. Di certo c’è soltanto che ancora una volta si è guadagnato la scena. 


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