“Sex and the Sicily” |Parla Valeria Randone

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09 Febbraio 2013, 11:46

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CATANIA – Dopo la serie tv americana “Sex & the City” che ha infiammato gli animi regalando interessanti spunti di riflessione arriva “Sex and the Sicily”, l’intrigante scritto di Valeria Randone, catanese, docente di sessuologia clinica e terapia di coppia. Si tratta di una scoppiettante raccolta di storie con corpi ed anime siciliane che, senza dubbio, rappresenta uno spaccato dell’intera società italiana. D’altronde, diciamocelo: sotto le lenzuola ogni differenza è azzerata.

Perversioni celate, tradimenti, amori virtuali e web-girls: vecchi e nuovi modi di vivere le relazioni, ma anche storie di sofferenza e percorsi di recupero. Eh già. L’immaginazione ha lasciato spazio alla realtà fatta di usi e costumi sessuali che, finalmente, hanno superato la secolare reticenza degli isolani. Oggi, con grande stupore, è giunto il momento di parlare di sessualità anche in una terra in cui da sempre valeva il detto <si fa ma non si dice>. E’questa la sorpresa inaspettata.

Se la parola sesso continua comunque a fare rima con la parola amore, il libro edito da Novantacento mira principalmente alla riscoperta di una profonda unità tra corpo, mente e cuore, al passo coi tempi: assistiamo, infatti, al cambiamento delle donne non più disposte a chiudere un occhio dinnanzi alle scappatelle del marito. D’altronde, la liberalizzazione dei costumi e l’apertura della società nei confronti del gentil sesso ha modificato (e per certi versi degenerato) il rapporto uomo – donna.

Ma in che modo?

“Il primo cambiamento risale a 53 anni fa – afferma la psicoterapeuta Valeria Randone – con l’introduzione della pillola contraccettiva: la fine di un’epoca in cui per sessualità si intendeva lo strumento di concepimento di un figlio, funzionale unicamente a mettere su famiglia. Giro di boa, quindi – prosegue – con l’inizio della tanto attesa <sessualità ludica>. Da qui alla destabilizzazione dell’ideale di famiglia e di uomo con la clava (atavicamente inteso) il passo è stato breve. E adesso – conclude – è venuta fuori l’esigenza di fare un passo indietro per ritrovare l’equilibrio perduto”.

Tra i temi toccati dall’autrice suscita grande interesse quello relativo agli scambi di coppia, le cosiddette perversioni soft.

“C’è una differenza scientifica tra perversione hard e perversione soft, ossia i giochi di coppia – racconta. Tra questi ultimi, va per la maggiore lo scambio di coppia inteso come momento in cui le coppie desiderando vivificare il matrimonio e sperimentare qualcosa di nuovo, frequentano luoghi adatti agli incontri”.

Il punto è: cosa si ricorderà ilgiorno dopo?

“Sebbene sia un’esperienza, pur sempre di perversione trattasi. Il mio suggerimento – racconta a livesiciliacatania- a quanti lamentano la routine e desiderano rinsaldare un rapporto sopito è quello di affidarsi ad un professionista ed iniziare un percorso terapeutico di coppia”. Dalla perversione, tema tabù e dai contorni un pò sfocati, al più <banale> e conosciuto tradimento, argomento molto in voga e a volte – permettetemi – nella sua accezione di “scappatella” anche accettato.

Qual è la differenza tra tradimento fisico e tradimento mentale?

“Per comprenderla – afferma Valeria Randone – occorre spostare il discorso sulle tre C: corpo, cuore, cervello. Spesso si vive una sessualità online, senza corpo o senza il cuore e non sappiamo se il tradimento in tali casi è consumato o meno, ma di certo è destabilizzante per chi lo subisce”.

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 Chi è il suo paziente tipo?

“Sono le donne, molto interessate al sesso, che chiedono consulenze, che mi trascinano marito, amanti e fidanzati in studio. Calo del desiderio, mancanza di orgasmo ed eiaculazione precoce dell’uomo sono principalmente le cause del mio intervento. Tutte problematiche che è possibile risolvere attraverso una terapia di orientamento sessuale individuale o ancora meglio di coppia, anche se incontro parecchie resistenze da parte degli uomini.

Se solo conoscessimo l’elisir di lunga vita dico a mezz’aria ….

“Esiste – rivela. La conoscenza delle <tre C> e soprattutto una buona prevenzione – afferma con la consapevolezza di chi sta dando la formuletta magica – giocano un ruolo importante”.

Per un attimo penso che esista una pillola, un alimento, una barretta e magari una bevanda super. Non è proprio così, capisco ben presto.

“La risposta sta nella casa, nell’affettività vissuta entro le mura domestiche – afferma. Solo qui, infatti, è possibile acquisire un approccio sessuale strettamente connesso a quello affettivo emozionale, due facce di una stessa moneta. Perché – ricorda Valeria Randone – sesso ed emozioni viaggiano insieme, unite”. Con un certo rammarico racconta come l’Italia sia l’unico paese europeo che non finanzia corsi incentrati sulla sessualità, sull’educazione emozionale. Già. Perché anche il sesso necessita di formazione e di spiegazioni. Dinnanzi a tale assenza i ragazzini comunque trovano le risposte ai propri quesiti acquisendo informazioni on line attraverso i siti porno, dati come <referenti scientifici>”. Quanto poi ai giovani, le faccio notare, questi oggi evidenziano un’incapacità di amare e relazionarsi. Qualcuno azzarda anche la parola <anaffettività>.

E’ corretto parlarne in questi termini? E da cosa scaturisce?

In realtà si tratta di una dis-affettività, cioè un’affettività diversa – afferma. I giovani pensano di comunicare tanto ma – prosegue – in realtà oggi la comunicazione è falsata dalla presenza dei social network che compromettono la relazione. Mancano la fisicità, gli sguardi, le emozioni: siamo dinnanzi, spesso, ad un rapporto consumato facendo un percorso al contrario”.

Qual è il suo suggerimento, allora?

“Ragazzi, prendete i social network con le pinze e non dimenticate che la vita reale è fatta di umori altalenanti, comportamenti variegati, giornate faticose. Impegnatevi per riscoprire la voglia di stare insieme!”

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09 Febbraio 2013, 11:46

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