Sgomberata l’ex scuola | “È proprietà dell’Iacp”

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20 Gennaio 2020, 18:40

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PALERMO – Torna in mano all’Istituto autonomo per le case popolari di Palermo l’ex scuola media in via Arrigo Boito 7: stamattina la polizia ha sgomberato l’edificio da occupanti considerati abusivi, e gli operai del Comune di Palermo hanno saldato gli ingressi. L’istituto rivendica la proprietà da anni: l’ultima volta nell’estate 2019, quando aveva manifestato l’intenzione di “conseguire la disponibilità del proprio patrimonio occupato, ed in particolare dell’immobile in oggetto”.

Più volte l’Iacp aveva fatto presente alle autorità competenti che l’edificio potesse essere abitato da “presunti profughi sudanesi”. Nella nota dello scorso anno l’istituto aveva osservato che “la presenza di numerosi soggetti, peraltro tutti uomini adulti senza prole e figli al seguito, potenzialmente potrebbe essere di pregiudizio alla sicurezza del quartiere”; il disagio dei residenti sarebbe stato causato dal “continuo andirivieni di uomini adulti che in spregio a qualsiasi norma di convivenza civile occupano un immobile per destinarlo a dormitorio temporaneo”.

La struttura di via Boito non è nuova a episodi del genere: occupata e trasformata nella sede del centro sociale Laboratorio Zeta nel 2001, avrebbe dato un tetto a decine di rifugiati politici; secondo l’Istituto autonomo per le case popolari la trafila delle occupazioni non sarebbe cessata nemmeno con la chiusura del centro sociale, avvenuta nel 2013. Prima di allora l’ex scuola era stata teatro di altri sgomberi, sfociati anche in scontri con le forze dell’ordine e arresti.

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Allo sgombero, coordinato per l’Iacp da Rosario Zummo, era presente anche il direttore dell’istituto Vincenzo Pupillo: “All’interno dell’edificio sono state trovate meno di dieci persone – racconta – e non c’è stata nessuna resistenza; è stata applicata una rete elettrosaldata che ci consentirà di salvaguardare la struttura, insieme a un servizio di vigilanza attivo fino a domani. Gli operai hanno lavorato incessantemente per trasportare gli oltre otto camion di oggetti e arredamenti trovati all’interno – prosegue -, ovviamente pronti per essere restituiti ai legittimi proprietari. Al di là del clima fortunatamente pacifico dell’operazione, un mio ‘grazie’ particolare va alla Questura”.

Cosa succederà all’ex Laboratorio Zeta? “Domani proseguiremo con la totale messa in sicurezza di tutti i varchi – spiega Pupillo – e provvederemo ad affidare la struttura a un’associazione che opera nel sociale, la stessa che nel 2010 aveva stipulato un contratto per usufruirne ma non c’è mai riuscita a causa delle occupazioni a oltranza. Riteniamo che per ridare dignità al contesto ci vorrà almeno un mese”.

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20 Gennaio 2020, 18:40

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