Sicilia Futura saluta il Pd | E chiama a raccolta i meridionalisti

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16 Aprile 2019, 11:16

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PALERMO – La rottura era già nei fatti da un pezzo ma ieri a Messina è stata in qualche modo ufficializzata. Sicilia Futura separa la sua strada da quella del Pd. E guarda agli altri sicilianisti per unire le forze. Si è conclusa ieri in tarda serata a Messina un’Assemblea del movimento. Presenti, oltre al segretario provinciale Santino Calderone, il segretario regionale Beppe Picciolo e in rappresentanza della deputazione regionale Edy Tamajo (assente fisicamente ma intervenuto telefonicamente anche  Nicola D’Agostino), nonché sindaci e amministratori.

“Quando nel 2017 Sicilia Futura strinse una patto federativo con il Pd – ha esordito Picciolo – la speranza era che il Partito Democratico, a livello nazionale, regionale e locale, sapesse farsi portavoce del nostro appello all’unità ed alla precisa volontà di lavorare insieme per un progetto che vedesse vincente il centro sinistra italiano. La convergenza per ben due anni in tutte le competizioni elettorali a fianco del Pd – ha ricordato il segretario regionale di Sicilia Futura – è stata leale, collaborativa e talmente proficua al punto da raggiungere consensi, forse quantitativamente, inattesi tali da offrire una nuova prospettiva comune di crescita politica al Centro .

Sicilia Futura – ha quindi ribadito l’ex deputato regionale messinese – ha sempre dichiarato e dimostrato con i fatti di voler costruire un percorso unitario, guardando sempre avanti con fiducia e impegno, anche in occasioni di sconfitte, come successo nella competizione regionale a causa di scelte sbagliate, in primis dello stesso Pd”.

Ecco quindi il punto di svolta e l’accelerazione in senso contrario accertato nelle ultime ore. “Oggi – ha evidenziato Picciolo – il Partito Democratico sembra mettere davvero in discussione l’identità moderata, pluralista e liberale che Sicilia Futura aveva condiviso.

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Sicilia Futura – ha ribadito – è stata sempre più esclusa dai nuovi processi politici, nonostante l’impegno profuso per le Politiche, situazione aggravata dalle successive emarginazioni e mortificazioni patite. In verità – ha sottolineato – non abbiamo capito cosa voglia fare il Pd siciliano in futuro, mentre oggi appare troppo confuso nelle istituzioni e sul territorio”.

Al termine di una significativa discussione con i quadri dirigenti, è stata quindi messa in evidenza la strada da percorrere: un nuovo inizio che rafforzi la presenza nei territori e ribadisca la vicinanza di Sicilia Futura a quanti vogliono veramente il bene della propria terra andando oltre le sterili barricate e guardando ad una prospettiva veramente meridionalista. Da tempo all’Ars Sicilia Futura si è avvicinata al centrodestra con cui spesso vota in Aula. 

“Per quanto ci riguarda – ha concluso Picciolo – il nostro Movimento non intende recedere dalle responsabilità assunte con migliaia di elettori, che vanno rappresentati al meglio, senza pregiudizi e steccati politici, riaprendo il dialogo sul territorio, ed andando anche oltre con quanti vorranno condividere i nostri progetti e programmi, per un organico sviluppo della Sicilia, creando le condizioni politiche per una più ampia federazione con altri Movimenti o Gruppi di tutte le Regioni meridionali che, finalmente, contribuiscano a creare una aggregazione omogenea e coesa con a cuore prevalentemente la crescita e lo sviluppo di tutto il Centro Sud, ormai relegato da questo Governo Nazionale a fanalino di coda nella economia del Paese. Oggi si avverte, infatti, un evidente sbilanciamento verso una politica che privilegia e protegge solo il Nord Italia, anche con azioni ed atti parlamentari preordinati che mirano a una secessione di fatto; atti contro i quali si coglie un silenzio assordante di tutte quelle forze politiche che dovrebbero invece battersi per evitare ulteriori sperequazioni e fratture”.

 

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16 Aprile 2019, 11:16

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