Sicilia, Miccichè chiede la Sanità per Forza Italia - Live Sicilia

Sicilia, Miccichè chiede la Sanità per Forza Italia

Il coordinatore dice la sua anche sul metodo di scelta degli assessori.
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PALERMO – Le prime scosse telluriche che scuotono la nuova maggioranza hanno come epicentro il quartiere generale di Gianfranco Miccichè. Il coordinatore azzurro non dà per scontata la scelta di volare a Roma e rivendica per il proprio partito l’assessorato alla Sanità.

Il passo di lato e l’assessorato alla Sanità

“Non mi basta sapere che i Fori imperiali sono belli. Me lo dicono, vogliono mandarmi a Roma. Ma io ho preso un impegno. Non dico ‘abbiamo scherzato, vado a fare il capogruppo al Senato e lascio qui tutto com’era”, dice il coordinatore regionale di Forza Italia intervistato da Repubblica. Il leader dei berluscones siculi aggiunge: “Finchè io sarò presente certi schemi non si potranno replicare. E lo dico perché ho pagato un prezzo molto caro: non ho rinunciato alla presidenza dell’Ars per un capriccio, l’ho fatto per porre fine a un sistema in cui ci si chiudeva in una stanza e nessuno sapeva niente”.  E fa un passo in più: chiede per gli azzurri l’assessorato alla Sanità. “Voglio quell’assessorato c’è un disagio diffuso”, sottolinea Miccichè, ricordando che proprio sulla Sanità “con Musumeci ho rotto. La nostra richiesta non è solo legittima: è obbligatoria. Ho detto che avrei cambiato le cose, da due anni studio il settore. Serve un maggiore uso del privato”, spiega.

L’assessore manager e il messaggio agli alleati

 

Parole come pietre, che realisticamente faranno storcere il naso al presidente Renato Schifani e agli alleati. In ballo c’è la delega più pesante e allo stesso tempo più ambita. Miccichè infatti parlando di sanità dice a chiare lettere che serve “un manager”. Un riferimento evidente a due papabili assessori Daniela Faraoni e Barbara Cittadini che il coordinatore vorrebbe in corsa per occupare la poltrona che fu di Ruggero Razza. Nomi che però (al netto dell’esperienza nel settore) non rientrano nel criterio stabilito da Schifani: il politico eletto in Ars. “Schifani – dice Miccichè – cerca persone competenti. Ora, io non credo che si riferisca a un medico, ma a qualcuno che abbia capacità manageriali. E allora sì, profili ne abbiamo tanti, sia tra i deputati che fuori”. “Schifani non ha in mente un ingegnere per le Infrastrutture o un agricoltore per l’Agricoltura. Io spero che Cascio possa entrare all’Ars, ma non basta. Marchionne non era un meccanico, era un grandissimo manager. Se stiamo cercando un medico, non sono d’accordo”, dice Miccichè.

Il puzzle si complica


L’ex presidente dell’Ars accende la miccia di un ordigno che il presidente dovrà disinnescare soprattutto perché potrebbero innescare la reazione degli alleati. In primis i meloniani che in occasione dell’incontro di ieri avevano alzati il tiro chiedendo quattro assessorati. E c’è chi tra i corridoi palermitani non fa mistero che Ruggero Razza non abbia mai del tutto abbandonato l’idea di tornare a occupare l’assessorato alla Sanità. Nomi a parte, c’è il nodo politico da sciogliere. Senza contare che il presidente Schifani deve ancora incontrare le delegazioni degli altri tre partiti della maggioranza (Lega, nuova Dc, Popolari e Autonomisti). La prossima tappa della road map prevede una riunione interlocutoria con la truppa salviniana, ma l’incontro al momento non è in agenda.


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Commenti

    Costui non comprende che il settore sanitario pubblico va rafforzato e migliorato, altro che sanità privata…. e cosa assai più grave che la poltrona di presidente ars non è cosa propria e per di più in considerazione che se non ci fosse stato l’effetto voto personale di Tamajo e anche di Vitrano lui non sarebbe risultato eletto!
    Sia più umile!

    Come no, la sanità privata!!!!E chi non ha piccoli o schiatta o butta sangue!!

    Vada a Roma Miccichè. Sicuramente farà meglio che in Sicilia.

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