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Sicilia, variazioni di bilancio: parte l’iter in Commissione

I dubbi di Di Paola. Il governo vorrebbe andare in aula già mercoledì.
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PALERMO – La Commissione Bilancio ha avviato la discussione generale sul disegno di legge relativo alle “variazioni al bilancio della Regione per il triennio 2022-2024”. L’assessore Marco Falcone ha esposto punto per punto la manovra da 370 milioni di euro.  La parte consistente delle somme in ballo, circa 250 milioni di euro, sono destinate alla copertura delle spese sanitarie per fare fronte alla sentenza della Corte Costituzionale che ha visto andare sotto la Regione davanti a un ricorso presentato dalla Corte dei Conti su un articolo della Finanziaria del 2016.

La Regione aveva infatti utilizzato una quota del Fondo sanitario per appianare alcuni debiti; adesso le somme accantonate saranno messe a bilancio ripristinando i fondi per la sanità. Il ddl prevede, inoltre, 22 milioni a sostegno degli enti locali per fare fronte al caro energia e 29 milioni per l’aumento dei contratti dei regionali. L’assessore di Falcone e della maggioranza vorrebbe riuscire ad approvare il ddl entro mercoledì prossimo. La palla passa adesso alla conferenza dei capigruppo che fisserà le tappe dei lavori dell’aula.

Nel corso della seduta di Commissione, qualche dubbio sulle prospettive ottimistiche dell’esecutivo è emerso. Il vice presidente dell’Ars, Nuccio Di Paola, ha avanzato qualche perplessità sul fatto che si resca ad evitare la scure dell’esercizio provvisorio: una prospettiva che a suo dire bisognerebbe tenere in conto nella definizione delle variazioni di bilancio. “Considerando che ancora non è stato approvato il consuntivo e che avremo difficoltà ad approvare il bilancio entro il 31 dicembre, mi chiedo se non sia il caso di considerare la variazione propedeutica anche per le somme del 2023 visto che il rischio di andare in esercizio provvisorio è concreto. Ho chiesto al governo di riflettere su questo aspetto”, dice Di Paola a Live Sicilia.

E aggiunge: “Se andremo in esercizio provvisorio e ci sono dei capitoli previsti per i primi mesi del 2023 in dodicesimi sono a zero allora è bene iniziare a pensare non solo alla variazione del 2022 ma prevedere qualche capitolo del 2023 e quindi impostare meglio il pluriennale ed evitare che nei primi mesi del 2023 ci siano problemi”, argomenta il referente regionale del M5S.  


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