Smart working e commesse | Almaviva proclama lo sciopero - Live Sicilia

Smart working e commesse | Almaviva proclama lo sciopero

Venerdì 12 giugno i lavoratori si fermeranno. Ecco perché

PALERMO
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PALERMO – Almaviva ancora in mezzo alla burrasca, in un quadro generale che il Covid e l’introduzione dello smart working sembrano avere solo complicato: dopo aver chiuso un ciclo di assemblee sindacali, Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Tlc proclamano uno sciopero di tutti i lavoratori del call center palermitano per l’intero turno di venerdì 12 giugno. Dalle 9 alle 12 è previsto anche un presidio in piazza Indipendenza,, vicino alla sede della presidenza della Regione Siciliana.

Diversi i motivi che hanno portato a questa scelta. Resta spinoso, per esempio, il capitolo commesse: le sigle sono preoccupate per i “rischi occupazionali” causati dal recente mancato rinnovo della commessa del colosso televisivo Sky, scrivono in una nota unitaria, “e il tentativo di elusione da parte di Sky della clausola sociale prevista per i cambi di appalto”. Ecco perché le segreterie nazionali dei sindacati hanno richiesto ai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico e al committente un incontro “a breve, in merito al mancato rinnovo della commessa Sky e conseguente cambio appalto. L’urgenza – si legge nella richiesta — deriva dalla scadenza ormai imminente, il prossimo 30 Giugno 2020, e l’attuale situazione di estrema incertezza e assoluto silenzio da parte di Sky Italia” sui risvolti della vicenda.

Nel dare notizia dello sciopero inoltre viene fatto riferimento alla “incertezza” sul futuro delle altre commesse di Almaviva Palermo, “a partire da Alitalia il cui contratto è in scadenza al 30 giugno”. I sindacati infine fanno presente che sciopereranno anche “contro la scelta aziendale di non gestire, da circa 3 mesi, la commessa ‘Wind vendita fisso’, in una situazione di contrazione di volumi che si protrae da diversi anni”.

Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Tlc puntano il dito anche contro la gestione della forza lavoro da parte dell’azienda. Così venerdì i dipendenti si fermeranno anche per contestare “l’utilizzo dell’ammortizzatore sociale a zero ore per circa 350 lavoratori non ancora abilitati al lavoro da remoto; le procedure di verifica della prestazione da remoto dei lavoratori non concordate con le organizzazioni sindacali; l’eccessiva flessibilità con cui Almaviva interpreta l’attuale organizzazione del lavoro, scaricando i costi delle inefficienze esclusivamente sui dipendenti e con una gestione improvvisata delle criticità”.

Sul tema dello smart working, fra i lavoratori sono emerse alcune perplessità: l’assemblea sindacale, “pur apprezzando i ‘vantaggi’ del lavoro da remoto, in primis la maggior sicurezza in costanza di emergenza sanitaria, ha denunciato con forza l’assenza di investimento da parte dell’azienda – si legge nella nota – che affida totalmente alle risorse personali il lavoro da casa. Ognuno attinge alla connettività di famiglia e alle proprie utenze, per la maggior parte utilizza i dispositivi personali, usa per lavorare uno spazio destinato alle esigenze familiari, con ‘postazioni di lavoro’ spesso improvvisate e non idonee”.

Il punto finale del documento con cui viene proclamato lo sciopero può essere considerato la sintesi dell’azione sindacale, che mira a “un piano industriale che sappia cogliere le trasformazioni dell’economia e della società, indotte anche dalla crisi pandemica, e un piano d’investimento per la formazione e la riqualificazione del personale”.


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