Cronaca

Soccorritori delle ambulanze in stato di agitazione

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07 Aprile 2021, 14:22

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Stato di agitazione proclamato dal movimento unito (Mud) del 118 Sicilia che raggruppa i soccorritori delle ambulanze, “per i disservizi nella gestione della pandemia. I soccorritori del Seus 118 gridano aiuto per le innumerevoli falle del sistema senza che nessuno abbia controllato l’applicazione delle disposizioni – si legge in una nota – Molti interventi del Seus 118 sono per stati febbrili che inevitabilmente intasano i pronto soccorso riducendo i posti covid”.

La medicina del territorio non funziona

“Ultimamente – aggiunge la nota – l’utente chiama il medico che si limita a dare la terapia e a fare la segnalazione all’Usca; la centrale non invia l’Usca per il follow-up di risposta alla terapia, ma l’ambulanza del 118. Andiamo in quartieri o palazzi che l’Asp identifica come focolai e noi non ne siamo a conoscenza, tutto questo è ai limiti della realtà, da 14 mesi nulla si è fatto e nulla si farà. Manca un reale filtro sanitario al Seus 118 in quanto molte chiamate potrebbero essere gestite dai medici di famiglia o addirittura dai servizi sociali. La medicina del territorio non funziona”.

“Manca la collaborazione”

Gli operatori denunciano che “non esiste una reale collaborazione tra la centrale operativa del 118, le Usca i medicina generale e i pediatri di libera scelta”. Gli operatori lamentano che si fanno gli accordi economici solo per i medici e gli infermieri chiamandoli “ristori”, mentre per i soccorritori non c’è nulla. “Siamo costretti – conclude il Mud del 118 – a restare bloccati con il paziente Covid nei pronto soccorso per ore per una assoluta mancanza di organizzazione. In più gli operatori non hanno le mascherine Ffp3, ma delle Ffp2 con scritta no medical”.

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Precari non stabilizzati, indennità mai erogate e disagi per tutti i dipendenti dell’Arnas Civico: lo denunciano i sindacati Fials, Nursind e Nursing Up nel dichiarare lo stato di agitazione del personale del comparto, preannunciando un sit-in vicino ai locali dell’amministrazione. “Palermo è zona rossa – scrivono le segreterie aziendali – e gli ospedali stanno tornando alla saturazione. Il personale è esausto e continua a spendersi e a combattere ogni giorno tra promesse mancate e situazioni mai risolte”.

Il punto su Palermo

I sindacati segnalano al Civico la presenza di 150 precari tra partite iva e co.co.co che “da mesi attendono la stabilizzazione che però interesserà solo una trentina di loro, mentre nel 2022 dovrebbero essere almeno 60. E poi ci sono gli operatori socio sanitari dell’Arnas Civico, che in base alla legge Madia reclamano il diritto alla stabilizzazione. È assolutamente inaccettabile che nonostante in questa emergenza lo Stato abbia fornito di fatto tutti gli strumenti necessari per reclutare in maniera stabile e con le massime garanzie tutto il personale necessario, l’azienda continui a procrastinare l’atto finale”. Fials, Nursind e Nursing Up segnalano inoltre una serie di provvedimenti mai attuati: “Progressioni verticali, progressioni orizzontali, vertenza parcheggio, adozione di graduatorie per l’adeguamento reale delle dotazioni organiche, verifiche sulla sicurezza degli ambienti lavorativi, adeguamento uffici di contabilità e persino buoni pasto, premialità Covid-19 del 2020, minibonus Covid marzo 2020. Tutti impegni presi e mai portati a termine”.

“Assistenza psicologica: non sappiamo nulla”

Altra criticità rilevata quella del servizio di assistenza psicologica: “Hanno incamerato i soldi dei progetti per gli psicologi da più di un anno e non se ne sa più nulla. In questo momento ci sono solo tre psicologi per 3.500 dipendenti e per tutti i pazienti”. Tra le altre criticità i sindacati segnalano “le condizioni disastrose dell’autoparco e delle pertinenze”, e chiedono un’azione di bonifica. (ANSA).

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07 Aprile 2021, 14:22

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