Sos rifiuti a Palermo, Lagalla: "Due anni per andare a regime"

Sos rifiuti a Palermo, Lagalla: “Due anni per andare a regime”

Il sindaco fa il punto. E promette che le cose miglioreranno. Ma...
L'EMERGENZA
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Sindaco Roberto Lagalla, perché Palermo è ancora in emergenza rifiuti?
“Ci sono delle criticità strutturali e contingenti. Quando si sommano insieme, è di tutta evidenza che il sistema si inceppa”.

La città, intanto, somiglia ancora a una cartolina del passato che si dice di volere superare. Cassonetti colmi, persone intrappolate dalla ‘munnizza’ e immondizia bruciata.

Cominciamo dalle contingenti?
“Lo stato di usura dei mezzi, il fermo periodico per la necessaria manutenzione e blocchi improvvisi su cui bisognerà approfondire. Si fermano cinque o sei compattatori contestualmente, sarà un caso, ma potrebbe non esserlo”.

In che senso?
“Nel senso che io sono sicuro che sia un caso, ma approfondiremo. Avremo una nuova fornitura di automezzi, comunque, con quaranta milioni in capo al Pnrr e un investimento per la differenziata, nello stesso modo, di circa sessanta milioni. E ci metto anche il personale non disponibile per questioni di salute o di infortunio”.

Già, mancano gli uomini, non solo i mezzi…
“E questa è una delle criticità strutturali, forse la più importante. Gli autisti, per esempio, sono in netta carenza. I concorsi dovrebbero risolvere la questione”.

Con quali soldi?
“Con le disponibilità finanziarie della Rap, risparmiate con tanti che sono andati via”.

E ci sono pure gli incendi di rifiuti, solo cittadini esasperati?
“E’ una curiosità legittima ed è anche la mia. Pure qui si vedrà”.

Teme sabotaggi?
“Per carità, spero di no. Ma, certamente, voglio vederci chiaro”.

Sembra di essere ancora all’anno zero?
“Qualcosa abbiamo fatto con la pulizia straordinaria che, lo chiarisco subito, è stata garantita con turni aggiuntivi e con l’impiego della Reset, dunque non ha rallentato nulla. Invito i palermitani a collaborare. Noi ci stiamo impegnando, in cambio chiediamo civiltà nel conferimento dei rifiuti”.

Quanto ci vuole per risolvere la situazione?
“Due anni per portare il sistema a regime. Nel frattempo, però, garantisco che ci saranno sensibili miglioramenti”. (Roberto Puglisi)


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Commenti

    Quindi i mezzi si sfasciano, il personale manca, gli incendi non mancano, i sabotaggi non ci sono ma forse si… diciamo che queste analisi le sentiamo fare da un decennio almeno.

    Spero che dopo l’analisi si passi alla sintesi e alle conclusioni.

    Ah già, dimenticavo: la colpa è sempre di Orlando?

    Lagalla ,ascolta un amico uno che ti ha votato,devi mettere controllare tutti i dipendenti comunali e partecipate che prestano servizio fuori azienda.
    Oggi lo spazzino per esempio raggiunge il posto di lavoro dopo avere begiato ,sicuramente dopo tanto tempo, spazza la strada per un’ora e poi si imbosca fino alla timbratura di fine giornata. Sono sicuro che nessuno spazza le strade assegnate per 7 ore, poi successivamente bisogna fare i controlli a consuntivo per le strade spazzate. Controlli pure per i vigili urbani personale Amat Amap Amg tutti i dipendenti che fanno lavori fuori azienda devono obbligatoriamente essere monitorati.C’e’ troppo lassismo.

    A Lagalla …. nu misiru i muorti….

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