“Spatuzza avrebbe meritato | il programma di protezione”

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29 Gennaio 2011, 13:02

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”E’ ormai nella pubblica cognizione che le indagini della Procura di Caltanissetta sulle stragi del ’92, in uno a quelle della Procura di Palermo sulla cosiddetta trattativa, le quali talora interagiscono con le audizioni che contemporaneamente si stanno svolgendo dinanzi alla Commissione parlamentare antimafia, hanno aperto alcuni significativi spiragli nel muro del silenzio che ha sinora blindato i retroscena dello stragismo del 1992-1993”. Lo ha detto, intervenendo all’inaugurazione dell’anno giudiziario, il procuratore Generale di Caltanissetta, Roberto Scarpinato, parlando delle stragi di Capaci e di via D’ Amelio.

”Proprio per l’estrema difficolta’ di tali indagini – ha auspicato Scarpinato – e’ indispensabile che si crei una costante e perfetta sintonia istituzionale tra tutti gli apparati statali chiamati, con compiti diversi, a collaborare. Una sintonia che purtroppo non sempre e’ rimasta costante, come quando nel giugno 2010 la Commissione centrale del Viminale, per la definizione e l’applicazione delle misure speciali di protezione, ha deliberato di non ammettere al programma di protezione Gaspare Spatuzza, nonostante tale collaboratore sia stata la chiave di volta per scoprire i depistaggi e smascherare falsi collaboratori, con la motivazione che lo Spatuzza non aveva reso le sue dichiarazioni entro il termine di sei mesi previsto dalla legge”.

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”La decisione – ha concluso – e’ stata assunta contro il parere unanime delle Procura del Caltanissetta, di Palermo e di Firenze, nonche’ contro il parere della Procura Nazionale Antimafia, i cui componenti fanno parte di quella commissione”.

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29 Gennaio 2011, 13:02

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