“Indagavamo su uomini delle istituzioni| Microspie alla Mobile di Palermo”

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27 Febbraio 2012, 11:44

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“Noi stavamo indagando sul coinvolgimento di uomini delle istituzioni nelle stragi, intercettando persone della porta accanto. Avevamo alla squadra mobile di Palermo delle microspie installate nella stanza delle persone che si trovavano accanto a quella dove lavoravamo e che avevano rapporti con soggetti e uomini che poi sono stati arrestati e condannati in via definitiva per concorso in associazione mafiosa”. Lo ha detto l’ex poliziotto Gioacchino Genchi, che era investigatore del gruppo “Falcone-Borsellino” creato dopo le stragi del ’92 per risalire ad esecutori e mandanti degli eccidi di Capaci e via D’Amelio, in un’intervista a Rino Cascio del Tgr Rai.

“La strage (di via D’Amelio ndr) – ha aggiunto – è stata voluta, organizzata ed eseguita assai probabilmente da soggetti che perseguivano obiettivi molto diversi da quelli di Cosa Nostra, che probabilmente non aveva alcun interesse ad uccidere in quel momento il giudice Paolo Borsellino. Dopo l’insediamento di Mancino al Viminale e le dimissioni di Scotti dagli Esteri, inizia quel pressing nei confronti delle istituzioni con dei segnali dimostrativi che sono evidenti e che vanno dall’omicidio di Ignazio Salvo agli ulteriori attentati a Firenze, Milano, ma soprattutto a Roma”.

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27 Febbraio 2012, 11:44

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