Terremoto, brivido a comando |Simulazione alle Ciminere

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10 Gennaio 2013, 14:36

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CATANIA – Una scossa forte, come quella che ha distrutto L’Aquila: fa tremare tavoli e sedie, cascare i libri dalle mensole, salire il cuore in gola. E’ il terremoto “a comando” che si può sperimentare alle Ciminiere di Catania per la mostra “Terremoti d’Italia” allestita dalla Protezione Civile. Il taglio del nastro è previsto per sabato: domani la città ricorderà il disastroso terremoto che rase al suolo Catania l’11 gennaio 1963, 320 anni fa. Da sabato al 6 febbraio, inoltre, comincerà il “Mese della cultura della Prevenzione” con incontri a tema – a cura dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Catania e dei Lions – per approfondire tutti gli aspetti legati alla prevenzione dei terremoti.

Nella simulazione, una stanza arredata di tutto punto viene fatta ballare come durante il sisma: le persone presenti dentro l’aula avvertono le scosse così come è successo agli aquilani – dal vero, in piena notte – il 6 aprile 2009. Sono tre le sensazioni da provare: la prima scossa è quella avvertita al piano terra di un edificio, quindi per strada; la seconda, più forte, è quella al quinto piano di un palazzo costruito con tecniche antisismiche; la terza è una scossa avvertita nello stesso quinto piano, ma costruito utilizzando gli isolatori sismici.

La "Città sismica"

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L’effetto degli isolatori si può vedere anche in un’altra simulazione: è la “Città sismica” in cui viene simulato il comportamento di edifici costruiti con tecniche antisismiche rispetto al comportamento dei palazzi in cui sono presenti gli isolatori. Per rendere più immediato il confronto, le costruzioni con gli isolatori sono quelle con il bordo rosso.

 

Tra le curiosità della mostra, anche un “accellerometro” che registra tramite un sensore il movimento della terra quando avviene una scossa: basta saltellare davanti allo strumento per verificare di persona come i dati vengano registrati. E ancora, video dell’Istituto Luce che mostrano le immagini del terremoto che sconvolse Catania nel 1955, telegiornali d’epoca, foto in bianco e nero, strumenti usati in passato per registrare le scosse. Tra le chicche, pure un “sismoscopio” cinese che risale al 132 d.C.

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10 Gennaio 2013, 14:36

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