L'inchiesta: Totò Cuffaro e la rovina del potere

Totò Cuffaro, la rovina del potere

Commenti

    Bellissimo articolo che spiega bene la delusione di tantissime persone che hanno onestamente creduto alla rinascita della DC. Peccato.

    Anche il mito dell’Araba Fenice ossia della rinascita è svanito. L’Isola resta immutabile e sempre uguale. Indipendentemente dai reati penali, tutti da provare, resta il rammarico per comportamenti opachi e privi di gusto. Peccato!

    Dobbiamo ricordarci che Cuffaro è stato “riabilitato”. Tutto ciò che sta succedendo è anche conseguenza della riabilitazione. Troppa leggerezza per riabilitare.

    Credere nella rinascita della DC con Cuffaro? Ingenuità, miopia ma sopratutto interesse

    Veramente ci stupiamo? Basta con l’ipocrisia. Basta guardare la Sicilia. Nemmeno l’ombra di una programmazione. Si va avanti con la mera gestione del potere con favoritismi vari a vantaggio dei sodali c’ha, ahimè, sconfinano in altre direzioni che invece avrebbero il compito del controllo. Quindi quando controllore non controlla ma addirittura fruisce dei favori di chi dovrebbe essere controllato mi si dica quali traguardi si possono raggiungere?

    Chiamare POTERE ….la fiducia degli elettori è già di per sé una distorsione della ideologia democratica….il,potere è del popolo ….i rappresentanti , che appunto lo rappresentano, dovrebbero essere il sublimato della buona fede, del credo politico democratico , trasparente e di riferimento. La parola potere non definisce il loro ruolo….sembra più consono ad una società privata x interessi personali e soggettivi.

    Complimenti al direttore Puglisi. Un articolo scritto con magistrale sapienza linguistica, con grande onestà intellettuale e chiarezza dei contenuti.

    Ci è sempre piaciuto tanto Pinocchio, il burattino. Il suo incipit, “C’era una volta[…] un pezzo di legno”, con le sue fantastiche avventure. Meno Pinocchio in carne e ossa del finale: un ragazzino perbene… l’inganno del cuffarismo. La colpa non è di Collodi che aveva previsto un finale con Pinocchio impiccato, e non se ne sarebbe parlato più. Ma del pubblico che non gradì. E così quel burattino messo all’angolo, il cuffarismo, raccontato da Roberto Puglisi, lo vedremo presto rianimarsi e poi in carne ed ossa, a furor del gentile pubblico, “in marcia verso un orizzonte pulito, con le opere, non con le chiacchiere” nella persona di… non sappiamo ancora, ma non mi sentirei di escludere nessuno.

    Non capisco tutto questo stupore e tutte le considerazioni che stanno emergendo !
    Chi favorisce questa mentalità?
    Chi alimenta questo potere ?
    Chi consente alla politica di creare vampiri ?
    Quanta ipocrisia allo stato puro !!!

    Mah, Palermo è stata ridotta a causa della mala amministrazione del precedente sindaco ad una città sporca, violenta e invivibile, dove molti turisti vengono più per il gusto del brivido della città mafiosa che per altro. Lagalla sta cercando di risalire ma per riparare i danni enormi di Orlando occorre almeno un decennio. Però l’essere di sinistra, rende certi personaggi eterni e discutibili immuni da critiche e indagini. Viceversa si attaccano a testa bassa altri soggetti politici. Questo il motivo per tra la sinistra ambigua e ipocrita e il popolo laborioso e onesto che costituisce la maggioranza dei siciliani, c’è ormai una distanza siderale. Le prossime elezioni regionali con un nuovo trionfo del centrodestra confermeranno senza possibilità di smentita questa grande distanza.

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Ma allora? Secondo quanto viene ricostruito in questa intervista da Margherita La Rocca Ruvolo, il caso scandaloso di Trapani che ha indignato tutta l'Italia non era una responsabilità di Croce che, invece, avrebbe avvisato per tempo il Dipartimento di Iacolino. Solo che l'ex D.G. dell'Asp di Trapani è stato massacrato sia mediaticamente che politicamente sino alle dimissioni. Questo giovane manager, se le cose stanno così, andrebbe riabilitato.

non passa un giorno senza che emerga un nuovo episodio di corruzione che investa l'apparato amministrativo della regione. Al "supermanager" delle sanità della provincia di Messina vengono trovati in casa 90.000 euro in contanti ( di cui probabilmente proverà la natura lecita, quantunque sia pure lecito congetturare che non sia cosa normale tenere tanto denaro a casa in contante ) e si apprende pure che, quantunque "super" e nativo di Favara ( comune di 30.000 abitanti in cui si ognuno sa tutto di tutti ), sconoscesse la pericolosità sociale del compaesano Carmelo Vetro, condannato per mafia a pesanti pene detentive già scontate. Ignorava pure della vicenda del padre di Vetro, condannato all'ergastolo sempre per fatti di mafia e morto mentre era in stato di detenzione. Altra storia grottesca quella di un alto dirigente, sotto processo con accuse di corruzione, ma mantenuto in servizio con incarichi tecnici di grande importanza e ampi spazi decisionali, sollecitato poi dai Dirigenti Generali - che è dato presumere siano gli unici a non avere mai avuto notizia dei capi di imputazione che pendevano su questo indispensabile dirigente/tecnico - a restare in servizio per altri 5 anni, oltre il raggiunto limite dell'età pensionabile. Lo spaccato che viene fuori dell'amministrazione regionale è sconcertante. Sembra che il garantismo sia funzionale al malaffare, praticato in forma ipocrita e che investa la responsabilità morale di tutti: Maggioranza, opposizione, giunta di Governo etc. etc. Anche trattando della Commissione Antimafia, stupisce che la vice presidente ( non indagata ma chiamata in causa per la vicenda Iervolino/Vetro ) si tiri fuori indignata, minacciando querelle, asserendo di non conoscere il sig. Carmelo Vetro, cosa di cui nessuno dubita. Si dubita invece sulla opportunità di nominare componenti della Commissione figure politiche che ignorano nomi e famiglie che hanno fatto la storia della mafia in Sicilia e i sigg. Vetro fanno parte di queste. Se si vuole infatti che la Commissione Antimafia costituisca un contrasto concreto a questo irrisolto fenomeno, le nomine non devono essere attribuite a titolo onorifico ai fini di dare maggiore visibilità politica a chi poi, casualmente, finisce con avere rapporti con questi personaggi, sia pure in via indiretta ed in buonafede. In definitiva, da tutto ciò che è emerso negli ultimi mesi, sembra non esserci nessun argine a corruzione, malaffare, dabbenaggine ( nel migliore dei casi ), pelosa compiacenza e assoluta mancanza di senso dell'etica.

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