Trapani-Palermo, asse degli affari| Gli incontri nella mangiatoia - Live Sicilia

Trapani-Palermo, asse degli affari| Gli incontri nella mangiatoia

Un frame delle video intercettazioni

Dal porto di Castellammare alla Cantina di Marsala: ecco gli interessi dei boss.

PALERMO - MAFIA
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PALERMO – Aprile 2015. I carabinieri seguono la trasferta a Marsala di Vincenzo Simonetti e Ignazio Bruno. Hanno un appuntamento con Vito Vincenzo Rallo, arrestato ieri con l’accusa di essere il reggente della famiglia mafiosa marsalese. Non sono due personaggi qualunque. Simonetti è consigliere del clan di San Giuseppe Jato, di cui Bruno è il reggente. Pochi mesi dopo, nell’ottobre 2016, finiranno entrambi in cella in un’operazione antimafia dei carabinieri di Monreale.

I militari del Ros e del Comando provinciale di Trapani seguono la Fiat Punto su cui viaggiano Bruno e Simonetti. L’auto è imbottita di cimici. L’appuntamento è in una stalla di contrada Scacciaiazzo, intestata al Comune di Marsala. “Io rimango in macchina… se ti serve qualcosa mi chiami”, dice Simonetti a Bruno. Un mese dopo la scena si ripete. Sono i carabinieri di Monreale ad avvertire i colleghi trapanesi. Stavolta, però, la meta è un casolare in località Ranchibilotto, a Salemi. Ad accoglierli c’è Massimo Salvatore Giglio. È lui ad avvertire Rallo. Nello stesso luogo si rivedono il 18 e 20 giugno 2015.

Il successivo 5 luglio 2015 cambiano location. Scelgono una mangiatoia sempre in contrada Scacciaiazzo. Bruno e Rallo discutono della difficoltà di alcuni trapanesi di avvicinare un giovane imprenditore per la messa a posto. Parlano della spartizione di lavori al porto di di Castellamare del Golfo, per i quali attendono informazioni dal dottore di Alcamo. Affrontano il tema di un appalto da 600.000 euro che un’impresa marsalese sta realizzando a San Giuseppe Jato e per il quale Rallo deve attivarsi. Il dottore è il soprannome del boss di Alcamo, Ignazio Melodia, tornato in cella un paio di mesi fa. Ora ci si concentra sull’impresa che si aggiudicò l’appalto a San Giuseppe Jato.

Le trasferte non finiscono qua. Un’altra viene documentata nell’agosto 2015. Oltre a Rallo e Simonetti entra in gioco Giovanni Migliore. I militari lo definiscono “personaggio in frequenti rapporti con Bruno e Simonetti”. Migliore in passato è stato arrestato nel blitz Perseo del 2008 e poi scagionato dall’accusa di avere fatto parte del clan di Belmonte Mezzagno. In ballo, dicono gli investigatori, c’è la volontà di alcuni imprenditori palermitani di acquistare una cantina a Marsala. Migliore avrebbe chiesto l’interessamento di Rallo “in virtù – annotano gli investigatori – dell’autorevole ruolo mafioso occupato nel trapanese”.


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