Angeli Custodi, ghetto dimenticato| “Istituzioni scomparse”

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25 Marzo 2018, 17:45

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CATANIA – L’intervento di un anno fa in Consiglio, in occasione della relazione del sindaco Bianco in aula, fu davvero commovente. Allora, nel marzo 2017, l’appello rivolto al primo cittadino e a tutta l’amministrazione comunale era quello di impegnarsi per non dimenticare un quartiere. Una zona di Catania sulla quale raramente di accendono i riflettori. All’epoca, il consigliere Tuccio Tringale, parlava di proprio fallimento, chiedendo all’amministrazione e al suo capo di impegnarsi per fare rinascere una periferia degradata a pochi metri dal centro cittadino. Oggi, che l’associazione calcistica che toglieva decine e decine di ragazzini dalle strade del quartiere Angeli Custodi, ha chiuso i battenti, oltre all’amarezza resta la sensazione di sconfitta, stavolta per tutti.

Tringale traccia il bilancio di questi cinque anni di amministrazione dal suo punto di vista, di uomo dell’opposizione certo, ma soprattutto da uomo delle periferie, che ha lavorato e continua a impegnarsi per fornire occasioni di riscatto soprattutto ai ragazzi del quartiere in cui è nato e cresciuto. “Premetto che, dal punto di vista dell’immagine – afferma – il Comune di Catania ha fatto passi in avanti con questa amministrazione e che sono venute tante personalità. Ma in sostanza la città non avverte davvero queste presenze – continua – non vede cambiare la propria giornata, salvo per qualche strada asfaltata e qualche aiuola in cui, però, dopo pochi giorni il prato resta secco. Un lavoro intenso – aggiunge – che però la città non avverte”.

Di certo a San Cristoforo e agli angeli Custodi, quartieri in cui, secondo Tringale, l’amministrazione sarebbe stata inesistente, e non solo in questi cinque anni. “Tutta l’azione politica del primo cittadino non ha visto coinvolti questi quartieri – sottolinea – ma devo dire che questa non è una prerogativa del sindaco Bianco, perché questa storia si ripete. Negli anni – continua – questo Angeli Custodi è stato trasformato in un ghetto, un luogo in cui le istituzioni sono scomparse, in cui le scuole vengono chiuse e abbandonate”.

A differenza di altre zone periferiche della città, secondo il consigliere, questa avrebbe subito una sorte peggiore, in termini di interesse, attenzione da parte delle istituzioni. “Senza creare la guerra dei poveri – evidenzia – ma a Librino, ad esempio, sono state avviate importanti iniziative, come la scuola superiore che è una grande cosa per il quartiere, oppure la manutenzione in vista delle visite istituzionali. San Cristoforo, purtroppo, non è stato protagonista di nessuna di queste iniziative. Abbiamo chiesto uno spazio sportivo per il quartiere, dal momento che non c’è – continua – ma non abbiamo ottenuto nulla se non promesse”.

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Azioni forti, segnali che non si fermino all’istante ma lascino traccia per fornire le basi per rilanciare i due quartieri, costretti tra degrado e delinquenza, tra abbandono e sopravvivenza. “Ci vuole la presenza delle istituzioni – incalza il consigliere. Qui le associazioni e i singoli si sobbarcano il peso delle richieste della collettività. Occorre creare possibilità – prosegue – come ad esempio aprire una scuola professionale o fare in modo che anche chi nasce in questi quartieri possa avere qualche possibilità”.

Un appello al prossimo primo cittadino, chiunque sarà, quello dell’esponente dell’assemblea cittadina che non lesina critiche anche al civico consesso. “Le responsabilità sono presenti a ogni livello – precisa – anche noi come consiglio comunale possiamo fare di più. Ma il sindaco è il primo cittadino e ne ha più di tutti – conclude – per questo mi auguro che il prossimo che guiderà Palazzo degli elefanti consideri San Cristoforo e Angeli Custodi quello che d’altronde sono: parte integrante di una Catania che, troppo spesso viene dimenticata”.

 

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25 Marzo 2018, 17:45

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