Mattone: “La malaburocrazia| è peggiore della mafia”

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12 Luglio 2013, 10:50

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CATANIA – Oltre 500 partecipanti, sala gremita oltre ogni aspettativa, per la «conferenza in riva al mare» che ieri la Uil ha tenuto al Lido Azzurro. “Catania è domani. Il progetto Uil” il titolo del convegno territoriale promosso dall’organizzazione guidata da Angelo Mattone per discutere di speranze, ansie, proposte sul “futuro prossimo” in terra d’Etna e “inondare” di domande il sindaco Enzo Bianco, il rettore Giacomo Pignataro, il commissario dell’amministrazione provinciale Antonella Liotta e Giuseppe Ragusa, che guida il Sib, l’associazione degli stabilimenti balneari. Al tavolo di presidenza tutta la Segreteria Uil composta da Salvo Bonaventura, Francesco De Martino, Cesira Ieni, Saro Laurini, Nino Marino e Fortunato Parisi, oltre che dal segretario generale Angelo Mattone.

Il leader della Uil catanese ha parlato di “malaburocrazia che è peggiore della mafia” da combattere, tra l’altro, con lo Sportello unico per le imprese e di “risorse spese poco e male dalle amministrazioni pubbliche”, ma soprattutto s’è soffermato sulle prospettive di una città, di una provincia «in cui sta tornando la voglia di scommettersi, la voglia di domani, anche grazie al modello virtuoso del patto per lo sviluppo tra parti sociali e istituzioni». Angelo Mattone ha ricordato la richiesta Uil “di lavori utili, non lavori qualsiasi, per migliorare la qualità della vita dei cittadini e assicurare buona occupazione”. Angelo Mattone e Francesco De Martino, a questo proposito, hanno quindi sottolineato la necessità di investire sulle infrastrutture, cancellare con canale di gronda e collettore fognario la vergogna cittadina rappresentata dai continui allagamenti di strade e quartieri in caso di pioggia, puntare decisamente sull’edilizia antisismica pubblica e privata per la quale i finanziamenti statali e comunitari ci sono. De Martino ha anche esclamato: “Gli edili che hanno perso il lavoro in questi anni a Catania sono due volte e mezzo gli operai della Ilva di Taranto, ma nessuno ne parla ! “.

La Uil con Salvo Bonaventura ha sollecitato Zona franca urbana e Zona franca per la legalità e con Cesira Ieni ha sollevato la questione delle Case rifugio e dei Centri antiviolenza “dimenticati” a Catania, mentre Saro Laurini s’è soffermato sulla “valorizzazione degli impiegati pubblici e sulle preoccupazioni dei lavoratori della Provincia di Catania e delle altre Province in attesa di una riforma che non c’è”. Fortunato Parisi ha evidenziato come «il sindaco sia prima autorità sanitaria» e fatto il punto sulla “Incompiuta Sanità”, innanzitutto per “carenze di un’assistenza primaria efficiente che snellisca il carico di lavoro dei Pronto soccorsi”. Nino Marino, invece, è tornato sul disegno di legge in materia di «Risorsa-Forestali», che è partito proprio dalla Uil-Uila di Catania e ha già trovato riscontro nella Finanziaria votata dall’Ars, adesso anche nelle direttive appena emanate dall’Assessorato regionale all’Agricoltura e Foreste: «Un’inversione di tendenza nella rappresentazione popolare di un patrimonio umano e professionale costituito da migliaia di lavoratori, 5 mila nella sola nostra provincia, troppo spesso mortificati e persino criminalizzati».

Alla Uil, che con Angelo Mattone e la Segreteria provinciale propone il recupero e l’estensione “del modello Etna Valley fondato sulla sinergia Università-Enti locali-Sindacati-Imprenditori”, il rettore Giacomo Pignataro ha risposto rivendicando il ruolo della «economia della conoscenza” nel rilancio di Catania: “Non siamo soltanto sole e mare, ma anche una terra di sapere», ha detto Pignataro il quale ha pure denunciato «il dramma di una comunità che s’inaridisce perchè tante ragazze e ragazzi non studiano, non sono occupati, non sono inseriti in percorsi di formazione e di lavoro». Per il rettore, e’ indispensabile una «organizzazione delle energie” tra istituzioni e parti sociali. Il commissario della Provincia, Antonella Liotta, s’è invece soffermata sui limiti “di una burocrazia non avulsa dalla perdita complessiva di senso di cittadinanza”, quindi ha detto: “Legalità e fiducia sono fondamentali per fare impresa e attrarre investimenti, ma occorre pure una visione strategica complessiva senza la quale sinora è stato bruciato molto denaro pubblico”.

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Appassionati, più volte interrotti dagli applausi, gli interventi di Enzo Bianco che non s’è sottratto a nessuna domanda e ha apprezzato i tanti contenuti del Progetto Uil. All’appello di Giuseppe Ragusa – “il sindaco non abbandoni gli imprenditori che in passato hanno creduto con lei nel Patto territoriale per la Playa” – Bianco ha risposto: “Catania deve puntare in modo serio e credibile nel turismo, innanzitutto tutelando gli ospiti”. E ancora: «Abbiamo bisogno di imprenditori coraggiosi» per dare corpo all’idea “di strutture balneari capaci per 8 mesi l’anno di assicurare ai turisti la fruizione dello Ionio e dell’Etna, oltre che dello straordinario patrimonio artistico e culturale della nostra città”. Bianco ha anche ribadito il proprio impegno perchè la Regione riveda le imposte demaniali, aumentate – come ha ricordato Ragusa – del 600 per cento . Sul rapporto con la giunta Crocetta, comunque, il sindaco ha affermato: “Per nulla casuale, anzi estremamente significativo che, come primo atto della mia Giunta, il governo regionale sia stato a Palazzo degli Elefanti. E’ inaccettabile che Catania, la prima città d’Italia non capoluogo di Regione, sia stata mortificata da una visione palermocentrica della gestione delle risorse. E ciò è avvenuto anche quando la Regione è stata amministrata da catanesi !”. Enzo Bianco ha, poi, assicurato di voler “agire con fantasia” ma anche di essere impegnato “perchè vengano superate le emergenze cittadine di ogni giorno, riconquistando la dignità nelle cose più elementari, a partire dalla lotta contro intollerabili situazioni di illegalità diffusa come l’abusivismo dei parcheggiatori gestito da organizzazioni che l’hanno persino dato in subappalto ai rumeni in centro, ai senegalesi alla Playa”.

Il sindaco, appena concluso un accordo con la Fce “che farà ripartire in poche settimane i lavori in due delle tre tratte bloccate della Metropolitana”, ha annunciato infine “di avere già contattato l’assessore regionale all’Agricoltura per un’intesa grazie alla quale una ventina di forestali si occuperanno del Boschetto della Playa, di Parco Gioieni e Villa Bellini”. Ha parlato infine di «emergenza Amt», anticipando “la creazione di un fondo perchè 50 bus fermi tornino a circolare subito», di Sanità – “il Centro storico, nel prossimo futuro, non potrà avere il solo pronto soccorso del Garibaldi” – e necessità di opere antisismiche: «Dobbiamo trasformare un grande rischio in una grande opportunità. Impensabile che in caso di terremoto crollino per primi scuole, Prefettura, sedi dei Vigili del fuoco ! “.

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12 Luglio 2013, 10:50

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