“Un unico centro di cardiochirurgia”

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23 Dicembre 2010, 14:34

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Creeremo a Palermo un unico centro di cardiochirurgia che comprenda il Policlinico, l’ospedale Civico e l’Ismett. Non è ammissibile che nel raggio di 700 metri ci siano tre reparti cardiochirurgici diversi”. A dirlo è l’assessore regionale alla Sanità Massimo Russo, intervenuto questa mattina alla presentazione del programma “I cuori artificiali per la cura dello scompenso cardiaco terminale” nei locali dell’Ismett, l’istituto mediterraneo per i trapianti e le terapie di alta specializzazione di Palermo.
“Vogliamo creare un centro unico che investa nell’innovazione, vogliamo essere i protagonisti della ricerca – ha continuato Russo – possiamo dimostrare che la buona sanità siciliana esiste”.
I dettagli del piano di accorpamento dei tre enti sanitari non sono ancora noti, probabilmente saranno presentati intorno alla fine del mese. Quello che si sa finora è che non esisteranno più tre reparti di cardiochirurgia distinti e separati, ma saranno riuniti in un unica sede. Dalle informazioni trapelate l’unificazione sembra limitarsi a questo, il raggruppamento di tre enti in un unico spazio fisico.

Attualmente il Policlinico e il Civico hanno ognuno il proprio primario di cardiochirurgia e, secondo le parole di Russo, rimarranno in carica entrambi, mantenendo il proprio ruolo e la propria unità operativa. Inoltre, anche l’Università di Palermo – coinvolta nel progetto – conserverà la sua scuola di specializzazione, che cambierà semplicemente sede.
“I reparti che per adesso sono separati condivideranno, oltre ai locali, la terapia intensiva, le sale operatorie – ha continuato Russo – ci sarà uno scambio sempre più frequente di personale specializzato. Vi sembra una cosa da poco?”.  Quella di oggi è stata per Massimo Russo anche l’occasione per difendere il suo piano di riorganizzazione della sanità dell’Isola. “In due anni e mezzo abbiamo creato finalmente un sistema che può funzionare – ha detto – Abbiamo tagliato gli sprechi, utilizzando sapientemente le risorse pubbliche. Bisogna fare gioco di squadra, lasciando perdere le strumentalizzazioni politiche e facendo scelte di responsabilità. Stiamo riportando vittorie nel campo della sanità regionale, il progetto VAD che stiamo illustrando oggi ne è un esempio”.

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Il VAD (ventricural assist device) è un sistema di assistenza ventricolare in grado di sostituire la funzione cardiaca, sostenendo il circolo sanguigno. Il “cuore artificiale” di terza generazione è stato trapiantato un mese e mezzo fa dall’equipe medica dell’Ismett su un paziente catanese di 56 anni, Biagio Spitaleri. Ad oggi, presso il centro palermitano sono stati trapiantati cinque sistemi VAD, tutti su pazienti che presentavano scompenso cardiaco terminale. “Adesso questo progetto sembra avere un ché di miracoloso – ha dichiarato il direttore dell’Ismett, Bruno Gridelli – ma il nostro obiettivo è che questo tipo di trapianto possa essere diffuso in tutta la Sicilia e che diventi un intervento comune, all’ordine del giorno”.

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23 Dicembre 2010, 14:34

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