Una risata li seppellirà?| Crocetta ministro dell’Intesa

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21 Aprile 2013, 18:10

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Lo scatto rubato a Montecitorio, durante la votazione per la rielezione di Re Giorgio II alla carica di Presidente della Repubblica, ha immortalato il Cavaliere ed il quasi Sultano, per gli amici, Silvio e Rosario, che mentre si stringono le mani, ridono a crepapelle. Sembra che i due, si siano incrociati per caso (o per destino, dipende dai punti di vista) e che il Cavaliere, non abbia resistito alla tentazione di calcare il palco della Camera in figura di cabarettista e così la barzelletta che è sempre pronta sulle labbra del nostro, è scoccata, rivolta al governatore di Sicilia.

E che barzelletta memorabile deve essere stata, quella di Silvio B. perché il quasi Sultano di Trinacria, non la smetteva più di ridere ed ha sentito l’impulso di congratularsi, ed eccovi così spiegata, la lunga stretta di mano che i due si sono scambiati. La scelta di segnalare la fotografia, che è metafora politica fortissima, è dovuta al desiderio di commentarla con una glossa minima, anche perché nell’epoca dell’homo videns, essa è più potente di mille pagine ben argomentate.

Mentre fuori dal Palazzo del Potere, l’Italia traballa, preda di retromarce su Roma e non comizi ben organizzati, mentre il partito che è arrivato primo, ma che non ha vinto le elezioni, si scassa, eroso dai traditori, due persone, che per la vulgata politica, sono da intendersi come arcinemici, s’incrociano e con mite cordialità, si parlano, si toccano e udite, ridono anche, insieme, perché la complicità è un attimo d’intesa inaspettato, attimo, coronato dalle risate impossibili da trattenere.

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La fotografia, dice più di mille parole, perché dice che il dialogo è sempre possibile e prefigura già da sé, l’ipotesi d’un governo d’unità nazionale. L’intesa delle forze politiche è dietro il buonumore di quelle due facce, gonfiate dall’ilarità d’un momento speciale. Il ruolo di pontiere d’eccellenza, tra Pd e Pdl, Crocetta, se l’è andato a prendere sul campo, perché mentre tutti dicono di schifare l’uomo di Arcore, lui, incurante è andato a parlarci e lo ha fatto in un posto, dove tutti potessero vedere.

Qui, non crediamo che il riso sia questione da sciocchi e nemmeno che sarà una risata a seppellire i politici, leopardianamente, sappiamo che chi ride è padrone del mondo e perciò, riconosciamo nel fotogramma i futuri padroni d’Italia. L’intelligenza politica del quasi Sultano di Sicilia è da esportazione e quindi da queste colonne, pacatamente, lanciamo la proposta di Crocetta premier.

Chi meglio di lui, potrebbe tenere a bada il M5S e le sue retromarce e chi meglio di lui, potrebbe parlare senza vergogna con il Cavaliere? A noi non viene in mente nessun altro che riunisca in sé le qualità che ci vogliono oggi per prendere in mano il destino d’Italia. Certo, per governare l’Italia, dovrebbe traslocare da Palazzo dei Normanni, ma i siciliani, sono generosi, perciò di sicuro, non soffriranno a concedere a Crocetta il nulla osta a partire per Roma, destinazione Palazzo Chigi.

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21 Aprile 2013, 18:10

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