"Università Bandita” l'udienza dopo la riunificazione: a gennaio i primi testi

“Università Bandita” l’udienza dopo la riunificazione: i testi

Questa mattina il Tribunale di Catania si è riservato sull'ammissibilità delle intercettazioni, messa in dubbio dalle difese degli imputati
AULA BUNKER DI BICOCCA
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CATANIA. Arriverà il prossimo 9 gennaio il verdetto del Tribunale collegiale di Catania sulle intercettazioni del processo “Università Bandita”, lo scandalo scaturito da un’indagine della Polizia su una serie di concorsi e assegnazioni di cattedre che, secondo la Procura catanese, sarebbero stati in qualche modo truccati. Questa mattina, nell’aula bunker del carcere di Bicocca, la seconda sezione penale, presieduta dalla giudice Enza De Pasquale, ha ammesso le liste di testimoni e rinviato la decisione sulla questione preliminare.

I difensori hanno chiesto l’inutilizzabilità delle intercettazioni per varie ragioni, ma una delle questioni sollevate riguarda il fatto che, essendo caduto dinanzi al gup il reato di associazione a delinquere ipotizzato inizialmente, non sarebbe stato possibile procedere alle intercettazioni per quelli che all’inizio erano semplici “reati fine”, rimasti come ipotesi minori di reato, uniche contestazioni per la maggior parte degli imputati.

Sta di fatto che sul punto i giudici si pronunceranno alla prossima udienza; poi, se le intercettazioni fossero ammesse, conferirebbero l’eventuale incarico ai periti per le trascrizioni. A quel punto si entrerà nel vivo con la deposizione dei primi testimoni del pubblico ministero, ovvero due agenti della Digos e i consulenti della Procura che hanno svolto le consulenze su alcuni telefonini. Alla scorsa udienza, si ricorda, i due tronconi del procedimento erano stati riunificati ed erano state estromesse varie richieste di costituzione di parte civile.

Il processo riguarda complessivamente 54 imputati. Nove provengono dal filone che vedeva indagati, tra gli altri, gli ex rettori Francesco Basile e Giacomo Pignataro, oltre a sette professori e capi dipartimento dell’Università catanese. Altri quarantacinque, invece, provengono dal secondo troncone, dove figuravano, tra gli altri, i nomi dell’ex sindaco di Catania Enzo Bianco e dell’ex procuratore di Catania Vincenzo D’Agata.

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Commenti

    Certi personaggi, non si sa come diventati docenti universitari, senza l’aiuto di baronaggi vari sarebbero col reddito di cittadinanza, se non peggio.

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