Urso e Schifani: "Lukoil, un lavoro sinergico tra Roma e Palermo" - Live Sicilia

Urso e Schifani: “Lukoil, un lavoro sinergico tra Roma e Palermo”

Il punto sui dossier siciliani da affrontare.
CATANIA
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CATANIA – Lukoil e non solo. Il ministro del made in Italy  Adolfo Urso e il presidente della Regione Renato Schifani, accompagnati dagli assessori Marco Falcone ed Edy Tamaio, hanno fatto il punto al PalaRegione di Catania sul caso del petrolchimico di Priolo e sulle prossime sfide che attendono la Sicilia. Un primo banco di prova importante per sondare la sinergia tra governo nazionale e regionale.

Urso ha illustrato le tappe del lavoro portato avanti nei primi 40 giorni del governo Meloni che consentito di non chiudere i cancelli della raffineria e di evitare una mattanza in termini sociali (15000 i posti di lavoro in ballo compreso l’indotto). “Un dossier emblematico”, dice Urso del caso Priolo raccontando la situazione alla quale ha messo mano una volta insediatosi al Ministero. “Abbiamo contezza che vi sono diversi investitori nazionali ed internazionali che stanno trattando l’acquisizione dello stabilimento dell’Isab di Priolo Gargallo. Noi per garantire appieno il territorio e quindi la produzione, l’occupazione e la riconversione industriale dello stabilimento, porremo quello che la legge ci consente, le prescrizioni con il potere prescrittivo della ‘golden power’, in modo che qualunque investitore sappia che deve rispettare le condizioni che lo Stato gli ha posto”, spiega Urso.

Il ministro sottolinea la celerità dell’azione portata avanti e del vulnus ereditato dall’esecutivo precedente. “Oggi possiamo dire di aver ben chiuso il caso Lukoil. Domani scattano le sanzioni per il petrolio russo. I cancelli resteranno aperti, l’Isab continuerà a produrre. Diecimila e più famiglie sanno che potranno avere i salari e quindi potranno continuare a sperare nel lavoro e nella capacità che ha questa Regione di reagire. Non era così scontato. Quando siamo arrivati al governo non era stato fatto nulla. In poche settimane abbiamo raggiunto un obiettivo difficile. Ci siamo riusciti grazie alla piena collaborazione tra la Regione siciliana e il governo di Roma”, ha detto Urso.

“Una bomba ad orologeria che sarebbe scoppiata domani se non avessimo agito da artificeri mettendo in campo tutti gli strumenti per evitare la scure delle sanzioni americane in zona Cesarini”. Schifani ha aggiunto che la giunta è contestualmente al lavoro per sciogliere il nodo del depuratore di Priolo. “Ci adopereremo immediatamente per fare la nostra parte perché è una vicenda che non può non concludersi in tempi immediati sotto il profilo dell’abolizione di qualunque attività di inquinamento. Stiamo affrontano il problema e abbiamo preso atto che c’è un incidente probatorio in corso, le indagini della Procura giustamente vanno avanti, noi metteremo in essere tutte le procedure e le scelte finalizzate da un lato a collaborare con la Procura, dall’altro a ripristinare uno stato di efficienza del depuratore nell’interesse pubblico”, ha argomentato il Presidente. I prossimi dossier siciliani sul tavolo congiunto di Urso e Schifani riguardano Termini Imerese e la Etna Valley di Catania.

“Ho ricevuto a Roma i rappresentanti di STMicroelectronics, fondata dall’illustre Pistorio, che oggi è una multinazionale italo-francese. Credo che sia il modello migliore di cooperazione industriale tra l’Italia e la Francia come dimostra anche il livello di investimenti che sono programmati nell’Etna Valley e potrebbero realizzarsi intorno a questo polo”, ha detto il Ministro.

A margine della conferenza stampa Schifani ha commentato il fuoriprogramma che questa mattina ha visto protagonisti Marco Falcone e Gianfranco Miccichè. “Momenti sicuramente imbarazzanti che denotano come all’interno di Forza Italia il livello di tensione e di sofferenza è molto forte da parte di una grossissima componente del partito che costituisce la stragrande maggioranza. Cosa si può fare? Non sta a me prevederlo. A me interessa che il centrodestra sia unito e compatto, che gli eletti di centrodestra sostengano questo governo nella soluzione dei problemi dei siciliani. E’ chiaro che auspico una Forza Italia unita e responsabile come è sempre stata nella storia del nostro Paese”, ha detto il presidente. 

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Commenti

    L’Italia, assieme a partner ed alleati, è impegnata a mandare armi in Ucraina contribuendo a prolungare la guerra in corso, e guai a chi fiata.

    Ho visto scene d’isteria contro tutto ciò che è russo, compresi geni della letteratura e della musica.

    Qui però che parliamo di soldi, interessi, economia, l’Italia fa di tutto per mantenere aperta la fabbrica dei russi.

    Quando si dice la morale a due soldi al chilo.

    Non mi scandalizzo, ovvio, ma nessuno venga a fare la morale a chi ritiene che questa guerra debba finire non oggi ma ieri.

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