Via ai saldi, Assoesercenti-Unimpresa: "Sono un'opportunità"

Via ai saldi, Assoesercenti-Unimpresa: “Sono un’opportunità”

Tra i beni acquistati resterà al primo posto l’abbigliamento, scelto da circa l’80% delle persone.
L'INTERVENTO
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CATANIA. Da oggi torna in Sicilia l’appuntamento con i saldi estivi. Quest’anno le previsioni oscillano tra l’ottimismo, legato al ritorno della piena libertà di circolazione e alla risalita del turismo nazionale ed internazionale, e la preoccupazione sulla situazione economica generale, con la crisi dei prezzi energetici e il peso dell’inflazione. 
Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Assoesercenti Sicilia – Unimpresa, quest’anno per l’acquisto di capi scontati ogni famiglia spenderà in media circa 200 euro, pari a 88 euro pro capite. Tra i beni acquistati resterà al primo posto l’abbigliamento, scelto da circa l’80% delle persone che usufruiranno dei saldi. Seguono i prodotti beauty al 35% e prodotti per la casa e l’arredo al 32%. 

La Coordinatrice di Assomoda – Unimpresa, Cristiana Anfuso, ha sottolineato che le stime di spesa media a famiglia per questi saldi estivi sono in leggero aumento rispetto allo scorso anno e corrispondono al ritorno del turismo nazionale ed internazionale, soprattutto nei luoghi costieri e nelle città d’arte. “I saldi estivi – afferma – potranno rappresentare una vera opportunità, considerando il generale aumento dei costi e le previsioni di crescita dei listini delle prossime collezioni. Il settore tessile, abbigliamento, calzature ed accessori, infatti, ha finora resistito all’incremento dei prezzi a fronte dell’importante crescita dei costi fissi aziendali per affitti, energia, carburanti, prodotti e servizi, dando alla clientela la possibilità di acquistare a prezzi veramente convenienti”. 

“Occorre evidenziare – sostiene il presidente di Assoesercenti Sicilia – Unimpresa, Salvo Politino – che l’inizio dei saldi coincide con l’entrata in vigore delle multe per chi non accetta i pagamenti con il pos.Quindi all’obbligo, già in vigore dal 2014, di accettare pagamenti elettronici, si aggiunge per il commerciante che non applichi la normativa, una multa pari a 30 euro, più il 4% del valore della transazione rifiutata. Ma attenzione, perché l’esercente può rifiutare carta di credito e bancomat, qualora dimostri di avere una oggettiva impossibilità tecnica all’uso del pos. L’acquisto nei negozi di prossimità, rappresenta il vero sostegno ai nostri centri urbani in termini di sostenibilità economica, ambientale e sociale. Anche per questo non è ammissibile una concorrenza sleale dei colossi del web che hanno, peraltro, beneficiato di un’importante rendita di posizione. Chiediamo, quindi, che vengano quanto prima attuati gli accordi internazionali sull’entrata in vigore della global minimum tax. Già questo, sarebbe un primo passo verso un mercato più democratico”.


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