Violenti scontri con la polizia |Grida e paura: il video - Live Sicilia

Violenti scontri con la polizia |Grida e paura: il video

Ecco le immagini attimo per attimo.

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CATANIA – Un lungo pomeriggio con un corteo che ha attraversato il porto etneo e poi, al tramonto, gli scontri con le forze dell’Ordine.

La manifestazione, imponente, era stata organizzata da movimenti di sinistra e associazioni di volontariato. I primi ad essere contestati sono stati i giovani del Pd.

Sul palco Matteo Iannitti, leader dei giovani movimentisti, ha chiesto le dimissioni di Matteo Salvini, annunciando l’imminente tentativo di raggiungere la nave superando i blocchi della polizia. Dopo di lui ha parlato Abdel Fetah, attivista eritreo: “La vera Italia è questa che sta protestando, che senso ha tenere queste persone ancora a bordo?”.

I manifestanti nel frattempo riempiono il molo di levante. Sventolano bandiere della pace, no Muos, Legambiente, Cgil, Usb ed Arci. Presenti anche gli scout. Alcuni cantano ‘Bella ciao’. Poco dopo inizia lo sbarco dalla nave Diciotti per emergenza medica di 17 dei 150 migranti a bordo del pattugliatore della Guardia Costiera. Sono 11 donne e 6 uomini. Le 11 donne sono vengono assegnate al reparto di ginecologia dell’ospedale ‘Garibaldi Nuovo’ di Nesima, diretto da Giuseppe Ettore, dove saranno sottoposte ad accertamenti approfonditi in relazione alle denunce di stupri subiti. Cinque di loro, però, non accettano di scendere dalla nave senza mariti. I primi a scendere da nave Diciotti sono stati tre uomini, seguiti da una donna. Tutti vengono ‘fotosegnalati’, uno per uno, come previsto, alla fine della scaletta e poi fatti salire su ambulanze e mezzi della Croce rossa italiana che sono in colonna sul molo di Levante e che partiranno scortati dalla polizia di Stato e dalla guardia costiera fino all’ospedale Garibaldi.

GLI SCONTRI – Al rientro del corteo sale la tensione. Gli agenti hanno sbarrato la strada che porta alla nave Diciotti. Alcuni manifestanti vogliono passare, tentano di forzare il cordone dei poliziotti in assetto antisommossa. Scattano i respingimenti e, poco dopo, qualche manganellata. Dopo qualche minuti ancora uno scontro, più acceso. Gli agenti sfoderano il manganello. Alla fine si conteranno tre feriti tra i manifestanti e un agente con una lussazione alla spalla.

GLI SBARCHI – A mezzanotte e dieci è iniziato lo sbarco dei 137migranti rimasti a bordo della nave Diciotti. I pullman dell’esercito e della polizia li hanno condotti a Messina.

 

LA DIRETTA

Ore 21.00 C’e’ stato uno scontro tra manifestanti e le forze dell’ordine per evitare lo ‘sfondamento’, e un poliziotto e’ rimasto ferito. L’agente e’ stato soccorso dai suoi colleghi e portato in un cellulare della polizia di stato per le prime cure.

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Ore 19.00.  I primi a scendere da nave Diciotti sono stati tre uomini, seguiti da una donna. Tutti vengono ‘fotosegnalati’, uno per uno, come previsto, alla fine della scaletta e poi fatti salire su ambulanze e mezzi della Croce rossa italiana che sono in colonna sul molo di Levante e che partiranno scortati dalla polizia di Stato e dalla guardia costiera fino all’ospedale Garibaldi.

Ore 18.48. I 6 uomini andranno invece al ‘Garibaldi Centro’ e saranno ricoverati nel reparto di Malattie infettive. Sicuramente due di loro per sospetta tubercolosi e tre per polmonite, ma il dato deve essere ancora aggiornato. L’assessorato regionale alla Sanita”, guidato da Ruggero Razza, sta ‘costantemente monitorando il quadro sanitario’.

Ore 18.40. Le 11 donne sono state già assegnate al reparto di ginecologia dell’ospedale ‘Garibaldi Nuovo’ di Nesima, diretto da Giuseppe Ettore, dove saranno sottoposte ad accertamenti approfonditi in relazione alle denunce di stupri subiti.

Ore 18.25. E’ iniziato lo sbarco dalla nave Diciotti per emergenza medica di 17 dei 150 migranti a bordo del pattugliatore della Guardia Costiera. Sono 11 donne e 6 uomini.

Ore 18.20. I manifestanti esibiscono bandiere della pace, no Muos, Legambiente, Cgil, Usb ed Arci. Presenti anche gli scout. Alcuni cantano ‘Bella ciao’.

Ore 18.10. Sono intanto diverse centinaia le persone che si sono radunate sul molo di levante  per prendere parte alla grande manifestazione a sostegno dei migranti che da cinque giorni sono a bordo della nave della guardia costiera Diciotti.

Ore 18.00. Abdel Fetah, attivista eritreo: “La vera Italia è questa che sta protestando, che senso ha tenere queste persone ancora a bordo?”

Ore 17. 56. Sul palco Matteo Iannitti, leader dei giovani movimentisti, ha chiesto le dimissioni di Matteo Salvini, annunciando l’imminente tentativo di raggiungere la nave superando i blocchi della polizia.

CATANIA – Ore 17.52. La protesta delle associazioni e dei movimenti di sinistra al porto di Catania sta per entrare nel vivo. I primi ad essere contestati sono stati i giovani del Pd.

 

 


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Commenti

    Quanta gente civile che si sta in giro….volontari e movimenti di sinistra…mossi tutti da sentimenti umanitari disinteressati !! Questi manifestanti violenti dovrebbe essere arrestati per oltraggio e pubblico ufficiale e istigazione alla sommossa pubblica. Ma vi rendete conto che facendo così date il messaggio che questi immigrati possono fare quello che vogliono nel territorio italiano perché TUTELATI da chissà chi? Le leggi e le ordinanze vanno rispettate….che piacciono o meno !! E l’ordinanza del Ministero della Pubblica Sicurezza è quella che i migranti al momento non possono essere sbarcati…PUNTO !! O ognuno fa quello che cavolo vuole in questo Paese ormai senza regole.

    Ho sempre personalmente disprezzato quelli che mentre accade qualcosa riprendono col telefonino invece di reagire nel modo più svariato (scappare, urlare, partecipare, etc. etc.)

    violenti scontri???? dite la verità, la polizia non attacca la polizia è stata attaccata da presunti pacifisti……non scontri tra bande diverse, ma persone attaccano militari(carabinieri e poliziotti).
    e tutti li a riprendere per avere la manganellata e massacrare sui giornali la polizia

    scontri? che sono 2 fazioni opposte che si fronteggiano? semmai forze dell’ordine caricate da sedicenti pacifisti.

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