“Vittima dei killer per errore” |Ergastolo ai Lo Piccolo

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08 Giugno 2012, 16:53

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Ergastolo per i capimafia di Salvatore e Sandro Lo Piccolo. Ergastolo per Antonino Pipitone, uomo d’onore della cosca di Carini. Sarebbero i mandanti dell’omicidio di Giuseppe D’Angelo, barista in pensione assassinato nel 2006. La sentenza è della Corte d’assise di Palermo che ha accolto al richiesta del pubblico ministero Gaetano Paci.

Fu un clamoroso errore di persona. Vero obiettivo del commando era il boss Bartolomeo Spatola, poi inghiottito dalla lupara bianca. Lo scambiarono per D’Angelo che il 22 agosto del 2006 era seduto davanti al negozio di frutta e verdura di un amico, a Tommaso Natale. Si sentì chiamare, si voltò e lo crivellarono di colpi. A sparare fu Gaspare Pulizzi, oggi pentito, giunto sul posto in macchina a assieme a Francesco Briguglio, pure lui divenuto collaboratore di giustizia. A completare il commando c’erano Gaspare Di Maggio e Antonino Pipitone in sella ad una motocicletta. Fu Pulizzi a chiamare “Lino” per attirare l’attenzione dell’uomo che credevano fosse Spatola. A Giuseppe D’Angelo, che tutti chiamavano Pino, sembrò che pronunciassero il suo nome. Gaspare Di Maggio, figlio dell’anziano boss di Cinisi Procopio, colui che commise l’errore di persona, e i collaboratori Briguglio e Pulizzi sono stati stati processati e condannati separatamente in primo e secondo grado.

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Le sorelle della vittima Provvidenza e Caterina D’Angelo si sono costituite parte civile.

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08 Giugno 2012, 16:53

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