“Vogliono fermare il ddl massoneria | Deputati ‘avvicinati’ per affossarlo”

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04 Ottobre 2018, 14:37

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PALERMO – La frase che desta l’attenzione dei cronisti arriva quasi alla fine di una conferenza stampa convocata dal Movimento cinque stelle per denunciare “il grande imbarazzo che si è respirato ieri in Aula”, nel corso del dibattito sul progetto di legge che introduce l’obbligo di dichiarazione per i deputati eletti all’Ars. “”So di persone che si sono mosse per contrastare il disegno di legge sull’obbligo di dichiarazione per gli appartenenti alla massoneria, qualche deputato è stato ‘avvicinato'”, scandisce Giancarlo Cancelleri accanto alla capogruppo Valentina Zafarana e al collega Antonio De Luca. “Ieri in aula ho capito che qualcuno crede davvero che questa legge violi la privacy, altri invece difendono una posizione”,rincara il vicepresidente dell’Ars. In casa Movimento cinque stelle non è passato inosservato “il grande imbarazzo con cui ieri – ha sottolineato Zafarana – l’Assemblea ha discusso un disegno di legge che riguarda la trasparenza e l’operato dei deputati”. Per la capogruppo pentastellata “quella di ieri a Sala d’Ercole è stata una reazione smisurata e scomposta” e da qui il sospetto che “il Parlamento sia bloccato dal silenzio”. E ancora: “Sembra che qui non si possa pronunciare la parola ‘massoneria’, ci chiediamo il perché di tutto questo”.

Sullo sfondo la paura che qualcuno, dopo la seduta sospesa di ieri e aggiornata a questo pomeriggio, voglia affossare la proposta Fava: “Ieri è stato toccato un nervo scoperto – le parole di De Luca -. L’imbarazzo e il nervosismo nell’affrontare l’argomento massoneria mi hanno lasciato basito. Qualcuno ha tirato in ballo principi costituzionali, ma qui parliamo di una dichiarazione da effettuare dopo l’eventuale elezione. Questo disegno di legge non risolve alcun tipo di problema ma dà un segnale e l’Ars, per la prima volta, riconoscerebbe l’esistenza di un problema”. Dai grillini lo stop anche alla proposta di chi, come Giuseppe Milazzo, ieri ha provato a mediare proponendo la cancellazione della parola ‘massoneria’ e un allargamento degli affetti della legge a tutte le associazioni. “Non possiamo equiparare la massoneria alle associazioni sportive – obietta De Luca -. Di cosa si ha paura? Non è una battaglia contro l’essere massoni ma contro chi non vuole ammettere di esserlo”. Anche dal deputato messinese arriva poi una convinzione: “Qualcuno vuole affossare questo disegno di legge”.

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Una legge di cui i grillini, che chiederanno di potere pubblicare sul sito dell’Ars le loro dichiarazioni di non appartenenza alla massoneria già consegnate alla segreteria generale di Palazzo dei Normanni, non sono particolarmente innamorati: “E’ un ddl inutile e davanti a problemi come i rifiuti e la sanità questo testo avrebbe dovuto ottenere il via libera in pochi minuti – osserva Cancelleri – e invece siamo qui a parlare di una ‘leggina’ che non risolve alcun problema dei siciliani. Per noi, tuttavia, è ormai una questione di principio – aggiunge -. Non vogliamo mettere alla gogna nessuno né fare liste di proscrizione, ma chi fa parte di logge massoniche lo dichiari perché è giusto che i cittadini sappiano chi siede in Parlamento dal momento che le logge hanno un carattere solidaristico tra i membri”.

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04 Ottobre 2018, 14:37

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