Zignale e Saitta fuori da 'Prima l'Italia': "C'è chi si serve della comunità"

Saitta e Zignale fuori da ‘Prima l’Italia’: “C’è chi si serve della comunità”

Nota dei due consiglieri comunali ormai ex del gruppo che fa riferimento a Sammartino e Sudano.
ADRANO
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ADRANO. Il gruppo consiliare di Prima l’Italia scende da cinque a tre componenti. Un passaggio ormai ufficiale compiutosi in seno all’assise civica con una nota protocollata alla presidenza del consiglio con la quale viene annunciata la defenestrazione dal gruppo dei due consiglieri Massimiliano Zignale e Carmela Saitta, eletti nella Lista Quadrifoglio diretta espressione dei deputati Valeria Sudano e Luca Sammartino.

Di seguito, la nota fatta recapitare in redazione dai consiglieri Zignale e Saitta:

“Abbiamo appreso, tramite gli organi di stampa, di essere stati espulsi dal gruppo consiliare Prima I’Italia. Una mossa che nulla ha a che vedere con il senso della politica ma che non ci sorprende più di tanto in quanto in piena continuità con un periodo post elettorale di lento e inesorabile declino.

Si fa riferimento a una linea politica definita, si mente sapendo di mentire in quanto tale linea non è mai stata espressa né da un partito mai nato né da una segreteria che ha deciso di interrompere le comunicazioni pensando che la politica quotidiana si svolga solamente nelle stanze tra Roma e Palermo.
Se per linea politica i sottoscrittori del comunicato di ieri intendono dire che non è mai stata riconosciuta alcuna capacità politica al capogruppo, allora dicono il vero, è stato sempre ritenuto inadeguato.

I consiglieri Zignale e Saitta, oltre che un nutrito gruppo di amici che da anni sostiene Sammartino, determinandone le fortune elettorali in città e altrove, hanno sempre espresso in questi mesi la totale mancanza di fiducia verso un soggetto che vuole usare un gruppo consiliare a sua discrezione e per i suoi bisogni personali.
Noi abbiamo sempre ritenuto che la Politica debba servire il territorio e la comunità, il consigliere Cancellieri intende invece servirsi della comunità per i suoi spiccioli tornaconti.

Abbiamo sempre palesato il nostro disappunto su tale modo di fare, confidando che una struttura più organizzata del partito, che ci era stata promessa da Sudano e Sammartino, ponesse fine ai personalismi di soggetti autoreferenziali. Così non è stato. Piuttosto c‘è stato più volte chiesto di mettere da parte la nostra dignità di consiglieri comunali e di persone libere che nulla devono al prepotente di turno ma tutto debbono alla Ioro comunità.

Siamo stati eletti per servire la nostra Adrano, non per servircene. Abbiamo la fiducia dei nostri numerosi amici, con cui abbiamo costruito la lista del quadrifoglio dove questo soggetto è stato eletto, e dei nostri elettori. Come amiamo ripetere il paese è del paesano, ed è con questo spirito che continueremo a servire la nostra città. Altri continueranno a perseguire i loro microscopici interessi continuando a distruggere ogni progetto che profuma di indipendenza e libertà. La storia recente parla per tutti noi”.


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