Una misura cautelare di divieto temporaneo di esercitare l'attività imprenditoriale nel settore oleario, emessa dal gip del tribunale di Sciacca, è stata notificata a un commerciante della cittadina termale.
L'indagine scaturisce da una serie di controlli condotti da Carabinieri del nucleo antifrodi di Parma e da quelli della compagnia di Sciacca, coadiuvati dall'ufficio antifrode di La Spezia dell'agenzia delle dogane. L'imprenditore è stato ritenuto responsabile di aver commesso i reati di frode aggravata nell'esercizio del commercio. In particolare è accusato d'aver prodotto e commercializzato ingenti quantitativi di olio d'oliva falsamente etichettato come olio extra vergine di oliva di origine italiana mentre in realtà si trattava di olio di oliva vergine di probabile provenienza tunisina.
Dalle indagini svolte è emerso che l'indagato, con sistematicità, ha venduto un prodotto alimentare diverso da quello dichiarato commettendo frodi su ingenti quantitativi di olio oltre che all'estero, negli Usa e in Cina, e anche nelle province di Genova, La Spezia e Bari. L'attività ha consentito di sottoporre a sequestro più tremila tonnellate di olio in prevalenza presente nello stabilimento agrigentino per un valore commerciale di almeno 10 milioni di euro.
Ultima modifica: 30 Marzo 2011 ore 13:01
si tratta di bonolio dei fratelli bono, sui quotidiani il nome è uscito, io l^ho appreso da lì, vi assicuro che a Sciacca e ditorni l'olio è buonissimo, basta stare attenti. I furbi ci sono ovunque.
già!....qual'è l'azienda?...cos'è? una specie di "si dice il peccato ma non il peccatore"?!..conosco diversi produttori di olio di quella zona...non anvendo informazioni sul nome dell'azienda dovrò sospettare di ognuno di loro come il potenziale truffatore?!...forza redazione,fuori il nome!!!
ma perché non fanno sapere il nome dell'azienda così uno ci sta lontano ?