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La libreria incendiata
Fiaccolata di solidarietà
Venerdì 29 Aprile 2011 18:33
di Fernando Massimo Adonia
"Non riusciranno mai a piegarmi". Parole di Maurizio Di Stefano, libraio catanese, vittima domenica notte di un'intimidazione incendiaria ai danni del proprio esercizio commerciale in via Teramo. Dietro il gesto il racket delle estorsioni. Davanti al negozio, non molto lontano da corso Italia, salotto buono della città, i segni dell'accaduto sono ancora evidenti. Fuori dalla vetrina si notano ancora i cocci di vetro e l'alone lasciato dalla vampata dell'esplosione. Dentro, l'odore acre della plastica bruciata penetra le narici. I commessi lavorano senza sosta per riordinare i libri. Sul volto di Di Stefano è ben visibile l'amarezza e la stanchezza. Ma nonostante ciò “per quanto la rabbia sia tanta, guardo positivamente alla città di Catania, che ha risposto con una grossa gara di solidarietà nei miei confronti”. Infatti, proprio nel pomeriggio di ieri, un centinaio di ragazzi della Giovane Italia, organizzazione giovanile del Pdl, si sono radunati, fiaccola alla mano, davanti alla libreria per lanciare un segnale “contro il pizzo e l'omertà”.
“È più conveniente denunciare che stare in silenzio – ha dichiarato il consigliere comunale Manlio Messina, uno dei promotori della manifestazione -. Esistono leggi antimafia che aiutano concretamente le vittime di estorsione, ma non tutti i commercianti lo sanno”. È del medesimo avviso Giacomo Bellavia che otto mesi fa ha presentato in consiglio comunale una proposta di esenzione totale di cinque anni delle imposte municipali per le vittime del racket.
Insomma, “un aiuto concreto per sconfiggere il pizzo e la paura”. La pensa così pure il sindaco Raffaele Stancanelli, ma “per motivi tecnici” questo provvedimento è da mesi arenato a tra gli uffici del Palazzo degli Elefanti. “Il dato importante – ha sottolineato però Bellavia a margine della fiaccolata - è che la città, a differenza del passato, è disposta a scendere in piazza. Non ci si nasconde più. Appunto per questo ci vorrebbe uno sforzo maggiore da parte delle istituzioni”. In strada anche anche Piero Lipera, giovane avvocato catanese ed esponente dell'Udc. “Siamo qui per la città di Catania e per non fare mancare un gesto di solidarietà concreta, per questo invito tutti ad acquistare un libro come auspicio di ripartenza per Maurizio Di Stefano”. La libreria riaprirà comunque i battenti tra venti giorni, giusto il tempo di ovviare agli aspetti tecnici.
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SENTO PUZZA DI MARCIO.........indagate meglio che il soggetto non è molto attendibile viste le tante truffe da lui fatte.
concordo in tutto e per tutto con Gabriele.
non parliamo di politi soprattutto corrotti
perche' i primi corrotti siamo noi ke andiamo a votare e gli diamo i voti
La colpa e' nostra ke votiamo...
grazie a noi fanno quello ke voglioni
RICORDALO SEMPRE...
mafia infame! coraggio, facciamo muro contro mafia, pizzo e affini... aggiungo nella lista degli infami anche i politici corrotti e quelli collusi con la mafia