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Live Sicilia

L'Ars riparte dagli appalti
Ecco le novità del ddl

Giovedì 12 Maggio 2011 16:40 di Nadia Palazzolo

Regole più chiare in materia di appalti, per rendere le procedure più trasparenti ed evitare sprechi. Riparte da qui l'Assemblea regionale siciliana dopo la maratona fatta per approvare i documenti contabili. Gli inquilini di Sala d'Ercole hanno infatti iniziato a “studiare” le proposte di legge che, eliminate dalla Finanziaria, diventano adesso ddl autonomi.
Il disegno di legge che regola gli appalti ha avuto l'ok della commissione Ambiente presieduta da Fabio Mancuso (Pdl) e attende adesso il via libera della commissione Bilancio e del comitato per la qualità delle leggi.

Ventisette gli articoli che ridisegnano la disciplina e diverse le novità introdotte: dall'aggiudicazione degli appalti non più solo secondo il criterio dell'offerta più bassa ma di quella “economicamente più vantaggiosa” all'istituzione di un “Fondo di rotazione” per le spese di progettazione che dovrà essere costituito attraverso i Fondi Fas.

L'articolo 4 prevede la creazione, nell'ambito dell'assessorato regionale delle Infrastrutture,  del “Dipartimento regionale tecnico” che: “esegue la progettazione, la direzione e il collaudo dei lavori di competenza regionale; cura gli adempimenti tecnici e controlli concernenti le opere pubbliche di competenza regionale; verifica l’osservanza delle norme tecniche di costruzione nella fase realizzativa delle opere, ai fini della sicurezza statica e funzionale dell’opera, e della verifica sismica; fornisce consulenza tecnica agli Enti locali della Regione e, su loro richiesta e nel loro interesse, redige il prezzario unico regionale per le OO.PP. e coordina la Commissione consultiva per la redazione del prezziario unico regionale; assicura il funzionamento della Commissione regionale LL.PP.; esercita le attività ispettive sui lavori su motivata e specifica richiesta degli altri rami dell’Amministrazione regionale”.

Prevista anche una più rigida programmazione dei lavori. Secondo quanto previsto all'articolo 6 infatti “l'attività di realizzazione dei lavori di singolo importo superiore a 100.000 euro si svolge sulla base di un programma triennale e di suoi aggiornamenti annuali che le amministrazioni aggiudicatrici predispongono e approvano, nel rispetto dei documenti programmatori, già previsti dalla normativa vigente, e della normativa urbanistica, unitamente all'elenco dei lavori da realizzare nell'anno stesso. Un lavoro può essere inserito nell'elenco annuale, limitatamente ad uno o più lotti, purché con riferimento all'intero lavoro sia stata elaborata la progettazione almeno preliminare e siano state quantificate le complessive risorse finanziarie necessarie per la realizzazione dell'intero lavoro. In ogni caso l'amministrazione aggiudicatrice nomina, nell'ambito del personale ad essa addetto, un soggetto idoneo a certificare la funzionalità, fruibilità e fattibilità di ciascun lotto”.

L'articolo 7 disciplina invece il “Fondo di rotazione per la copertura delle spese di progettazione di interventi finanziabili con risorse regionali e/o extraregionali”. “L'importo del Fondo – si legge nel ddl - è determinato in 200.000 migliaia di euro per l'anno 2011 e 300.000 migliaia di euro per l'anno 2012, a valere sulle risorse del Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS) 2007 -2013 assegnate alla Regione. Il Governo regionale è autorizzato a operare mediante anticipazione, anche parziale, a valere sul bilancio regionale, compatibilmente con le disponibilità di cassa”.

L'articolo 19 chiarisce i criteri di aggiudicazione dei lavori. “Le stazioni appaltanti ricorrono, rispettivamente: al criterio del prezzo più basso quando l’oggetto del contratto non sia caratterizzato da un particolare valore tecnologico o si svolga secondo procedure largamente standardizzate; al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa quando le caratteristiche oggettive dell’appalto inducano a ritenere prevalenti, ai fini dell’aggiudicazione, uno o più aspetti qualitativi, quali, ad esempio, l’organizzazione del lavoro, le caratteristiche tecniche dei materiali, l’impatto ambientale, la metodologia utilizzata”. Il criterio dell'offerta “economicamente più vantaggiosa” vale però solo “per gli appalti di lavori di valore superiore alla soglia comunitaria e per gli appalti di forniture di importo pari o superiore a 1.000.000 euro. Il riparto dei parametri da utilizzarsi è così articolato: 30% offerta economica; 60% offerta tecnica; 10% tempi di realizzazione dell'appalto”.
Nella valutazione dell'offerta tecnica almeno un quarto (e non più di un terzo del punteggio complessivo) è attribuito in relazione al costo del lavoro e alla previsione dell'utile di impresa, “determinato, in misura pari al 10% dell'offerta”. “E' fatta salva – si chiarisce - la possibilità del ricorso al massimo ribasso laddove, sulla base di provvedimento espressamente motivato, quest'ultimo risulti essere, in relazione alla singola gara considerata, più vantaggioso per la stazione appaltante, sotto il profilo della qualità dei lavori realizzati e del rapporto con il prezzo a base d'asta”.

Tra le altre novità l'istituzione dell'Albo unico regionale “ ove sono iscritti, ad istanza di parte, i professionisti ai quali possono essere affidati, con le modalità previste dal decreto legislativo n. 163/2006”.

E per tutelare la pubblica amministrazione, l'articolo 20 stabilisce che nel caso di un ribasso superiore al 30% l’impresa sarà tenuta a fornire, oltre alle fidejussioni assicurative, altre fidejussioni bancarie per almeno la metà della percentuale eccedente.

 

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Commenti

  • 2011-05-13 14:15:33

    a nessuno piacciono le gare a max ribasso ma il metodo della cosiddetta offerta economicamente più vantaggiosa è una plateale presa in giro. Cosa ne pensano le imprese è manifesto; come mai a gare simili per oggetto e importo ma svolte con i due metodi, a quelle al max ribasso (magari con l'esclusione automatica delle offerte anomale) partecipano 100-150 imprese e a quelle col metodo dell'offerta economicamente più vantaggiosa al max partecipano in 10-15? Perchè è palese che, almeno nel 90 % dei casi, l'aggiudicazione avverrà discrezionalmente a favore dell' impresa amica. Tale metodo è inoltre offensivo per i progettisti e ne svilisce il lavoro. E' ragionevole ritenere che i progettisti presentino la soluzione al meglio avendo concepito il progetto e avendo avuto modo di svilupparlo con il tempo necessario a disposizione; non si comprende bene come le imprese, nei 15 -20 giorni che, di fatto, hanno a disposizione per formulare la loro proposta, possano migliorare il progetto. Inoltre, visto che poi i criteri-parametri per la valutazione delle offerte sono indicati nel bando, perchè non segnalarli già ai progettisti che ne potrebbereo tenere conto per migliorare organicamente la soluzione. Qualora si tratti invece di problemi tecnologici particolari, allora le stazioni appaltanti abbiano il coraggio di ricorrere all'appalto-concorso. Si dice che la cosiddetta offerta economicamente più vantaggiosa consente di avere prezzi meno stracciati; ma non è detto perchè il prezzo è comunque un elemento di valutazione ed, inoltre, se vengono proposte migliorativi al progetto (materiali più validi e, quindi più costosi, opere aggiuntive, apprestamenti particolari), hanno tutti un costo suppletivo per cui quello che si guadagna con un ribasso minore si perde per i migliorativi. I lavori sono eseguiti correttamente se, con un progetto valido e chiaro, i controlli sono corretti ed effettivi e ciò qualunque sia il metodo di aggiudicazione. Per una limitazione dei ribassi che non si presti a imbrogli, il metodo dell'esclusione automatica delle offerte anomale con il taglio preventivo delle ali (ora applicato solo per le gare di lavori sotto un milione di euro) è l'unico che da garanzie. Per avere una limitazione maggiore, si potrebbe evitare di aumentare la media dello scarto medio delle offerte; con i numeri di partecipanti cui si è arrivati, e con il taglio delle ali, sarebbe anche scongiurato il pericolo di cordate. Se si adotta un metodo trasparente si può anche pensare a come evitare il numero spropositato di partecipanti (che poi si riflette in spese generali per le imprese che debbono partecipare a 100 gare per la speranza di vincerne 1); per le gare sotto 1 milione di euro il metodo della procedura ristretta semoplificata, se il sorteggio dell'elenco delle imprese è fatto in modo limpido, il metodo funziona.

  • 2011-05-13 10:10:18

    Caro pro-tempore Assessore Russo , ormai i vari governi Regionale guidati dal pro-tempore On. Lombardo , hanno cancellato dalla propria Agenda politica la parola sviluppo, tanto da far rimpiangere il criticato Cuffarismo , non esiste più nell’isola un settore produttivo che non si trovi in profonda crisi ,con operatori esasperati sul l’orlo del fallimento, non esiste nessuna politica di sviluppo …. solo politiche di rigore che tendono a mantenere ancora l’inefficiente macchina burocratica Amministrativa , e tanti Enti inutili magia soldi destinati ai trombati della politica. Lei che ad ogni incontro tiene a puntualizzare che l’ultimo Assessore Regionale Comunista … Le chiediamo … che ne pensa degli Appaltatori ….. perché vedere nel settore delle costruzioni solamente il marcio, le infiltrazioni e gli interessi della Mafia, perché non vedere il settore dell’Edilizia il motore che potrebbe far ripartire l’economia , perché non fare una buona Legge Regionale sugli Appalti , consona e adeguata alle Ns. prerogative ed esigenze, che non mortifica la stragrande maggioranza degli Appaltatori che è onesta , una Legge Regionale che preveda opere appaltati con immediata ed adeguata copertura finanziaria – che preveda che gli appaltatori non siano vessati e truffati dall’istituzioni – che preveda che gli appaltatori non siano costretti a finanziare le opere appaltate ricorrendo alle proprie esposizioni bancarie – che preveda che i funzionari pubblici cretini possano essere licenziati e pagare di propria tasca – che preveda che i lavori appaltati non devono superare il ribasso del 15% – perché non menzionare per esempio questi problemi sopra esposti … perché non ascolta le preoccupazioni e l’esigenze di questa categoria di lavoratori , rappresentata di gente onesta che lavora e da lavoro a migliaia di famiglie, considerato che la Magistratura e la Commissione Antimafia non sente e non vede ……. un palese disagio sociale pronto ad esplodere ……..

  • 2011-05-13 09:02:29

    ....al di là delle nefandezze della politica, tanta colpa l'hanno le grosse imprese che, così "dettando" e "facendo", finiranno di strozzare le piccole imprese! Ci ritroveremo per l'Italia Cogefar, Impresit, Impregilo, Coop. Rosse e basta!
    E la politica nostrana, oltre a dotarsi di CONSULENTI ESPERTI, ringrazia sempre il contributo che da l'ANCE nella stesura di queste PORCATE.
    Concordo con Marco è finita!

  • 2011-05-13 07:12:07

    già il 30% di ribasso non offre nessuna garanzia per la realizzazione dell'opera secondo le buone regole dell'arte, E non è una frase fatta! il 30% di ribasso è pura follia e non ci sarà mai nessun direttore dei lavori in grado di far rispettare i patti contrattuali a nessuna impresa! Finiamola con queste stronzate! Il metodo di aggiudicazione attuale, con tutte le sue storture e contraddizioni, fissando, di fatto, la soglia dei ribassi attorno al 7%, ha consentito, finalmente, di vedere realizzate delle opere decenti! si dovrà cambiare sicuramente metodo, però i ribassi alti serviranno soltanto a far scadere la qualità delle opere, ad aumentare le riserve delle imprese sulle contabilità, ad allungare i tempi di realizzazione e a far aumentare il lavoro agli avvocati! mettetevi dalla parte dei direttori dei lavori, ed anche delle imprese e capirete che il 30% di ribasso è pura follia!

  • 2011-05-12 22:26:13

    Non voglio essere catastrofista, ma vivendo il settore devo confessarvi che oramai siamo alla frutta ...gli appalti sono scomparsi...solo un miraggio !! solo un lontano ricordo !
    Andate in giro...Informatevi… Le imprese costrette a praticare ribassi mostruosi….e di conseguenza per la maggior parte fallite.
    E con il loro fallimento, oltre ai disoccupati, si è perso un patrimonio di cultura tecnica, di uomini preparati, di macchinari (oramai obsoleti) di energie vive.Prima si è distrutto un settore strategico per l'economia e lo sviluppo, si è buttata l'acqua con il bambino…. oggi si piange. E si piangerà ancor di più. Non ci sono progetti da finanziare…quindi non ci sono i finanziamenti e quindi…o niente appalti.
    Il POR 2007-13 non viene speso per litigiosità.
    I disoccupati sono - migliaia e ....ci si chiede perchè.
    Si invocano misure importanti per cambiare..la verità è che questi non hanno idea da dove cominciare. Ppotevano pensarci prima se fossero stati persone accorte. Oggi sivuole rianimare un morto, C'è poco da riformare. E’ finita.

  • 2011-05-12 18:26:20

    ....e visto che parliamo di OO.PP. andatevi a guardare l'atto di indirizzo n° 38369 del 21.04.2011 dell'ASSESSORISSIMO (BOOOOOOO!), il quale pretende, con tale atto, di modificare accordi di livello comunitario! Al suo posto mi farei vedere da un PRIMARIO SERIO, e ditegli per favore, che per modificare una legge occorre un'altra legge. AVVOCATO PIETRO CARMELO RUSSO

  • 2011-05-12 18:14:42

    Non capisco dove siamo le novità rispetto alla vigente normativa!
    Mi pare che anche stavolta la montagna ha partorito il topolino, non rispondendo, se così fosse, alle numerose e precise richieste, soprattutto del mondo imprenditoriale che sperava in una riforma appalti pubblici per una ripresa del settore, non certo nella creazione dell'ennesimo dipartimento dove sistemare l'ennesimo pupo di cui leggeremo, tra sei mesi, che guadagna 700.000 euro all'anno. E' proprio vero che al peggio non c'è fine!!
    Semplificazione ed adeguamento alle norme vigenti a livello nazionale è una cosa facile, non ci vuole molto.... tranne che in Sicilia!!
    Ma quali riforme e riforme...... Cari politici siciliani lasciate perdere e datevi all'ippica!

  • 2011-05-12 17:22:32

    Una raccomandazione particolere al PRESIDENTISSIMO e L'ASSESSORISSIMO: mettiamoci a capo del Dipartimento Regionale Tecnico un avvocato con conprovata esperienza in materia di LL.PP. o, in alternativa, un ingegnere sindacalista! Pare a voi e ci mettete qualquno che capisce veramente di OO.PP..Non facciamoci mancare niente!

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