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Live Sicilia

Contrada, il legale voleva sentire i pm,
ma la Procura respinge la richiesta

Sabato 04 Giugno 2011 10:38

''Nessun profilo penalmente rilevante'': così la Procura di Caltanissetta ha respinto la richiesta dei legali di Bruno Contrada di interrogatore il presidente del Tribunale penale di Termini Imerese, Alfredo Morvillo, il procuratore capo di Torino, Gian Carlo Caselli, e il procuratore aggiunto di Palermo, Antonino Ingroia. I tre magistrati non si erano presentati il 26 maggio scorso all''invito a comparire' dell'avvocato Giuseppe Lipera, in qualità di difensore dell'ex funzionario del Sisde che sta scontando ai domiciliari a Palermo una condanna a 10 anni di reclusione per concorso esterno all'associazione mafiosa.

Ha invece deciso di rispondere alle domande del penalista il collaboratore di giustizia Vincenzo Scarantino. La citazione dei tre magistrati era scaturita da un episodio riportato nell'ultimo libro di Ingroia nel quale il magistrato parla anche di Vincenzo Scarantino. Il pentito aveva fatto ''nuove accuse a carico di Bruno Contrada'' e la Procura di Palermo ''diede incarico alla polizia giudiziaria di fare indagini'', ma ''l'esito fu sconfortante''. Così, si legge nel libro del pm, le sue dichiarazioni ''non furono mai utilizzate''. Dopo che i tre magistrati, come era nelle loro facoltà, non hanno aderito all'invito, l'avvocato Lipera ha inviato copia del 'verbale negativo d'indagine' alla Procura di Caltanissetta, che ha deciso che non esistono i presupposti di sentirli nell'ambito di un incidente probatorio. I magistrati ritengono che il comportamento della Procura di Palermo rientra ''nel lecito novero delle decisioni strategiche'' anche perché la dichiarazione del pentito ''non trovò conferma, ma neppure una secca e oggettiva smentita tale da trasformarla in calunnia''.
Ultima modifica: 04 Giugno 2011 ore 10:40

 

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