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Live Sicilia

"Quei lavori a casa Cuffaro"
In un libro i verbali di Lo Verso

Venerdì 24 Giugno 2011 10:52

Il secondo riscontro alle dichiarazioni di Stefano Lo Verso porta dritto a una villa della famiglia dell'ex presidente della Regione, Salvatore Cuffaro. Il neo collaboratore di giustizia ha messo a verbale alcune confidenze ricevute in carcere da Michele Aiello. Il rais della sanità privata, ormai ex, gli avrebbe raccontato di avere fatto dei lavori da trecento mila euro, non retribuiti, per sistemare il lago artificiale nella tenuta catanese di Cuffaro. I carabinieri del nucleo investigativo di Palermo hanno accertato che l'antico casale esiste davvero. Si tratta di una struttura di lusso in territorio di Ramacca, di proprietà della moglie dell'ex governatore, che sta scontando una condanna definitiva per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra.

Un edificio prestigioso al centro di un vasto appezzamento di terreno che ingloba un lago artificiale che contiene venticinque mila metri cubi di acqua. Il lago è stato effettivamente oggetto di lavori, sulla cui entità sono in corso ulteriori accertamenti. Si tratta, dunque, del secondo riscontro alle dichiarazioni di Lo Verso che ha già fatto ritrovare un cumulo di ossa nelle campagne di Ficarazzi. Apparterrebbero ad Andrea Cottone, inghiottito dalla lupara bianca all'inizio degli anni Novanta. Entrambi gli episodi sono contenuti nei verbali che il pentito ha reso ai magistrati della direzione distrettuale antimafia. Lo Verso conosce bene i segreti dei boss che comandavano e comandano a Ficarazzi, Villabate e Bagheria. Una fetta di provincia, mafiosa, in cui Bernardo Provenzano ha trascorso parte della sua lunghissima latitanza. La redazione di “S” ha raccolto i verbali in un volume curato da Riccardo Lo Verso che sarà disponibile, a partire da sabato, in tutte le edicole di Palermo: il libro, dal titolo “Mi pento”, sarà distribuito in allegato con il mensile a 9,90 euro più il pezzo di copertina.
Ultima modifica: 25 Giugno 2011 ore 11:00

 

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Commenti

  • 2011-07-02 19:05:22

    spero che il libro che editate, con tutti i verbali, non faccia la stessa fine di quello che avete pubblicato con i verbali di Ciancimino...perchè errare umanum est...perseverare autem diabolicum!

  • 2011-06-27 23:36:28

    Signor Rossi,
    i magistrati hanno il compito di indagare e fare il loro lavoro seriamente nei luoghi appropriati avendo a cuore la ricostruzione dei fatti. E' questo un lavoro che richiede tempo, controlli incrociati, pazienza e serietà. Oserei dire senso dell'umano, capacità di immedesimazione, come Maigret.
    Quel che è successo con Ciancimino è a dir poco eclatante esempio di tutt'altro atteggiamento. E' un certo modo inquietante di 'agire' la magistratura che scredita chi lo pratica e chi, malgrado l'esperienza (Arendt docet), continua a sostenerlo con qualcosa che con il giornalismo ha poco a che vedere. E' più simile alla sete di sensazione delle beghine che con la bava alla bocca tendono l'orecchio pronte a correre dal primo passante per screditare questo e quello sulla base di 'parole incollate' appena udite. E'propaganda urlata tipo novella 2000. Basti considerare lo stile dei titoli: i verbali-shock ... Troppi verbali al vento. E i fatti contano sempre meno.

  • 2011-06-27 21:52:42

    Trovo giusto che i giudici indaghino sulle cose che vengono loro riferite.
    Perfetto sarebbe se si verificasse che i lavori di ristrutturazione dei politici siciliani (e magari di qualche magistrato) siano tutti regolarmante pagati e da chi siano eseguiti.

    @redazione
    Dopo la lettura del commento di Tina Pica mi parrebbe doveroso che vi esprimiate in merito al pagamento dei lavori. Anche se el caso non abbiate informazioni in merito.

  • 2011-06-27 19:24:10

    Mi è sorta una curiosità ...diciamo temporale. Michele Aiello ha ristrutturato casa Cuffaro prima o dopo avere risanato casa Ingroia? Forse il nuovo pentito saprebbe rispondere.

  • 2011-06-27 10:18:13

    Dalla lettura si evincono due cose:
    1)un certo accanimento da parte dei magistrati che ancora non sazi di aver fatto condannare Cuffaro, continuano a cercare altre notizie di reato mirando tutte le indagini in una direzione;
    2) la mancanza "sensibilità" di chi parla di cose, che dovrebbero sembrare fatti nuovi ma che sono invece già state chiarite e non hanno ovviamente trovato riscontro, ad una persona che non può rispondere se non dopo giorni. Credo sarebbe stato più corretto chiedere prima della pubblicazione notizie al diretto interessato o ai suoi avvocati.
    Comunque per opportuna conoscenza risulta che i lavori effettuati dalla ditta in questione sono stati regolarmente pagati.

  • 2011-06-25 22:51:37

    ... Nuovi collages? Dai pizzini ... ai collages di pizzini!!!!

  • 2011-06-25 11:09:37

    Esiste una schizofrenia intorno a ciò che 'qualcuno' si prende la briga di riferire e stimare come 'fatto', con la connivenza del potere mediatico: il modo arbitrario di scegliersi i testimoni.
    La cifra di questa schizofrenia è presto detta e il punto di vista è di chi ha avuto modo di lavorare in un carcere. Quando si inizia a lavorare con i detenuti ti vengono date alcune indicazioni: attenzione a chi hai davanti, cercano la tua fiducia, ma attento a non farti ingannare dalle (cosiddette) apparenze! Bada a non essere ingenuo! Invece poi, proprio certi 'professionisti', come li chiamava Sciascia, decidono all'improvviso che quelli che hanno giudicato come 'mafiosi' ... et voilà! Sono credibilissimi testimoni e qualunque cosa esce dalla loro bocca (soprattutto se riguarda qualcuno... altrimenti vero ingenua sarei!!!) è verità colata!!!! Ma com'è 'sta storia???? Io non mi devo fidare e poi i mafiosi diventano profeti???? Chi decide allora???? Mi sa che tra i profeti ci siamo scordati Orwell di 1984. Andate a rileggere. Siamo arrivati: la verità ad uso e consumo. Di chi????

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