Erano morti, ma i familiari continuavano a riscuoterne la pensione. Una gigantesca truffa ai danni dello Stato scoperta dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Palermo, che nell’ambito dell’operazione denominata “
Carissimo estinto”, ha denunciato a Palermo ben 441 persone accusate di aver riscosso le pensioni di familiari in realtà deceduti; il danno accertato alle casse dell’Erario ammonta a quasi 800 mila euro.
Si trattava di un articolato sistema fraudolento ai danni dell’Inps: le somme venivano riscosse direttamente allo sportello, assieme alla sottoscrizione, falsa, che attestava l’esistenza in vita del titolare della pensione. In altri casi, invece, la morte del titolare veniva completamente sottaciuta, permettendo ai beneficiari di continuare a ricevere mensilmente, e in tutta comodità, le somme direttamente sul proprio conto corrente.
Il colonnello De Luca, responsabile dell’operazione, chiarisce a Live Sicilia: “Abbiamo raccolto una lunga serie di elementi informativi e d’indizi prima di esaminare la posizione di più di quattro mila aventi titolo”. Viene da chiedersi, in un periodo d’informatizzazione massiccia delle pratiche burocratiche, come abbiano fatto i truffatori a portare a buon fine un illecito sicuramente articolato ed esteso nelle proporzioni ma declinato in maniera piuttosto grossolana. “Evidentemente c’era qualche intoppo nella comunicazione della morte dei titolari delle pensioni”, conclude De Luca.
La Guardia di Finanza ha già segnalato la grave anomalia alla procura regionale della Corte dei Conti. C’è da accertare il motivo per cui tali comunicazioni potevano, così agevolmente, essere omesse. Fra i casi scoperti, da segnalare quello di una donna che per oltre 10 anni dalla morte della madre, continuava a percepirne la pensione dichiarandone mensilmente l’esistenza in vita.
Ultima modifica: 18 Luglio 2011 ore 12:07
Complimenti al Colonnello De Luca. Per il successo dell'operazione. E soprattutto per ciò che dichiara: “Evidentemente c’era qualche intoppo nella comunicazione della morte dei titolari delle pensioni”.
Ma davvero è impossibile una comunicazione (informatica, via FAX, alfabeto Morse, piccioni viaggiatori, segnali di fumo) tra l'anagrafe comunale e l'INPS che eviti tutti questo ? Quanto è costato alla comunità questo "difetto di comunicazione" ? E quanto per scoprire l'imbroglio ?
Nel 2011 si fanno ancora le lotte alle streghe.
Azzz. Che ci vuole perche i comuni quando muore qualcuno non mandano l'informativa all'inps tramite pec, tramite fax tramite messo comunale tramite posta.
Ma si puo andare avanti cosi, bravi bravi che avete scoperto cose che oggi con l'era informatica e non non avrebbero motivo di esistere.
Siccome siamo sempre alle solite i problemi non si risolvono mai alla radice.