Cercano di rendersi più visibili. Perchè si definiscono "gli invisibili di Palermo" i precari del Cefop che dopo avere mandato una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si fanno trovare davanti Palazzo dei Normanni in sua attesa. Sono le 11.20 e Napolitano arriva pumtuale per presiedere alla prima tappa della sua "due giorni" palermitana. Stanno dietro le transenne, lontano dall'ingresso, non è concesso loro uno spazio più vicino. Così stanno lì, per un'"epifania silenziosa". Senza pretese. "Non faremo nessuna dimostrazione, vogliamo solo farci vedere dal Presidente. Confidiamo nella sua imparzialità, siamo qui per questo. Perchè questo governo non ci ascolta più": dice Salvatore Altadonna, tra i portavoce della protesta.
Sventolano lenzuola con su scritto la loro mortificazione, e conclusa la commemorazione dentro il palazzo, all'uscita urlano in coro "Presidente! Presidente! Ci ascolti!". Sventolano le mani. Napolitano blindato dalle forze dell'ordine prima di salire sull'auto scura sembra avere qualche tentennamento, forse vorrebbe raggiungerli ma non lo fa, solo un cenno di saluto con la mano. Non sono delusi però, sanno che lui li ha visti.
Napolitano non è stato un interlocutore assente, conosce bene il loro dramma e dopo avere letto la lettera in cui i precari si appellavano al suo buon senso ha chiamato il prefetto di Palermo, Umberto Postiglione per chiedere che li incontrasse al posto suo. "Siamo rimasti delusi. Non ci aspettavamo mica un posto di lavoro dal prefetto, certamente. Ma quando ci si sente dire da un'autorità del genere che l'Italia non è più uno stato di diritto, che ci sono solo furbetti e ladri, non si può che allargare le braccia. Se lo dice lui...": dice Salvatore Altadonna. "Il prefetto ci ha detto che non c'è per ora un settore che si salva. Che siamo uguali a quelli che si erano presentati da lui cinque minuti prima e uguali a quelli che gli si sarebbero presentati davanti, con le loro proteste, tra qualche minuto. Ma non ci basta. Non vogliamo essere il capro espiatoio di questa politica. Non smetteremo di farci sentire".
Ultima modifica: 08 Settembre 2011 ore 14:56
Avete diritto agli stipendi arretrati ma ora basta. Se un azienda privata non vi avesse pagato le spettanze per un determinato periodo di tempo vi sareste licenziati in blocco. Restate perchè ambite al posto alla Reggggione che ormai non potrà darvi più nessuno. Voi non siete il capro espiatoio di questa politica ma siete semplicemente il frutto di questa politica. Di quella stessa politica che ha permesso il vostro proliferare, esulando da alcuna logica di merito e di mercato, e della quale non vi siete mai lamentati fino a quando vi ha concesso i suoi frutti
caro indignato cerca di sfogare la tua rabbia contro chi ha creato questa politica e non contro chi, per potere dar da mangiare a se stesso e alla propria famiglia, ha dovuto sottostare a questa politica!
Brava, bravissima a Cecilia, condivido. A indignato, penso che più che indignato, faccia indignare. Bene continuiamo così, diamo la responsabilità al più debole, è più facile. Perchè non urla la sua indignazione a lombardo? Perchè non urla la sua indignazione ai dirigenti superpagatissimimissimi (si può dire? si, penso proprio che si possa dire)che camminano con la macchina pagata dai dipendenti del Cefop e guidata dall'autista anch'egli pagato dai dipendenti del Cefop, che parlano ai cellulari pagati dai dipendenti del Cefop, che sono coperti da assicurazioni pagate dai dipendenti del Cefop, che viaggiano comodamente in aereo con i soldi dei dipendenti del Cefop? Ah! Dimenticavo, tutto ciò è pagato anche con i miei soldi, anzi, peggio, con i soldi dei miei figli. Penso che anche lei sia pagato con i nostri soldi e, NOI li rivogliamo e li riavremo. Si vergogni.
Vorrei capire cosa avreste voi dipendenti cefop più di tanti altri disoccupati costretti ad emigrare per trovare lavoro? Ve lo dico io. Avete sfruttato a vostro favore il sistema grazie alle vostre conoscenze. Adesso che la pacchia e' finita vi mettete a piangere. Siete stati fortunati e furbetti ad entrare nel sistema senza concorso ne qualifica ne professionalità ma solo grazie all'amichetto di turno. Adesso siete alla pari degli altri che non hanno avuto nulla.
condivido la posizione di indignato ma non l'accetto, perchè purtroppo ha ragione cecilia.
gli stipendi arretrati e futuri li farei pagare a quei politici che sulla formazione si sono divertiti in campagna elettorale. meccanismo messo in atto da qualche politico nonostante il divieto a tutti i direttori di assumere. il meccanismo era il seguente: ne faccio entrare uno due per ogni sede, così sono credibile e l'elettorato mi vede come "uno forte" in grado di dare posti alla regione. con un contratto di poche ore, purchè a tempo indetrminato mi tiro dietro 100 potenziali aspiranti creduloni, e così via.....
chi ci rimette (sempre)è chi ha bisogno del lavoro.
così sono andate e vanno realmente le cose.
Caro indignato, ma quando un'azienda privata assume lo fa per concorso? A me non interessa diventare una dipendente regionale, ma pretendo le mie spettanze per un lavoro che ho svolto e continuo a svolgere a seguito di un progetto finanziato ed approvato dalla Regione Sicilia. Sto per laurearmi e se potessi me ne andrei a lavorare da tutt'altra parte, ma purtroppo, come ben sai, i nostri governatori, votati da noi siciliani, compreso te, non ci garantiscono quello che è un nostro diritto, ma pensano solo a preservare e incrementare i loro. Lo sai benissimo che non è facile trovare un'occupazione.
Guarda che anche tu sei il risultato di questa politica.....
Cominciamo a chiudere anche le prefettura, risparmiamo un bel po' si soldoni ...