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Live Sicilia

La città che sputa in faccia ai disabili

Mercoledì 14 Settembre 2011 10:24 di Roberto Puglisi

Ci mancava soltanto l'ingegno della ministra Gelmini che ha tagliato cospicue risorse, per massacrare i disabili di Palermo. Grazie, ministra, siamo perfettamente in grado di massacrarli da soli. Non c'era bisogno della storia di questo ragazzo con un handicap grave che lascia la scuola da solo, senza un'anima o un cane che l'accompagni. Immaginiamo il suo sgomento di Pollicino nel bosco senza nemmeno una traccia di molliche di pane. Sentiamo a pelle il suo smarrimento. E avvertiamo il chiacchiericcio della gente perbene: "Vabbè, che volete che sia...". Vabbè, Palermo è abituata a ben altro. Ha una corazza da rinoceronte. Forse ai rinoceronti che siamo diventati dovrebbe essere imposto un esercizio pedagogico: un giorno a Palermo con una carrozzina. C'è qualcuno che vuole lanciare l'iniziativa? Noi lo appoggeremo senza se e senza ma.

Vivere su una carrozzina nel cuore della città dannata significa misurare con esattezza di lacrime e spasimi la distanza che c'è tra la teoria e la pratica. Prendere il centimetro con un righello di pena. In astratto, non sta bene maltrattare la sofferenza, no, no e no. Ma noi che abbiamo le gambe possiamo abbandonare la trincea del sacro principio, un secondo dopo l'enunciazione. Noi disponiamo di muscoli torniti e sufficienti per oltrepassare le scalinate dell'indifferenza. Lo spirito libero in carrozzina conosce una sorte diversa. Con tutta la sua indipendenza, con tutta la passione che ha sviluppato per la vita irta di aculei, dalla sua scomoda postura, sarà eternamente inchiodato al suolo. E il suolo di Palermo è una bestemmia contro l'umanità. E' una selva di tubi di scappamento, macchine posteggiate male, di vaffa, di gente che occupa spazi vitali per afferrare il caffè della giornata. E se gli fai appena presente che non è giusto ostruire i campi visivi di chi si muove su una sedia a rotelle, il palermitano medio reagisce in due modi. I migliori sbuffano con degnazione. Alzano gli occhi al cielo. Gli altri polemizzano. C'è questa segreta convinzione secondo cui il dolore da noi sia un privilegio. Una via che apra l'uscio di prestazioni assistenziali mangifiche e persistenti.

E c'è la squama poggiata sui nostri occhi che ci impedisce di vedere più in basso, per non rischiare di volare più in alto. perciò, gli handicappati di Palermo sono i reietti della terra. Non era il caso che la ministra ci ricordasse quanto siamo bravi nell'arte cattiva del "me ne fotto".
Ultima modifica: 14 Settembre 2011 ore 10:28

 

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Commenti

  • 2011-09-14 10:48:56

    Condivido in pieno la rabbia e l'amarezza del suo articolo. La condivido a tal punto che la mia personale rabbia aumenta ancor di più al pensiero che questo articolo, che questa vicenda, oggi e sempre passeranno in secondo piano, cedendo la ribalta a notizie di becere lotte intestine della vecchia partitocrazia che si arranca, dimena e avvita su se stessa per sopravvivere. E per cosa? per produrre ancora e ancora casi come questo.
    Alle poltrone di Sindaco, di Governatore della Regione, dovrebbero partecipare solo persone sensibili alle problematiche sociali e non alle natiche della sua segretaria o all'ultimo modello di Porche. La politica è diventata troppo volgare e grezza. E assieme ad essa tutta la massa di insensibili e ignoranti peones elettori convinti che a loro, una cosa del genere, non toccherà mai. Altro che un giro per Palermo, io gli proporrei un solo mese della loro vita sulla carrozzina o dalla parte dei genitori di questi ragazzi che alla sventura di esser nati con un handicap devono subire la sventura più grande, quella di essere nati e di essere cittadini di uno stato così civile.

  • 2011-09-14 11:17:44

    Sarebbe ora che i diversamente abili e/o i loro familiari si organizzassero per eleggere,al consiglio comunale di Palermo,un rappresentante che si attivi totalmente e con passione a portare avanti le richieste della categoria.

  • 2011-09-14 11:23:56

    Alla (schifosa) "way of life" panormita, bisogna aggiungere lo sconquasso provocato dall'idea dominante negli ultimi anni riguardo lo stato sociale, le magnifiche sorti e progressive del liberismo senza regole, dell'accettazione passiva di delegare tutto al mercato ed al capitalismo finanziario.
    Non c'è uno straccio d'idea di presente e di futuro nella testa della nostra classe dirigente, e non ci salverà nemmeno il potere d'intermediazione della chiesa cattolica, sempre pronta a sbraitare quando accadono queste cose, salvo poi acquietarsi quando si parla di agevolazioni sulle attività di carattere più o meno religioso o di finanziamenti alla scuola privata.
    Cos'è che dicevano fino a qualche tempo fa? "Non lasceremo nessuno indietro".
    Il problema è che non si voltano nemmeno a guardare.

  • 2011-09-14 11:31:16

    Per Lirio.
    Sublime "l'ultimo modello di Porche".
    Se non è un refuso ma è voluta, la propongo come battuta della settimana.

  • 2011-09-14 11:37:29

    A volte mi vengono così! Natiche/Porche era troppo forte la tentazione.

  • 2011-09-14 14:39:33

    Concordo e sottoscrivo, zagor.
    Spero che non si presenti qualcuno con la solita litania dei "moralizzatori di sinistra".

  • 2011-09-14 15:51:12

    mia cugina, sulla sedia a rotelle da 30 anni circa, è dovuta scappare. Ora si trova in un comune della provincia di Verona, dove non le fanno mancare nulla !

  • 2011-09-14 18:02:56

    chi può realmente comprendere il disagio perchè vive un'esperienza simile è la neo-mamma che si appresta ad andare in giro per la città con il pargolo in passeggino....Rambo in Vietnam (II) ed in Afghanistan (III) faceva meno fatica...

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