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Live Sicilia

"Non perdono Giacomo
Ma non cerco vendette"

Mercoledì 14 Settembre 2011 14:27 di Davide Maniscalco

"Non posso perdonare chi ha ucciso mio figlio ma dalla mia famiglia non avrà nulla da temere. Se la vedrà con Dio”. A parlare è Maria Cusumano, la madre di Renato Di Blasi, il rapinatore morto dopo la rapina del 6 settembre al centro scommesse Eurobet, al villaggio Santa Rosalia. Nello scontro con l'addetto alle pulizie, Giacomo Li Castri (nella foto con la moglie Lucia Viola), adesso indagato per omicidio volontario, Di Blasi riportò diversi traumi cranici. Inutile per lui l'intervento chirurgico d'urgenza. “Non si può perdonare chi ti strappa un figlio, noi siamo persone perbene, non vogliamo vendetta, può continuare a camminare tranquillamente per le strade del quartiere e dovunque voglia andare. Niente e nessuno può restituirmi mio figlio”.

“Non so perché mio figlio abbia agito così, lo so che ad un uomo di 50 anni i soldi non bastano mai ma io cercavo di non fargli mancare nulla. Lo campavo io. Gli lasciavo sempre i soldi dentro quel cassettino perché non aveva neanche il coraggio di chiedermeli”.
“Era un bravissimo ragazzo, questa famiglia la conosco da almeno mezzo secolo”, dice un'amica di famiglia che è andata a far visita a casa Di Blasi, al civico 25 di via Enrico Toti. I soldi Maria Cusumano glieli lasciava proprio lì, dentro quel cassettino di un mobile color noce con sopra una bella foto. Un'istantanea scattata per chissà quale ricorrenza quando Maria Cusumano poteva ancora abbracciare il marito morto 16 anni fa. Lui in giacca e cravatta, lei in abito da sera le passa il braccio intorno al collo. Brandelli di felicità.

“Mio marito era un dipendente del Ministero della Difesa, lavorava come impiegato civile presso la caserma Tukory. Io vivo grazie alla pensione di reversibilità e con quella cercavo di aiutare Renato che viveva con me”. Una stanza da pranzo con una tavola rotonda marrone scuro, una vetrina con dentro il servizio buono. La tenda verde separa il bagno dal resto della casa ma l'aria del lutto si respira entrando nell'ingresso, la porta d'ingresso socchiusa e silenzio, tantissimo silenzio. Dal terrazzino entra odore di cucinato, qualcuno bussa ad una finestra. É un ambulante: “Signora le uova fresche?”. “No grazie, se ne vada”.

Maria Cusumano non si dà pace, quando pensa al figlio morto afferra il prendisole nero con piccoli fiori e lo allontana con forza dal petto, un gesto per sublimare l'impossibilità di strapparsi il cuore.
“Io lo conoscevo Giacomo Li Castri, faceva le pulizie nel mio palazzo, poi ha deciso di non venire più perchè non sempre veniva pagato con puntualità. Eccome se lo conosco. Si è difeso, d'accordo, ma non c'era bisogno di ammazzarlo”.
Suo figlio era un uomo possente. “Era un pezzo d'uomo che non poteva finire mai, l'avrà colpito più volte. In ogni caso, io lo conosco ma non lo voglio finire di conoscere, né io né i miei figli. Siamo persone perbene, non vogliamo vendette, se la vedesse con Dio”. Usciamo dall'abitazione di via Enrico Toti, l'ultima immagine è la signora Maria appoggiata al girello, saluta con una mano come una bimba, poi indica la foto con il marito e sospira. Sotto gli zigomi la pelle è avvizzita dal tempo e annerita dalle lacrime. Lontani i tempi di quella felicità.
Ultima modifica: 14 Settembre 2011 ore 19:08

 

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Commenti

  • 2011-09-14 14:49:54

    Comprensione, rispetto e umana pietà per il dolore di una madre, anziana e vedova per giunta.
    Però.....

  • 2011-09-14 15:44:12

    Infinito rispetto per una mamma che ha perso un figlio.
    Però mi piacerebbe capire cosa si intende per "persona perbene".

    -Dicono che li ha picchiati di santa ragione gli addetti del centro scommesse.
    -Dicono che era un prepotente, un collerico, un manesco.
    -Una sfilza di precedenti lunghissima.

    Sono pezzi di un articolo di livesicilia.

  • 2011-09-14 15:44:17

    Dolore di madre...

  • 2011-09-14 16:02:21

    Ma come iu a finiri??? vuoi vedere che il rapinato ora è colpevole di non essersi fatto rapinare in santa pace???

    p.s. "noi siamo persone perbene" AHAHAHAHAHHAHHA

  • 2011-09-14 16:37:35

    Sempre grazie a Giacomo per il servizio reso alla società.

  • 2011-09-14 19:12:25

    Ho il massimo rispetto per una mamma che ha perso un figlio, però da che mondo e mondo io non ho mai sentito parlare male una madre del proprio figlio, purtroppo come si dice dalla spina nasce la rosa, e dalla rosa nasce la spina, questa mamma purtroppo ha avuto la sfortuna di avere un figlio delinquente(malacarne)e con una fedina penale (non dimentichiamolo) arruginita, anzi mi stupisco come sia arrivato a 50 anni, prima o poi doveva succedere, tanto il gatto va a lardo che ci lascia lo zampino....

  • 2011-09-14 20:12:24

    Con Dio se la sta vedendo semmai suo figlio, non certo quel povero disgraziato che si solo è difeso da una violenza bestiale. Il dolore di una madre è rispettabilissimo, ma in certi ambienti evidentemente un determinato modo di agire è normale, per cui per questa madre il figlio è stato ucciso mentre stava facendo il suo mestiere che era quello del ladro.

  • 2011-09-14 22:46:06

    L'appartenere a certe sub-culture, talora, è straziante. A volte lo è anche per chi non vi appartiene.

  • 2011-09-14 22:52:00

    Non nominare il nome di Dio invano...

  • 2011-09-14 23:38:45

    Mi ripeto, perchè tutto questo spazio a questa vicenda?

  • 2011-09-15 00:12:18

    La colpa non del delinquente che è morto nè della vittima della rapina che si è difeso
    La colpa è dei nostri Magistrati che, nonostante il rapinatore avesse un "curriculum" da ergastolo, continuavano a tenerlo eternamente in permesso "premio" , libertà anticipata, "sorvegliata" ( chissà da chi, poi )
    Se l' avessero tenuto al suo posto ( in galera ) ora quell' uomo sarebbe ancora vivo

    Casi come questi, sono destinati a ripetersi
    Perchè quando la "Forza Pubblica" e la Magistratura non funziona, deve necessariamente subentrare la difesa "privata"

  • 2011-09-15 07:59:16

    Rispetto estremo per il dolore di una madre.
    Ma se avesse omesso la prima parte della solenne dichiarazione avrebbe forse riscattato la vita insana del figlio, avrebbe anche potuto riscattare sè stessa, concausa , più o meno inconsapevole , di tante scelte sregolate.
    Forse è cinismo, ma la mia pietà per la famiglia Di Blasi tarda ad arrivare.

  • 2011-09-15 09:02:02

    Quoto Alain in tutto e per tutto. Ormai la cosiddetta microcriminalità, che poi di micro non ha niente, vale a dire furti, scippi, rapine e quant'altro in buona sostanza in Italia non prevedee più il carcere. Li acchiappano e il giorno dopo sono fuori a rifere quello che facevano. Poi magari arriva il procuratore o magistrato di turno e chide ai cittadini di denunciare e collaborare con la giustizia. Ma per favore....

  • 2011-09-15 09:15:38

    rispetto il dolore di una madre, ma come si fà a dire "che giacomo cammini tranquillo x il quartiere, non gli capiterà nulla".............ma stiamo scherzando, siamo al limite della minaccia.
    in questa orribile frase si racchiude tutto il marciume di una sub-cultura che non sopporto.

  • 2011-09-15 09:50:36

    Quoto alain

  • 2011-09-15 12:04:00

    @Alain e Prince:ma come fate a dare la colpa ai magistrati? Viene applicata la legge, quindi la colpa è della politica che depenalizza o quasi i reati

  • 2011-09-15 12:34:10

    Certo Giuseppe, il nostro Codice Penale è fatto su misura per venire incontro ai disonesti ed ai loro avvocati tra sconti di pena e patteggiamenti vari. Mi chiedo perchè le forze dell'ordine debbano perdere tempo o rischiare la vita per arrestare queste persone che tanto il giorno dopo sono già fuori. Che spesso i magistrati applichino in modo sbagliato la legge è altrettanto un dato di fatto, perchè se un magistrato ha davanti un elemento che ha una sfilza di precedenti penali, quindi è un soggetto pericoloso, non può consentire che torni in libertà e ha gli strumenti per impedirgli di tornare in circolazione. Nella pratica invece avviene quasi sempre il contrario.

  • 2011-09-15 12:48:44

    RISPETTO PER IL DOLORE DI UNA MADRE...MA MASSIMA ED ASSOLUTà SOLIDARIETà ALLA POVERA VITTIMA DELL'AGGRESSIONE. NON è ASSOLUTAMENTE UNA BRAVA PERSONA CHI RUBA USANDO, SPECIALEMNTE CON VIOLENZA INAUDITA, SPECIE CONTRO LE DONNE....
    LA PALERMO ONESTA NN PUò ACCETTARE DI SENTIRE CHE CHI DELINQUE è UNA PERSONA PER BENE.....RIPETO, RISPETTO PER IL DOLORE DI UNA MADRE MA IL RESTO NO.!!!

  • 2011-09-15 14:23:30

    x Francesco 9.50
    Guarda che i cittadini non sono tutti dei "gonzi"
    La colpa non è della Legge che non prevede alcun automatismo alla concessione di permessi "premio" e semilibertà ecc
    E tutto demandato all' enorme discrezionalità che La Legge concede prima alMagistrato Giodicante e poi a quello di Sorveglianza dell' esecuzione della pena
    Ma, poichè costoro non rispondono civilmente dei danni conseguenti ai loro errori, se ne gregano del senso comune della Legge ed la interpetrano secondo loro personali filosofie
    In realtà il Magistrato che ha fatto uscire quel rapinatore, dovrebbe esser tenuto a risarcire sia il rapinato sia la madre del morto

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