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"Lo Verso è un calunniatore di giustizia
Falcone e Borsellino avrebbero detto..."
Mercoledì 21 Settembre 2011 15:25
"Più che collaboratore di giustizia definirei il pentito Stefano Lo Verso 'calunniatore' di giustizia". Così il senatore Marcello Dell'Utri, intervenuto a KlausCondicio, il programma tv di Klaus Davi, ha commentato le dichiarazioni del nuovo collaboratore di giustizia depositate nel processo al generale dei carabinieri Mario Mori per favoreggiamento aggravato. "Questi signori - continua - sono dei calunniatori. Riferiscono cose impossibili, cose inspiegabili. Ma è veramente indegno. Sono persone sbucate dal nulla. Mi dispiace anche che un quotidiano come il Corriere della Sera riporti certi fatti come acclarati, senza citare neppure la mia battuta data alle agenzie. Mi domando, cui prodest tutto questo? E' evidente che lui trae beneficio nel fare simili dichiarazioni".
Per il senatore non è un caso che il pentito "faccia tali dichiarazioni quando sono in attesa di una sentenza delicata come quella della Cassazione. E' evidente che si tratta di una manovra". "Credo che di fronte alle accuse di falsi pentiti come quello di oggi - prosegue -, Falcone e Borsellino mi avrebbero semplicemente detto, dopo avermi interrogato, 'vada a lavorare'. E' palese che queste accuse sono strumentali".
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Secondo l'ipotesi della procura di Palermo, il parlamentare di Forza Italia avrebbe convinto altri due pentiti di mafia, Giuseppe Chiofalo e Cosimo Cirfeta, ad accusare Di Carlo, Guglielmini e Onorato di avere inventato "false accuse" nei suoi confronti.
Ecco di seguito, punto per punto, gli argomenti dell'accusa e quelli della difesa, illustrati oggi da Marcello Dell'Utri.
I pentiti
Marcello Dell'Utri avrebbe ideato un complotto per screditare le accuse dei pentiti, inducendo alcuni di essi tirare in ballo strumentalmente nomi di grosso calibro, da Silvio Berlusconi a Massimo D'Alema. A fare il nome dell'attuale presidente del Consiglio è stato il pentito Cosimo Cirfeta, che dal carcere telefonò al pm barese Michele Emiliano e denunciò di aver subito minacce per incastrare Berlusconi, Dell'Utri e D'Alema. Nella telefonata, registrata dal magistrato, Cirfeta raccontava che un gruppo di uomini armati e incappucciato aveva fatto irruzione nella sua cella e lo aveva picchiato per costringerlo a dichiarare che Massimo D'Alema aveva avuto contatti con le cosche criminali pugliesi. Per la Procura di Palermo sarebbe tutto falso e la telefonata di Cirfeta sarebbe soltanto una faccia del complotto ideato da Dell'Utri e messo in atto poi da un altro pentito, Giuseppe Chiofalo, per screditare le dichiarazioni dei collaboratori e scagionare il deputato di Forza Italia. I contatti tra Chiofalo e il deputato di Forza Italia, secondo i pm palermitani, sarebbero stati fitti: si sarebbero incontrati almeno tre volte e una di queste fu ripresa dalle videocamere della Dia mentre Dell'Utri portava giocattoli ai figli del collaboratore, mentre non esistono prove che ci siano stati contatti con Cirfeta. Chiofalo avrebbe offerto la copertura politica ad altri pentiti garantendo loro di avere dei permessi per uscire dal carcere e ottenere i passaporti per lasciare l'Italia.
"Sono stati loro a cercarmi", replica Marcello Dell'Utri, che ammette di aver incontrato Chiofalo alla vigilia dello scorso capodanno "per favorire dichiarazioni nei miei confronti". Dell'Utri ha anche sottolineato che nè Chiofalo nè Cosimo Cirfeta sono stati coinvolti nelle vicende per le quali è sotto processo a Palermo. "Quello che ho fatto è stato un atto legittimo della mia difesa. Ho tentato di costruire delle prove per la mia difesa, nel rispetto del principio costituzionale di opporsi a qualsiasi accusa con la stessa libertà di manovra che ha la pubblica accusa nei confronti dell'imputato". I pentiti, secondo Dell'Utri, sarebbero "apparsi all'improvviso" sul suo orizzonte.
Sarebbe meglio indicare la fonte. Saluti
http://www.repubblica.it/online/fatti/utri/accuse/accuse.html
saluti Dottor Puglisi
E se lo dice Repubblica........
@marta
lo dicono le intercettazioni e gli incontri filmati non repubblica...repubblica li ha semplicemente pubblicati....lo stesso dellutri ammette gli incontri!!!!
Condannato in Appello a 9 anni. Senatore della vergogna. Mettiamo il caso che la Cassazione dovesse confermare la pena anche ridotta, allora vorrà dire che abbiamo allevato tale Senatore per ben più di un decennio, in attesa di una sentenza, subendo un danno materiale e morale enormi per la Sicilia e l'Italia
Chi ci ridarà gli stipendi e le prebende elargite a tale onorevole?
Se lo assolveranno, avrà fatto il dovere di cittadino, farsi processare.
Senatore si dimetta
Senatore,NON si dimetta.
L'ODIO é una caratteristica dei Komunisti,che sommata all'infamia ed alla bugia,sono il risultato del Corso Stalin,che tanti hanno frequentato.
Con la fondazione di Forza Italia,per chi ancora non lo avesse capito,Lei senatore ha rotto il giocattolo ed i meschini interessi affaristici dei Komunisti-Maoisti e statalisti.
Resista.