La Cassazione conferma che Massimo Ciancimino, e non solo lui, ha riciclato il tesoro del padre. Ma tra annullamenti, prescrizioni e indulti nessuno sconterà mai un giorno di galera. Anzi, a volerla dire tutta, il figlio di don Vito Ciancimino vanta un credito con lo Stato. Ha trascorso undici mesi agli arresti domiciliari in fase di carcerazione preventiva. Oggi lo hanno condannato a due anni e otto mesi, meno dunque del tetto di tre anni per cui è previsto l'indulto. In appello per Ciancimino la pena era stata di tre anni e quattro mesi. Due anni e otto mesi ha avuto pure il tributarista Gianni Lapis a cui in appello erano stati inflitto cinque anni.
Tutto merito della prescrizione scattata per il reato di intestazione fittizia dei beni. Lo stesso capo di imputazione contestato alla moglie di don Vito, Epifania Scardino: gli è stata annullata senza rinvio la condanna a un anno. Non si conosce ancora la pena decisa dalla Cassazione per l'avvocato romano Giorgio Ghiron che partiva dai cinque e quattro mesi del giudizio d'appello. I supremi giudici hanno inoltre confermato la confisca di un patrimonio di sessanta milioni di euro. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Francesca Russo, Roberto D'Agostino ed Enzo Musco. Il processo ruotava attorno al tesoro accumulato dall'ex sindaco Vito Ciancimino, longa manus della mafia corleonese nella politica e artefice del cosiddetto sacco edilizio di Palermo. Tra i beni confiscati ci sono il ricavato della cessione di alcune società di distribuzione del gas che, secondo l'accusa, erano fittiziamente intestate a Lapis, ma che in realtà erano di proprietà dell'ex sindaco; una barca, una Ferrari, una casa a Roma e alcune società minori.
Lapis, secondo gli inquirenti intestatario fittizio di quote delle società del gruppo Gas, versò sul conto svizzero Mignon, messo a disposizione da Ghiron, il ricavato della vendita delle partecipazioni societarie: da qui, per il legale, l'accusa di riciclaggio in concorso con Ciancimino che avrebbe reinvestito il denaro ricavato dalla cessione.
Ultima modifica: 05 Ottobre 2011 ore 20:19
La pena sotto i tre anni per Ciancimino jr suona come se avesse ricevuto un premio. Il condono gli eviterà un lungo soggiorno in carcere, mentre il patrimonio di papà sarà finalmente al sicuro. Questo è quanto ha deciso la Cassazione per cui non possiamo che prenderne atto. Ringraziamo i magistrati di Palermo che, pur avendo tra le mani un pataccaro e riciclatore, hanno fatto si che venisse esibito come icona dell'antimafia. Non ci pare che abbiano reso un buon servizio al paese, alla verità ed alla giustizia.
ma non aveva detto, Ciancimino, che avrebbe rinunciato alla prescrizione?
forse si riferiva a un altro procedimento?
http://www.youtube.com/watch?v=dTwATVVxGXg#t=03m40s
Ma Massimo Ciancimino non collabora con la magistratura per "barattare" sconti e benefici e soprattutto per salvare il famoso tesoro?
No, perché io non vedo benefici, ha avuto la stessa pena del coimputato che però partiva da una condanna in secondo grado molto più alta.
E soprattutto viene confermata la confisca dei beni (visto che comunque anche con 3 anni e 4 mesi non sarebbe tornato in carcere a causa dell'indulto e del presofferto quindi questa riduzione non serve a niente ai fini pratici). Strano, visto che collabora per salvare il patrimonio, no?
Intanto aspettiamo sempre che si faccia chiarezza sull'intera vicenda della GAS, perché anche questa sentenza sembra un po' di comodo, visto che l'inchiesta originaria è stata viziata da miopie e strabismi...
Mi pare che lei Jone faccia un po' di confusione fra indulgenza e impunità. Credo che nessuno abbia mai detto o scritto che Massimo Ciancimino foraggiava con biada testimoniale certe teorie giudiziarie allucinanti per avere l'impunità, ma solo che la sua "collaborazione" coi magistrati avrebbe potuto recare indulgenza e maggiore libertà d'azione in un momento in cui si ritrovava sotto pressione e sotto stretta giudiziaria. Di libertà d'azione, ne ha avuta tanta che se ne è pure vantato con un compare, ignaro delle microspie. Per quanto riguarda poi gli sconti ottenuti in questa vicenda, e quindi l'indulgenza, difficile affermare che questi non siano stati sostanziosi e sostanziali, perchè bastava appena un pizzichino di pena in più, e l'imputato poteva tornare in carcere. Meno di così, c'era solo l'assoluzione o la commutazione in pena pecuniaria. Ma stanti le prove ed il tipo di reato, un simile strumento, così come il non applicare la legge con l'automatica confisca dei beni a seguito di una condanna per riciclaggio o l'eventuale applicazione di sconti soltanto a lui e non al coimputato, sarebbe roba troppo smaccata, impensabile ed improponibile in un frangente in cui il suo eroe si trova ai domiciliari per le ben note vicende ed il suo caso è scrupolosamente tenuto d'occhio dall'opinione pubblica, dal CSM, e da Procure diverse da quella di Palermo.
Dunque i fans ed i sostenitori del nostro simpatico latore di fotomontaggi, come lei, cara Jone, possono stare contenti: credo proprio che ieri il suo pupillo abbia comunque brindato per avere evitato ciò che per lui sarebbe stato il peggio: un ritorno in cella. Non dimentichi che le intercettazioni ambientali dimostrano che parecchi soldini, tanti quanti nè io nè lei vedremo certamente mai in questa vita, sarebbero ancora occultati all'estero, nelle sue disponibilità, eppure lui ora, per il reato di riciclaggio, non sconterà più pena.
Vediamo quindi di non esagerare, Sig.ra Jone, scrivendo in giro che non gli è andata più che bene.
La sentenza è CHIARISSIMA, indipendentemente dalle pene comminate, che, si sa, in Italia sono comunque RIDICOLE:
"CONDANNA DEFINITIVA PER AVERE RICICLATO SOLDI PROVENIENTI DALLA SPREGIUDICATA ATTIVITTA' MAFIOSA DI VITO CIANCIMINO" AMEN!
Il resto è solo chiacchera. Massimo che aveva detto "RINUNCIO ALLA PRESCRIZIONE" , gli avvocati che "non conoscevano le provenienze dei milioni investiti"... tutte chiacchere...
L'unica VERA scontenta è la Moglie di Ciancimino che, adesso, dovrà uscire allo scoperto e DECIDERE, se restare al fianco del marito Massimo o lasciarlo per il frizzante avvocato palermitano che ha incontrato sino a qualche sera fa in incognito...
SENTENZA DEFINITIVA
anche in famiglia
Se questo è un paese civile, Ciancimino dovrebbe essere solo in un posto... "IN GALERA"
Sono d'accordissimo :
IN GALERA
ED AFFIDEREI LA CASETTA DI PALERMO CENTRO AI SERVIZI SOCIALI
chiaramente bonificata dalla dinamite...