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Live Sicilia

"Via D'Amelio, errore da ansia
O risultato di un depistaggio"

Martedì 25 Ottobre 2011 10:43

Se il pentito Gaspare Spatuzza "dice la verità" sulla strage di Palermo in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta "siamo di fronte a un clamoroso errore investigativo prima e giudiziario poi, magari determinato dall'ansia di dare una risposta all'opinione pubblica, allarmata e disorientata dall'escalation stragista, ovvero il risultato di un vero e proprio depistaggio". Lo scrive il procuratore generale di Caltanissetta, Roberto Scarpinato (nella foto), nelle 1.140 pagine della memoria consegnata alla Corte d'appello di Catania per chiedere la revisione dei due processi celebrati per l'attentato di via D'Amelio del 19 luglio del 1992.

Il magistrato, come pubblica il quotidiano La Stampa che riporta stralci del documento, a proposito di un eventuale depistaggio afferma che per "questa inquietante ipotesi, occorre cercare di capire se si fosse voluta coprire la responsabilità di soggetti esterni a Costa nostra" e per questo "astrattamente riconducibili" a "apparati deviati dei servizi segreti, o a organizzazioni terroristiche eversive". Sulla posizione di tre funzionari di polizia del pool investigativo Falcone-Borsellino diretto da Arnaldo La Barbera, deceduto, il Pg di Caltanissetta non ha tratto conclusioni, perché, scrive nel documento non sono stati trovati "sufficienti elementi di riscontro alle accuse formulate nei loro confronti". La richiesta di revisione dei processi 'Borsellino' e 'Borsellino-bis' sulla strage di via D'Amelio, incardinata sulle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, è stata trasmessa due settimane fa alla Corte d'appello di Catania. Riguarda Salvatore Profeta, Cosimo Vernengo, Giuseppe Urso, Giuseppe La Mattina, Natale Gambino, Gaetano Scotto, Gaetano Murana (condannati all'ergastolo) e Vincenzo Scarantino, Salvatore Candura, Salvatore Tomaselli e Giuseppe Orofino (condannati a pene fino a 9 anni). Per i condannati detenuti il Pg Scarpinato chiede la sospensione dell'esecuzione della pena; per Orofino, Tomaselli e Candura, che hanno già espiato la condanna, è stata chiesta solo la revisione.

(Fonte ANSA)

 

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Commenti

  • 2011-10-25 11:43:42

    Errore da ansia o vittime di depistaggio??? Nell'uno o nell'altro caso di chi è la colpa e soprattutto chi pagherà gli errori commessi?

  • 2011-10-25 12:57:35

    Vite di uomini sono state distrutte, devastate, annichilite.
    Dov'erano le prove? Dove i riscontri alle chiacchiere dei c.d. "pentiti"?
    A queste domande qualcuno deve rispondere. Non si può dire semplicemente: abbiamo sbagliato. Non esiste.

  • 2011-10-25 13:14:20

    Caro Puglisi

    Capisco che le chiedo troppo ma quando scrivera' un bel pezzo sul depistaggio dell indagine Borsellino ? ?? Capisco che a tanto non e' ancora arrivato ne' l amico Lirio ne' l amico Peppino ne' Giulio etc .
    Vogliamo ancora giocare al gioco dei cattivi questurini o proviamo ad alzare il tiro ???
    Saluti inquisitori

  • 2011-10-25 16:22:42

    Prima una domanda: Spatuzza ha raccontato che c'era un uomo esterno a Cosa nostra quando imbottirono la 126 di tritolo. Che fine ha fatto?

    Spatuzza stesso aveva indicato Lorenzo NARRACCI, poi alla fine il riconoscimento ha dato esito negativo..... Stessa cosa per Massimo Ciancimino.... (solo che il testimone che non si voleva più utilizzare è stato incriminato per calunnia, mentre quello che serve per la revisione sugli esecutori materiali no). E così Narracci esce dall'inchiesta....

    Lo stesso Narracci di cui si trova sempre traccia sui luoghi delle stragi... lo stesso Narracci che una volta coinvolto nell'inchiesta viene trasferito dall'AISE al DIS a Roma... lo stesso Narracci il cui coinvolgimento è stato discusso ad ottobre 2010 in una riunione del Copasir in cui si parlò delle accuse di Massimo Ciancimino a De Gennaro e Narracci... accuse che hanno provocato l'interessamento anche di Luigi Bisignani... e che hanno messo in allarme i più alti vertici istituzionali e politici (alla faccia dell'autonomia e indipendenza della magistratura e del segreto istruttorio).

    Allora anche se non è Narracci, chi è che era quest'uomo di cui ha parlato Spatuzza? Se ne parla nella memoria presentata alla Procura Generale dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta?

    Riguardo il depistaggio.... il procuratore Scarpinato in un documento giudiziario da depositare a Catania deve ovviamente attenersi a quanto gli è stato presentato come esito delle indagini dalla Procura della Repubblica nissena. E pare che le indagini in questo senso stiano ancora molto indietro....

    Ma sinceramente l'ipotesi dell'errore investigativo dovuto alla fretta di trovare un colpevole non sta tanto in piedi visto che Scarantino è stato torturato per costringerlo ad autoaccusarsi e che gli dicevano cosa doveva dire.

    Scarantino fu arrestato il 26 settembre '92. Il 30 settembre '92 Bruno CONTRADA andò dall'allora procuratore TINEBRA e gli consegnò il primo dossier per accreditare il falso pentito. Come risulta dall'agenda di Contrada, con lui c'era l'allora capo dell'agenzia SISDE di Caltanissetta, Rosario Piraino. Lo stesso Rosario PIRAINO, tuttora in forza all'AISI, che è stato riconosciuto in foto da Massimo Ciancimino come il braccio destro del sig. Franco, quello che si faceva chiamare capitano, indagato dalla procura di Palermo per violenza privata aggravata dal favoreggiamento a Cosa Nostra, in quanto ha più volte minacciato il testimone affinché non parlasse.

    Poco dopo questo riconoscimento arrivò a Massimo Ciancimino una lettera di minacce che terminava così: "Sappiamo tutto sul contenuto delle deposizioni fatte con i magistrati S. Lari e compagni ed A. Ingroia e compagni, ulteriore aggressione intrapresa col fine di coinvolgere e infangare illustri servitori dello Stato, uomini che a differenza di taluni magistrati hanno anteposto i più alti ed onorabili valori alla loro stessa esistenza. Un consiglio, vada via dall'Italia, taluni crediti non possono essere più posticipati. Sono state disposte più operazioni a garanzia della democrazia, tutte in attesa di essere eseguite. Un solo fine frutto di più azioni, cinque, un numero che dovrebbe farla riflettere, le mie credenziali in busta". Cinque i proiettili di kalashnikov acclusi in busta. Cinque come il numero con cui era contrassegnata la fotografia riconosciuta da Ciancimino.

    Poi entrò in scena Arnaldo LA BARBERA con la sua squadra. Ma chi c'era dietro La Barbera, a chi faceva riferimento? Chi può credere che fece tutto da solo? La Barbera fu promosso questore di Palermo da Nicola Mancino, lo stesso Nicola Mancino che nell'aprile '93 promosse Gianni De Gennaro a capo della DIA. La Barbera - è un fatto - entrò a far parte dei De Gennaro boys, gli intoccabili De Gennaro boys che sono passati indenni anche dalla vicenda del G8. Le cui carriere spedite li hanno portati ad occupare (tuttora) i più alti posti. Pare che il destino di Arnaldo La Barbera sia fare da scudo ai suoi superiori... come per il G8 di Genova...

  • 2011-10-25 17:34:19

    Praticamente in questa memoria di 1140 pagine c'è scritto che due sono le cose possibili accadute, e non è detto che una escluda l'altra:
    - i magistrati erano ansiosi di chiudere il processo con "un" colpevole assicurato alla giustizia;
    - i magistrati furono ingannati da abili depistatori.

    Ci si rende conto dell'immagine che della Magistratura ci viene offerta? Noi normali cittadini, impegnati ciascuno nelle proprie attività, abbiamo dubitato di ciò in cui i magistrati per "ansia" o "per ingenuità" hanno ciecamente creduto. Come dire : noi ragionavamo, loro, i Magistrati coinvolti, erano in preda alle loro debolezze caratteriali.

    A me queste "giustificazioni" sembrano gravissime, e, se vere, gettano un'ombra sinistra su tutta l'attività dei magistrati.

  • 2011-10-25 18:11:05

    Ovvio ! Dagli al magistrato (anche se Tinebra procuratore di Caltanissetta dell'epoca personalmente non mi ha mai molto convinto)è lo sport più praticato dalla ns. comunità nazionale, premier docet !
    La colpa più grave non è di chi ha depistato per i propri sporchi personali interessi di carriera (investigatori infedeli) ma di chi ci ha creduto e si è fatto ingenuamente o meno ingannare. Sarà stata, forse, questa filosofia che ha consentito a criminali siculi incalliti di girare indisturbati fra le persone civili per più di 40 anni senza che nessuno si fosse mai preoccupato di cercarli ! D'altro canto, viviamo nell'epoca del "fare" per cui chi "fa" ha sempre la meglio su chi soltanto riflette anche se chi "fa" esercita il mestiere di assassino,depistatore di stragi o complice di mafia e mafiosi.

  • 2011-10-25 18:48:03

    Chi è più cretino, Giufà o chi gli va dietro?

    Se questi sono i risultati (Scarpinato parla di "un clamoroso errore investigativo prima e giudiziario poi") e se ci sono stati tre processi, ognuno dei quali è arrivato in Cassazione, con decine di magistrati e di giudici impegnati, e se le sentenze, a parte che attribuire colpe e responsabilità, sbagliando evidentemente, non hanno mai risposto alle più elementari domande, e tanto meno alla PRIMA delle domande " chi, perché e perché in quel modo volle la morte di Falcone", se tutto ciò è avvenuto, è stato per ansia e per ingenuità?
    E allora chi ci dice che ora non sarà così? Chi ci assicura che i nuovi investigatori e i nuovi magistrati e giudici non si accontenteranno delle parole del nuovo pentito e cercheranno invece di mettere al loro posto tutte le tessere di questo maledetto mosaico?

    O TUTTO O NIENTE.

  • 2011-10-25 19:19:29

    Ca stì dichiarazzioni mi fannu schifiàri si pò ddiri?
    Queste dichiarazioni significano ca 20 anni ri pigghiati pu culu un v'hannu bastatu!


    PS
    Esistono verbali dei più importanti pentiti dell'epoca e nascosti dai PM che smentiscono Scarantino in modo equivocabile. Verbali come quelli di Cancemi che dicono: "vististivu u pupu e anche se io nella mia vita o fatto tante cose indegne, questa è troppo anche per me e io non avallerò mai i verbali che gli avete fatto firmare a stu coasa che tutto è tranne chi cristianu".

    Anche gli avvocati delle varie difese, a suo tempo, hanno minacciato di denunciare al CSM la scomparsa di verbali da parte dei PM e, infatti, per calmierare gli animi molti di quei verbali sono usciti dal nulla e successivamente riscomparsi dai dagli atti.

    Infine:
    tutti i verbali e gli interrogatori sono stati fatti (come prevede la legge) in presenza di un Magistrato quindi è puro spirito corporativisco cercare di buttare tutta le colpa ai poliziotti dell'epoca, e, specialmente se molti di quei verbali sono "illegalmente" scarabocchiati e riscritti sullo scarabocchio.

  • 2011-10-25 19:24:56

    EC

    ....Scarantino in modo inequivocabile.

  • 2011-10-25 19:28:20

    Ah, scusate:

    O TUTTO O NIENTE

  • 2011-10-25 19:46:48

    «Se il pentito Gaspare Spatuzza “dice la verità”» Cosa è la follia? Qualcuno dice che è una genialità sconosciuta. Qualcun altro dice che è un cortocircuito che nessun elettricista sa aggiustare. Scuole di pensiero. Roba da robivecchi. Di certo la follia è una diversità non riconosciuta. Convinti come si è che, in questo mondo che non si lascia penetrare né avvicinare, necessariamente non vi può che albergare la solitudine dell’essere. E se invece vi fosse l’autosufficienza di un microcosmo perso nell’immensità del non pensiero? Pensieri pazzi. Sì. Non sono altro che pazzi pensieri. Ma senza fare del male a nessuno. Senza togliere la libertà a nessuno. Senza dispensare condanne, né distruggere famiglie. Né stritolare esistenze plurime. Salvo poi a trincerarsi dietro l’ “errore da ansia”. Continuando ancora a non vedere che si è stati sempre lontani dalla verità, e si continuerà sempre ad esserlo (perché, anche ad imbattersi accidentalmente in essa, non si ha l’animo sereno per riconoscerla), fino a quando la stella polare delle indagini e dei pm continuerà ad essere il teorema di turno. Non per niente si parla di ansia ma anche di un possibile “risultato di un depistaggio”. Aprendo così la via ad un altro teorema. Ma del resto, questa che si sta vivendo sembra l’era del “ma anche”. Non sapendo cosa dire si dice tutto e il suo contrario, per fare scesa. Per essere sempre sotto i riflettori. Mentre la verità dei fatti indisturbata pascola oltre i parossismi ideologici. Senza poi contare che dietro l’angolo può sempre esserci un altro pentito pronto a mettere fuori il naso, per impiattare più fresche verità. Ovviamente condite con l’odio della propria convenienza e di quella della cosca di appartenenza. E la ruota gira. Mentre il puparo se la ride. E non si dica che non c’è nessun puparo. Tutto questo andirivieni non può essere solo il frutto nero della casualità.

  • 2011-10-25 23:52:42

    Come giustamente fa notare qualcuno le investigazioni sono dirette da magistrati.
    Quindi quando Scarpinato dice "errore investigativo prima e giudiziario poi" non può che riferirsi a magistrati.
    Falcone disse che le investigazioni devono farle le Forze di Polizia perchè il lavoro dei magistrati è un altro. E non credo avesse torto.

    Ma tant'è. Bisogna avere pazienza e fiducia. Mi chiedo quanta ne dobbiamo avere ancora.
    Qui si ammette che lavorano e giudicano per accontentare la piazza o fare appattare la settanta rispetto a idee giudiziarie.
    Preferisco comunque che ci siano le revisioni e chi è stato ingiustamente condannato sia riabilitato (almeno per il crimine in questione).

    Come sempre: O TUTTO O NIENTE.

  • 2011-10-26 09:00:44

    @amico paolo
    Anche un mentecatto capirebbe che in questa orrida storia c'e' una grandissima responsabilita' dei magistrati inquirenti di allora che a quanto pare non devono rispondere alla legge. Ancora continuamo a giocare e ci parliamo noi due addosso.Ricordo a chi e' meno informato, non certo all ottimo Puglisi che stenta a decollare che una certa bocassini resasi conto dello scempio operato dai suoi colleghi( non solo dai questurini arnaldiani ) si prese le pezze e schifata torno' a milano. Ma di che stiamo parlando??????

  • 2011-10-27 14:49:39

    La verità basta andare a cercarla nel bellissimo libro 1994 di Chiarelettere... i veri mandanti delle stragi del 92 93 sono nella schifosissima Gladio occulta!

  • 2011-11-01 00:04:12

    Bravo Ivano! Effettivamente la Boccassini aveva capito che Scarantino non c'entrava niente. Però costei sicuramente era più abile nel valutare certe situazioni. Dico questo, perchè gli altri magistrati che non gli vollero dare ascolto, non lo fecero per chissà quali motivi, ma solo perchè non diffidarono del lavoro degli investigatori.-

    Tieni presente che Scarantino e complici molto probabilmente firmarono dei verbali di dichiarazioni spontanee autoaccusandosi. Questi verbali vennero redatti dalla Polizia e non dai magistrati. Ovviamente in seguito vennero sottoposti ad interrogatorio dai magistrati. Ora se questi confermarono quando già dichiarato alla Polizia,anzi sicuramente confermarono, i magistrati c'entrerebbero ben poco. L'errore sta nel non avere dato ascolto alla più esperta loro collega che già era passata per certe situazioni e quindi difficilmente avrebbe avallato ipotesi sospette.-
    Mi sento di potere affermare quanto ho detto, perchè stai ben certo che se non fosse così la dottoressa Boccassini non si sarebbe fermata.

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