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Live Sicilia

Confesercenti, Felice: "Le partecipate
non siano un ammortizzatore sociale"

Sabato 29 Ottobre 2011 10:12 di Roberto Immesi

Alla vigilia di una campagna elettorale che eleggerà il successore di Diego Cammarata, la Confesercenti palermitana, per bocca del presidente Giovanni Felice, traccia un bilancio degli ultimi dieci anni e chiede al prossimo sindaco provvedimenti immediati per lo sviluppo. E fa un appello al consiglio comunale per un patto sulle cose da fare nella prossima consiliatura che accorci i tempi della burocrazia e dei processi decisionali sulle scelte strategiche per la città: “Palermo non può più aspettare”.

Partiamo da questi ultimi dieci anni. Come giudica il doppio mandato di Diego Cammarata?
“Nella prima sindacatura è stato portato avanti un lavoro progettuale che era già stato avviato in precedenza, sono state definite opere messe in cantiere da chi c’era prima, anche se non tutte sono state ultimate. In fase di attuazione si è visto qualcosa, in fase progettuale poco o nulla. La seconda sindacatura è invece coincisa con una fase di stanca, c’era ben poco da progettare. In questi ultimi quattro anni sono cambiate radicalmente le cose, è cominciata una crisi che ha portato al taglio dei trasferimenti, sono sorte difficoltà economiche impreviste e la giunta non è stata in grado di operare una selezione delle scelte strategiche per gli investimenti”.

Non salva proprio nulla?
“Il fatto che stia finendo”.

A quali risultati ha portato l’interlocuzione fra gli esercenti palermitani e l’amministrazione attiva?
“In questi giorni, con la mente, ho ripercorso il film degli ultimi dieci anni. Ricordo i tavoli di concertazione per la città, specie per la grande isola pedonale di cui si è discusso tanto. Eravamo disponibili a un confronto, a un ragionamento ma siamo stati oggetto di accuse e veleni. Adesso emerge la verità: non era un provvedimento di sviluppo, ma solo un provvedimento per il traffico. Non puoi chiudere il transito solo al traffico privato, ovvero quello dei clienti, e lasciare quello pubblico. Ecco perché ci opponevamo e i fatti ci hanno dato ragione. L’isola pedonale ha un senso se vissuta, se arredata nel modo giusto; se ci sono gli autobus parliamo di un’altra cosa. Quello che rimproveriamo di più a questa amministrazione è che non sono stati adottati provvedimenti per i piccoli commercianti rispetto ai grandi centri commerciali. Abbiamo chiesto di reinvestire nelle piccole attività gli oneri di urbanizzazione dei grandi gruppi internazionali, ma nulla di tutto questo è stato mai fatto”.

Cosa si aspetta dalla prossima campagna elettorale?
“Questa città non può permettersi sei mesi di campagna elettorale, più un anno per il riequilibrio con un sindaco che non capisce come muoversi. Vorrei che la politica si assumesse la responsabilità di un grande patto per la città da fare ora, al di là dell’amministrazione attiva, lo faccia il consiglio comunale eventualmente, e si determinino adesso le linee guida da seguire all’indomani delle elezioni. Se dobbiamo aspettare la trafila delle decisioni, con gli atti che dal sindaco vanno agli uffici e poi al consiglio, ci vorrà troppo tempo e la città non può aspettare. Ci vuole un salto di qualità, anziché della campagna elettorale i consiglieri compiano un atto d’amore per la città ragionando su alcune iniziative fondamentali, partendo dal bilancio e individuando investimenti e opere necessarie”.

Quali temi vorreste che fossero al centro della campagna elettorale?
“Stiamo tentando uno sforzo comune, insieme alle altre categorie, cercando con la consulta delle piccole e medie imprese di individuare temi comuni, al di là delle appartenenze politiche: ci vuole una condivisione dei principi e non dei singoli atti. Per esempio, bisogna fare una distinzione tra l’assistenza sociale e il lavoro: le società partecipate sono ammortizzatori sociali e non è possibile, se c’è un problema sociale si usano gli strumenti tipici, gli ammortizzatori, non si possono investire ingenti somme in società che non funzionano. Se avessimo dato lo stipendio minino garantito, avremmo potuto investire le altre risorse nelle opere pubbliche. Abbiamo trasformato l’assistenza sociale in lavoro e questo ha drenato tutte le risorse”.

Le partecipate sono, quindi, uno dei problemi più impellenti…
“Lo stesso sindaco dice che le partecipate sono un problema, ma si giustifica dicendo di averle ereditate. Ma le stabilizzazioni più recenti le ha fatte lui. Sostiene di averle trovate? Poteva mettere un punto fermo e cambiare registro. Il rapporto con lo Stato centrale non doveva essere inteso come una elemosina, ma era necessario sedersi attorno a un tavolo per trovare una soluzione al problema”.

Come vorrebbe che fosse Palermo fra dieci anni?
“Noi ci occupiamo di commercio, che è florido se la città è vivibile. Dobbiamo ragionare sulle infrastrutture, come la seconda circonvallazione, un’opera che dovrebbe consentire l’attraversamento esterno della città collegando la Provincia con l’aeroporto, un’opera necessaria anche per le Madonie. Non abbiamo strutture per il turismo congressuale; sappiamo che il turismo da solo non basta, ma può darci una grande mano. Siamo il capoluogo, la capitale di un’Isola e non lo sfruttiamo questo vantaggio. Siamo al centro del Mediterraneo, dovremmo dialogare con il Nord Africa ma non siamo in grado di farlo. Ci vuole un aeroporto che sia veramente internazionale, perché lo sviluppo va di pari passo con i collegamenti. Arrivando a Punta Raisi, dovrei metterci un’ora per arrivare ad Agrigento. Ci vuole un ragionamento con i comuni limitrofi, capire su cosa puntare, un coordinamento insomma sui temi dello sviluppo”.

In che stato è l’economia palermitana?
“La situazione è molto preoccupante. I negozi chiudono, viene una stretta al cuore vedendo tanti negozi abbassare la saracinesca. La situazione economica che è pesante. Ma non abbiamo un interlocutore in questi processi, c’è una rete commerciale troppo ampia rispetto al bacino d’utenza. Questo processo andava guidato, il problema della grande distribuzione è complesso. Il sindaco della città capoluogo dovrebbe farsi promotore di un progetto di sviluppo del territorio”.

 

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Commenti

  • 2011-10-29 13:42:57

    Parla dei centri commerciali e ha fatto aprire a sua figlia un negozio li dentro, credo sia l'unico al mondo che parla di isola pedonale ma senza gli autobus, ha forse qualche idea su come animare l'isola pedonale? Comprando frutta e verdura come l'ultima volta che ha provato ad animarla? Lo sapete qual'e il problema dinqueste associazioni di categoria? A) che non rappresentano più nessuno, 2) che fanno politica per se, 3) che ai vertici non c'e mai gente qualificata

  • 2011-10-29 15:07:39

    Prima di dare consigli al futuro Sindaco di Palermo perche non pulici dentro casa tua revocando l'incarico al responsabile della Confesercenti di Catania legato a clan mafiosi. Ipocrita

  • 2011-10-29 15:09:09

    correggere la parola " pulisci"

  • Ho letto attentamente le dichiarazioni rilasciate dal Presidente Giovanni Felice e debbo dire che condivido Tanto di quello che ha affermato.
    Un punto però mi trova dubbioso, e del resto non potrebbe non essere così.
    Il passaggio riguardo le società partecipate che non dovrebbero divenire ammortizzatori sociali mi trova ad un tempo concorde ma esiste un distinguo netto da fare rispetto al “ senso” delle affermazioni rilasciate da felice.
    Partiamo da quello che da ormai due anni appare essere l'emblema del fallimento delle amministrazioni comunali che si sono succedute : GESIP.
    La GESIP esiste sulla base di una convenzione contratto di servizio firmato con il Comune di Palermo, per conto del quale gestisce e svolge servizi di pubblica utilità (Canile, trasporto disabili, servizi cimiteriali ed altri per capirci) , la cui importanza e soprattutto la cui necessità è venuta agli occhi di tutti nel recente periodo ( parliamo di Luglio scorso all'incirca) in cui la protesta dei lavoratori per aver ricevuto il preavviso dell'avvio delle procedure che portano al licenziamento, sono culminate nel blocco totale dei servizi e nei disordini assurti agli onori della cronaca dei media (per i quali ho chiesto ai lavoratori di scusarsi sinceramente con la cittadinanza tutta .
    Quel giorno tra gli altri, anche il Presidente Felice avrebbe dovuto fermarsi a riflettere non tanto sulle motivazioni della protesta quanto sui disagi che la stessa aveva generato e stava procurando in primis in termini di servizi pubblici essenziali.
    Allora questi signori non è vero come si dice con un facile luogo comune che “NON FANNO NULLA E SONO PAGATI!”
    Allora, fermo restando che le mele marce esistono ovunque e vanno isolate e punite nei termini di legge previsti, c’è qualche servizio che funziona grazie a loro!B
    Se poi qualcuno è convinto del contrario lo prego di smentirmi dati e prove alla mano. Tempo fa scrissi evidenziando che i famosi 45 milioni di euro fatti pervenire in soccorso di GESIP altro non erano se non l'ennesima dimostrazione di sperpero di risorse pubbliche in barba alle soluzioni prospettate dai soloni della economia nazionale.
    Dico questo perchè il signor Matteo Brambilla di CARUGATE ( non cercatelo sul web non so neanche se esiste...) , che segue le dinamiche della politica dalla sua brianza ha tutto il diritto e la ragione di inveire contro uno stato che sperpera risorse piuttosto che non affrontare momenti di reale e strutturale definizione ai problemi. E per questo l'altro ieri sera quando "CANDIDAMENTE " l'assessore alle società miste il Direttore Generale e il capo del Gabinetto del Sindaco di Palermo hanno , nel corso della riunione con i sindacati della GESIP , affermato che "I soldi di Roma finiranno nel migliore dei casi a Febbraio 2012 e che dal governo nazionale arriva notizia che il tavolo interministeriale per trovare soluzioni a GESIP e alle altre municipalizzate non trova volontà politica di essere riattivato ( parlo di quello in cui si discuteva di incentivi all'esodo mobilità tra le aziende e vari correttivi...) " ho provato un sentimento misto tra la rabbia, la furia e la vergogna. Non perchè non ne avessi idea ne notizia, ma perchè ancora una volta questi lavoratori erano stati umiliati dalla politica locale, e sarebbero stati utilizzati nei disegni di questi scienziati della gestione della cosa pubblica , nella prossima campagna elettorale per disarcionare o potenziare il futuro candidato a Sindaco!
    Ecco caro Felice, ecco amici delle rappresentanze delle categorie datoriali , il perchè non abbiamo granchè altro da fare che RIPRENDERCI quello che tutti questi attori dell'ennesima farsa ci hanno tolto. Dobbiamo tornare in piazza a protestare, dobbiamo interrompere i servizi chiedendo soluzioni reali e non palliativi ! Dobbiamo purtroppo ancora una volta e credetimi a malincuore, arrecare disservizi ai cittadini.
    Ecco perchè vorremmo che nessuno utilizzasse il dolore e la disperazione reale dei più deboli (guadagnano circa 900 euro al mese ...) per le proprie fortune o le sfortune politiche altrui. Per questo le chiedo, se condivide l'analisi fatta ,di invertire le logiche del dargli contro a prescindere e di scendere al loro fianco il prossimo 10 novembre nella manifestazione che stiamo preparando per urlare insieme a loro che abbiamo voglia di fare risparmiare i cittadini chiedendo l'internalizzazione dei servizi e del personale con un risparmio istantaneo del 25% delle somme ad oggi necessarie (e sono diversi milioni di euro ) tra iva e incarichi vari ai politici locali per destinare le risorse alle aziende e alle piccole imprese che genereranno ulteriore sviluppo e occupazione locale.
    Sarebbe l’inatteso e gradito segnale che si faccia fronte comune tra chi investe facendo impresa e chi le imprese le può sostenere soltanto avendo garanzie sul proprio salario e sul proprio futuro.
    Il teorema è fin troppo semplice per dilungarmi a illustrarlo, e conoscendola immagino che ne abbia compreso da subito i benefici potenziali.
    Adesso basterebbe semplicemente metterlo in atto. Noi ci proviamo , ma abbiamo bisogno di tutti voi.
    Cordialità.
    Gianluca Colombino

  • 2011-10-29 19:09:36

    Felice non sei credibile.

  • 2011-10-29 19:10:53

    Qualcuno spieghi a Giovanni Felice che le partecipate sono un ammortizzatore sociale già da anni e, soprattutto, ci si augura che il 99% di questo Consiglio Comunale non venga rieletto.
    Grazie.
    PS. Felice, é in campagna elettorale anche lei?

  • 2011-10-31 17:51:41

    Caro Mario, ho avuto a che fare con la confesercenti Catania nelle persone del Presidente e del Direttore e ritengo che siano delle persone estremamente per bene.
    Le tue sono delle accuse del tutto infondate

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