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Live Sicilia

Strage di via D'Amelio
Sette nuovi indagati

Sabato 29 Ottobre 2011 09:32

Il telecomando che attivò l'ordigno che uccise il magistrato Paolo Borsellino, in via D'Amelio a Palermo, non fu azionato da Monte Pellegrino ma da dietro un muro del giardino di via D'Amelio. E soprattutto c'era un talpa nel palazzo della mamma del giudice, a piano terra, che controllava gli spostamenti di Borsellino che, secondo i pm, avrebbe il volto di Salvatore Vitale, uomo d'onore del clan Roccella condannato a dieci anni al Borsellino bis e all'ergastolo per l'omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo.

Sono questi i punti fermi individuati dal pool del procuratore di Caltanissetta Sergio Lari, le cui indagini, scaturite anche dalle rivelazioni dei pentiti Gaspare Spatuzza e Fabio Tranchina, hanno portato alla scarcerazione di sei condannati e all'individuazione di sette o più nuovi personaggi nella strage di via D'Amelio. Come riportato dall'edizione palermitana di Repubblica, fra questi ci sarebbe anche Vittorio Tutino, che aiutò Spatuzza a rubare la 126. La Corte d'Appello di Catania ha sancito che prima della revisione del processo che ha condannato degli innocenti, ci vorrà la condanna per i veri sicari.

La nuova svolta nelle indagini ha permesso anche di sfatare l'ipotesi di un coinvolgimento di servizi segreti deviati che dal Cerisdi, su Monte Pellegrino, avrebbero attivato il telecomando. Questa fu infatti azionato da Giuseppe Graviano, nei pressi di via D'Amelio, nascosto dietro a un muro. Ma l'ipotesi formulata da Genchi è invece confermata dal pentito Angelo Fontana e, secondo quanto scrivono gli inquirenti, "soggetti esterni a Cosa Nostra potrebbero incidere sui tempi e le modalità di attuazione di una strage già programmata da parte dell'organizzazione mafiosa".
Ultima modifica: 31 Ottobre 2011 ore 07:40

 

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Commenti

  • 2011-10-29 12:12:36

    Altri 20 anni ri pigghiati pu culu.
    Si cerca sempre di mettere insieme pezzi di puzzle (verità) che hanno la volontà di non comporre il mosaico (il volto delle Istituzioni).

    Che motivo aveva la mafia di fare una strage per uccidere Falcone quando lo potevano fare benissimo a Roma con un semplice killer? E, sopprattutto, perché fare un'altra strage dopo pochi giorni se non per sotterrare quella verità che Borsellino ormai sapeva e che era nel suo dossier "mafia e appalti" delle "partecipate statali"?

    Se non sbaglio l'esplosivo utilizzato per Borsellino era militare, o no? E' accertato che uscì con un mezzo militare da una caserma militare siciliana o no?

    Povera Sicilia. Popolo costretto a sopravvivere tra la dittatura militare della mafia per alcuni periodi e da quello repressivo di uno Stato complice per consorteria che ci condanna per autoassolversi in altri periodi.

  • 2011-10-29 12:38:40

    Ma come si fa ad ingannare un popolo così spudoratamente, tra l'altro non più ignorante come ai tempi di Portella. Come si fa a cambiare il senso delle cose e delle parole con la propaganda mediatica come nel caso del papello che è diventata trattativa. Quelle richieste della mafia erano il papello e non la trattativa. Ma poi che bisogno aveva la mafia di trattare quando in Sicilia comandavano loro ed erano da sempre stati funzionali ai vari Governi italioti targati DC.
    Quelle richieste erano il "papello" che in gergo siciliano significa la presentazione di un conto per la prestazione data: mi prisintò un papiallu.
    Le stragi del Continente, infatti, erano le raccomandate di sollecito che la mafia presentava allo Stato (in pieno dissesto per tangentopoli) per incassare la parcella e che non era più in condizione di mantenere. L'arresto di Riina fu il prezzo del concordato che maturò tra mafia e Stato per una nuova stagione che servì ad accompagnare i corleonesi al pensionamento storico (vedi Provenzano), ma non all'estinzione della mafia che ancora pùò essergli utile per regolare poteri ancora non in equilibrio, infatti, Messina Denaro resta libero.

  • 2011-10-29 13:06:04

    caro amico paolo:crede che potranno bastare ventanni?ieri ho parlato ancora di quei due che si sono spizzuliati diciassette anni per ficuzza, a cosa servono i soldi di risarcimento: quando esci dopo 18anni!e intanto le stelle stanno a guardare senza commentare giovanni bianconi sul corriere della sera di oggi riguardo al complotto istituzionale che lei commenta oggi

  • 2011-10-29 13:30:22

    Caro Vittorio,
    la democrazia è una conquista dei popoli e non una concessione gratuita.
    In Sicilia siamo una colonia italiota e siccome non avremo mai più il coraggio di ribellarci dobbiamo abituarci a queste condanne di regime spacciate per democrazia dalle campagne di propaganda al soldo lombardo/piemontese. Informazione lombardo/piemontese assoldata dai gruppi industriali che detiengono il monopolio dell'informazione "ufficiale".

    Spero solo in un nuovo Turiddu Giuliano in versione moderna.

  • 2011-10-29 18:11:05

    Ho ricevuto questa mail e penso che possa essere interessante:



    “ Traditori di Borsellino da cercare fra i suoi colleghi magistrati”

    Per fare fronte all’infame verità gridata già da quasi un decennio dallo scrivente (intreccio perverso tra politica parassitaria, colletti bianchi, affari e partecipazioni statali, sindacato e mafia... quale reale movente della strage di Borsellino e della sua scorta) la mafia che ha il volto delle istituzioni ha dovuto necessariamente mostrare le prime crepe istituzionali, ammettendo, dopo vent'anni, il rozzo depistaggio sulla strage di via D’Amelio costruito attorno alla triste figura del falso pentito, Vincenzo Scarantino, e alle sue miserabili debolezze esistenziali.

    Scribi e farisei (giornalisti e magistrati) - partendo da un fatto vero, dettato dal “pentito” Gaetano Spatuzza, pescato dal Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, nel 2008, dai tuguri delle galere - nel maldestro tentativo di ubriacare ulteriormente la verità, la certificano, invece, inesorabilmente perché nel mio granitico movente, oltre all’uomo dei servizi indicato dal “pentito”, c’è un solido filo logico che lega i Graviano agli interessi di Fincantieri, la Fiom Cigl e l’infame scenario degli affari e delle logiche politiche parassitarie che si salvarono con l’ urgente strage di via D’Amelio.

    Emergono, dunque, piccole schegge di verità che fanno da plinto alla grande menzogna dei protobugiardi (Oscar Wilde), che rende confuso e indecifrabile il desolante quadro politico- istituzionale dominante in quel momento storico (si guardi alla depistante ipotesi della “trattativa”).

    La verità è ostaggio della nostra storia che, navigando sulla scia del “crimine idealizzato”, diventa odierna cronaca ( istituzioni malate, politica inquinata, tradimenti, misteri, slealtà, violenza ….) ed esalta il ruolo infame di rozzi criminali asserviti ad un sistema ampiamente protetto da pezzi dominanti della Magistratura siciliana (vedi ANM , Vittorio Teresi & co). che occultano la Verità e controllano la Giustizia; ma loro da soli non avrebbero fin qui potuto realizzare tanto gelido silenzio attorno al vero movente che causò l'uccisione di Paolo Borsellino, morto per seppellire i sogni di libertà di un intero popolo.

    Per realizzare ciò, c’è stato bisogno della conveniente rinuncia della sorella e del fratello del nostro Eroe che, con autentico tradimento morale, hanno consegnato le insegne e le ragioni ideali di Paolo Borsellino proprio a chi si avvantaggiò della sua immediata uscita di scena.

    Vittorio Teresi & co. hanno il potere di distruggere le vite degli altri servendosi dell’arbitrio insindacabile della “ concezione esecutoria”, prevista dalla stessa Costituzione che, così facendo, tradiscono nei fatti.

    Chi scrive, invece ,da 30 anni mette in gioco costantemente la propria vita, la propria dignità di patriota e la propria libertà per sconquassare un sistema infame che, storicamente, ha tenuto sempre in ostaggio la dignità del popolo siciliano.

    In fondo al tunnel di questa verità ci sono la copertina lercia dello Statuto e il volto immorale della II^ repubblica che ha partorito Silvio Berlusconi e la sua prole politica.

    Gioacchino Basile

  • 2011-10-29 18:38:48

    Il numero sette deve avere un valore magico per la magistratura. Sette sono gli ergastolani dichiarati, ipso facto, non colpevoli della strage di via D’Amelio. Ma dopo avere azzerato in punta di lingua di un nuovo pentito tre gradi di giudizi e mandato al macero centinaia di faldoni, ricomincia con sette nuovi indagati. Questa volta non c’è l’ansia a spingere su sentieri non bene esplorati, ma anche se dovesse ancora una volta sbagliare, o presentarsi ancora una volta un nuovo pentito per raccontare la verità secondo il vangelo di don Tizio più che di don Caio, non c’è niente da temere. Perché non in un vangelo apocrifo, ma in uno autentico la magistratura sa di poter leggere che si può perdonare "Non fino a sette ma fino a settanta volte sette".

  • 2011-10-29 20:41:30

    civuole un cambio generazionale proprio questa generazione che è stata votata nella nostra sicilia porterà alla fine della legistratura i propri delfini e allora diremo che nulla cambia ma sappiamo che noi abbiamo il diritto di voto e se qualcuno vorrà presentare una lista di persone di pensiero ed a palermo ci sono tanti uomini e donne che anno carisma allora si che potrà tornare la primavera certo noi che vogliamo un mondo migliore non possiamo accettare un giuliano moderno anche perchè sappiamo come è finita l' esistenza di quello che c'era fino al 1950 scusa amico paolo ma io vorrei che gente come lei potesse costruire la sicilia senza i ( piemontesi quello che anno fatto in sicilia ancora ci offende) noi abbiamo tre uomini siciliani uno al senato che è presidente e due alla camera che sono due ministri cosa fannu pi nuatri? ancora quache giorno e nel mondo si parlerà ri palermu china ri munnizza e iddi chi fannu? talianu anzi un fannu nianti

  • 2011-10-30 12:44:07

    Avete notato il silenzio tombale di tutti i partiti politici all'arrivo di queste notizie.
    Nessuno che commenta , che si indigna o altro.
    Solo silenzio.
    Siamo di fronte ad un colossoale depistaggio, fatto a quanto sembra da ipotetici "servizi deviati", il problema e però che "i servizi NON deviati" ed altre parti istituzionali non si siano accorte di nulla, hanno sempre la tessta in aria, che strano.

  • 2011-10-30 13:55:47

    Prima di condannare almeno siano sicuri,chi li paga a questi innocenti usciti? Lo stato? Nooo noi contribuenti
    Ormai tappiamo i buchi di politici e magistratura compresa
    E mi schifiavuuu

  • 2011-10-30 16:33:50

    @ Pippo
    ho notato anche il silenzio dei nostri difensori della libertà (sinistroidi in testa) sulla volgare e non tanto soft (visto che usano anche gli spray al pepe) repressione che gli americani fanno dei ragazzi di Occupy Wall Street. Oltre ad avere arrestato una tredicenne, li hanno arrestati perchè mangiavano per strada. I poteri forti nella democratica America non si possono nemmeno criticare, figuratevi processare magari altrove. Che c'entra questo post qui? C'entra, c'entra.
    Sig. Pippo, nel paese in cui la Borsellino ipotizza di correre al fianco di certi personaggi non credo che ci sia da aspettarsi nulla. Nel Paese in cui la sinistra e uno dei suoi massimi esponenti (Napolitano,ex ala migliorista del PCI) difende, e anzi vuole potenziare, i poteri della privata Banca d'Italia la Libertà e la Verità sono morte da un pezzo. E non credo che potranno risorgere.
    A Pasqua l'unica cosa che avremo, forse, saranno le elezioni.
    Saluti allanzati

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